In
questi giorni la mia attenzione è stata catturata dalla missione
Exomars che si propone di cercare tracce biologiche su Marte. Sono
affascinato dalle esplorazioni spaziali e come tanti altri ho seguito
le ultime fasi della missione.
Tutti
attendevano con ansia che il lander Schiaparelli si posasse su Marte
– poi
c’è stato l’inevitabile
tweet di Renzi "L'Europa arriva su Marte con una missione a
guida italiana. Trepidazione e orgoglio" e poco dopo la sonda si
è schiantata sembrerebbe
per un malfunzionamento del computer di bordo che ha spento i razzi
di frenata in anticipo.
L’inevitabile
si è trasformato in ineluttabile e molti hanno ricordato gli sms che
Renzi ha inviato agli atleti durante le olimpiadi di Rio 2016 -
Federica Pellegrini, Vincenzo Nibali, Clemente Russo, Rossella
Fiamingo e a quelli del del volley maschile – o l’annuncio :
“Finalmente l’Italia c’è” alla quotazione della Ferrari in
Borsa seguito da un crollo generale delle contrattazioni – per Wall
Street la peggiore giornata dal 1932.
Anche
i lavoratori di Almaviva hanno per così dire “beneficiato” delle
attenzioni del presidente del consiglio – dopo il tanto
strombazzato accordo di fine maggio che doveva ridare certezze
all’attività ed evitarne la delocalizzazione, tutto è andato a
rotoli: esuberi, commesse perse, licenziamenti, sedi in
smobilitazione.
Per
non parlare del job act o della riforma della scuola o dei
provvedimenti di “riforma” della sanità che annunciati in pompa
magna hanno prodotto risultati discutibili.
In
rete si è ritornato a rivedere l’hashtag #renziportasfiga”.
Personalmente
non sono superstizioso e non ho mai seguito questo trend; ho notato
però una smania, quasi un bisogno psicologico dei nostri politici di
oggi: quello di fare annunci su tutto e di farsi sempre e comunque
notare e di fare spettacolo a tutti i costi su qualsiasi argomento e
su ogni tema. D’altronde un annuncio costa poco e nel loro caso,
non è quasi mai impegnativo ma da la sensazione che il governo
“c’è”, è presente e si occupa di noi.
In
piena campagna per il referendum del 4 dicembre i proclami si
sprecano – promesse, intenzioni e desideri vengono trasformati in
fatti; in realtà questo è quanto
di più falso. Non c’è mai stato un governo come l’attuale che
pur legiferando e disponendo, abbia inciso così poco pur combinando
guai che impiegheremo anni a riparare.
Più
che di sfiga si dovrebbe parlare di manifesta incapacità e di
ignoranza a prova di proiettile.
Possono
andare come hashtag secondo voi?








