venerdì 15 dicembre 2023

Potere e informazione

 


Nella Rai, ormai asservita completamente alla carciofara - nessun accenno all'anniversario della strage di Piazza Fontana ma sappiamo tutto sull'addio al calcio di Chiellini e sugli slip mancanti di Elodie.
Nel frattempo gli introiti pubblicitari sono andati a picco e gli indici di gradimento neanche vengono più pubblicati. 

Una manna per le tv mediaset e per le altre tv private - la distruzione del servizio pubblico televisivo analogamente a quanto sta accadendo per il sistema sanitario nazionale asservito totalmente ai privati e ai trasporti pubblici praticamente al collasso - è una realtà.

La carciofara sta pedissequamente mettendo in pratica l'agenda Draghi come hanno fatto stolidamente i suoi predecessori - tutto assegnato ai privati, nessun rispetto per chi non se lo può economicamente permettere e una totale indifferenza per le fasce più deboli della popolazione e per le necessità reali del paese.

Secondo lei il problema sono gli extracomunitari, non gli stipendi che non crescono come avviene in tutta l'Europa, il problema sono i rave, non gli extra-profitti non tassati.
Dalla abolizione delle accise all'abolizione della legge Fornero siamo andati a finire all'aumento dei carburanti più elevato nella storia economica italiana e alle pensioni che probabilmente prenderemo a 72 anni. 

E purtroppo c'è ancora c'è chi la giustifica. 
Ancora non si vede un'opposizione combattiva e puntuale su questi temi. Come è sempre accaduto, l'opposizione si divide su sottili distinguo, perde tempo - quattro mesi soltanto per organizzare il congresso PD - e non riesce a rappresentare più da secoli quella maggioranza silente di popolazione che da anni neanche va più a votare.

Il livello delle nostre retribuzioni e delle nostre pensioni è tra gli ultimi d'Europa e non si riesce a capire come con questi stipendi da fame sia possibile far risalire commercio e scambi economici o pagare welfare e pensioni.
Perché in fondo il problema è tutto qui - con retribuzioni come queste come pensiamo di poter garantire pensioni decenti e aumentare il potere d'acquisto per sostenere l'economia del paese?

Il problema è effettivamente semplice - occorrono soldi per sostenere un welfare degno di questo nome e se non si prendono da chi ce li ha, certamente pensionati, gente a reddito fisso e piccole imprese, non potranno mai e poi mai sostenere un sistema pubblico pienamente funzionante.

Ormai questa opposizione da operetta è perfettamente inutile. Se non si mettono in primo piano obiettivi reali e condivisi e se non si riesce a capire le reali esigenze della gente si produce soltanto fuffa. 
E di fuffa i nostri governanti se ne intendono bene.


martedì 7 novembre 2023

Cessioni e catastrofi.

 


Il cda di TIM ha dato il via libera all'offerta di 22 miliardi del fondo americano Kkr per l'acquisizione della rete. Non è ancora chiaro il destino di Sparkle - la consociata che gestisce le reti di connessione internazionali.
Con questa acquisizione le comunicazioni italiane saranno interamente in mano a soggetti privati esteri che potranno condizionare e controllare le nostre connessioni e i collegamenti con il mondo.

Da tempo si sapeva che questa acquisizione prima o poi sarebbe andata avanti. La prima fase riguarderà il controllo delle reti primarie e dell'intera attività wholesale - in seguito un accordo quadro definirà l'erogazione e l'assegnazione dei servizi.

La gravità di queste manovre d'acquisizione non è stata percepita interamente dai nostri governanti. 
In realtà tutto è nato nel '97 con lo smantellamento dell'IRI e con l'inizio delle privatizzazioni selvagge che nel 2001 hanno reso possibile la cessione e la svendita di Telecom. 

Prodi e Draghi furono i principali attori di questa commedia che riuscì a trasformare quella che era un'azienda in attivo in un comodo bancomat per soggetti come Fiat, Benetton, Tronchetti-Provera e tanti altri. 

Lo slogan in voga era che "ce lo chiedeva l'Europa" - in realtà tutti i paesi europei hanno tenuto le telecomunicazioni nazionali sotto stretto controllo considerando giustamente questi assett essenziali per la sicurezza nazionale. 
Francia e Germania, pur privatizzando la gestione delle reti, hanno conservato un "nocciolo duro" nell'azionariato delle varie società per continuare ad avere potere decisionale.

Ora con questa acquisizione avremo un settore strategico come quello delle telecomunicazioni con un centro direzionale di comando all'estero che elaborerà strategie sulla base dei propri vantaggi e delle proprie esigenze che non sempre coincideranno con le nostre.

Con Telecom siamo stati fra i primi a creare reti in fibra ottica e data center moderni - ora siamo tra gli ultimi paesi europei per tasso di digitalizzazione. 
Prima del '97 Telecom era in attivo - dopo l'ondata di privatizzazioni il debito è cresciuto di anno in anno fino a raggiungere dimensioni catastrofiche.

Un passo avanti verso il completo asservimento nel generale silenzio di tutti.



 

lunedì 6 novembre 2023

Macchine di Turing

 


Il concetto di calcolo è una cosa abbastanza ovvia che gran parte di noi capisce più o meno intuitivamente. 

Prendiamo in esame la funzione f(x) = x + 5. Quando x è cinque, f(5) = 5 + 5. Dieci. 

Facile. 

Sembra ovvio che questa funzione sia sempre e comunque calcolabile. Ma alcune funzioni non sono così semplici e non è così facile determinare se possono essere calcolate, il che significa che potrebbero non darci mai una risposta definitiva.

Nel 1928, i matematici tedeschi David Hilbert e Wilhelm Ackermann proposero una domanda chiamata Entscheidungsproblem ("problema decisionale"). Col tempo, la loro domanda avrebbe portato a una definizione formale di computabilità, che avrebbe permesso ai matematici di rispondere a una serie di nuovi problemi e gettato le basi per l'informatica teorica moderna.

La definizione venne da uno studente universitario di 23 anni di nome Alan Turing, che nel 1936 scrisse un documento fondamentale che non solo formalizzò il concetto di calcolo, ma dimostrò anche una questione fondamentale in matematica e creò le basi intellettuali per l'invenzione del calcolatore elettronico. 

La grande intuizione di Turing è stata quella di fornire una risposta concreta alla domanda di calcolo sotto forma di una macchina astratta, in seguito chiamata la macchina di Turing dal suo consulente di dottorato, Alonzo Church. 

È astratta perché non esiste e non può esistere fisicamente come dispositivo tangibile ma soltanto come modello concettuale di calcolo: se la macchina può calcolare una funzione, allora la funzione è calcolabile.

Una macchina di Turing funziona perché può leggere e alterare i simboli su un ipotetico nastro infinitamente lungo, come dettato da una tabella di regole. Il nastro è composto da "celle", ognuna delle quali può memorizzare esattamente un simbolo, e la macchina legge e riscrive il contenuto delle celle con una testina del nastro. Ogni regola nella tabella determina cosa dovrebbe fare la macchina in base sia al suo stato attuale sia al simbolo che sta leggendo. 

La macchina può entrare in uno stato finale ("stato di accettazione" o "stato di rifiuto") in cui si ferma, accettando o rifiutando l'input. Oppure cade in un ciclo infinito e continua a leggere il nastro per sempre.

Il modo migliore per comprendere una macchina di Turing è considerare un semplice esempio. Immaginiamone uno progettato per dirci se un dato input è il numero zero. Useremo il numero di input 0001 accompagnato da simboli vuoti (#), quindi "#0001#" è la parte rilevante del nostro nastro.

La macchina si avvia nello stato iniziale, che chiameremo q0. Legge la cella più a sinistra del nostro nastro e trova uno spazio vuoto. Le regole dicono: "Quando sei nello stato q0, se il simbolo è #, lascialo com'è senza modifiche, sposta una cella a destra e cambia lo stato della macchina in q1". Dopo questo passaggio, la macchina è nello stato q1 e la sua testa sta leggendo il secondo simbolo, 0.

Ora cerchiamo una regola che si applichi a queste condizioni. Ne troviamo uno che dice: "Rimani nello stato q1 e sposta la testa di una cella a destra". Questo ci lascia nella stessa posizione (nello stato q1, leggendo "0"), quindi continuiamo a spostarci verso destra finché la testa finalmente legge un numero diverso, l'1.

Quando consultiamo nuovamente la tabella, troviamo una nuova regola: "Se incontriamo un 1, transizione a q2, che è uno stato di 'rifiuto'". La macchina si ferma, rispondendo "No" alla domanda originale, "'0001' è zero?"

Se invece l'input è "#0000#", la macchina incontrerà un # dopo tutti quegli zeri. Quando consultiamo la tabella, troviamo una regola che dice che questo significa che la macchina entra nello stato q3, uno stato di “accettazione”. Ora la macchina risponde "Sì" alla domanda "'0000' è z

Turing ha dimostrato che una funzione è calcolabile se esiste un algoritmo in grado di eseguire il compito desiderato. Allo stesso tempo, ha dimostrato che un algoritmo è un processo che può essere definito da una macchina di Turing. Quindi, una funzione calcolabile è una funzione che ha una macchina di Turing per calcolarla. Questo può sembrare un modo tortuoso per definire la computabilità, ma è il meglio che abbiamo oggi e che probabilmente avremo per molto tempo.

"Non è che tu abbia la possibilità di definirlo in un altro modo", ha affermato Michael Sipser, scienziato informatico teorico presso il Massachusetts Institute of Technology. "Penso che sia comunemente accettato che la tesi di Church-Turing affermi che la nozione informale di algoritmo corrisponde a ciò che qualsiasi modello computazionale 'ragionevole' può fare".

Altri matematici hanno escogitato diversi modelli di calcolo che sembrano abbastanza diversi in superficie ma in realtà sono equivalenti: possono eseguire qualsiasi calcolo che le macchine di Turing possono fare e viceversa.

Solo pochi anni dopo che Kurt Gödel aveva dimostrato che la matematica era incompleta, Church e Turing dimostrarono con questo lavoro che alcuni problemi in matematica sono indecidibili: nessun algoritmo, per quanto sofisticato, può dirci se la risposta è sì o no. Entrambi furono colpi devastanti per Hilbert, che aveva sperato che la matematica avrebbe avuto risposte ordinate e idealizzate. Ma forse è meglio così: se esistesse una soluzione generale all'Entscheidungsproblem, significherebbe che tutti i problemi matematici potrebbero essere ridotti a semplici calcoli meccanici.

Oltre a rispondere a queste domande fondamentali, la macchina di Turing ha anche portato direttamente allo sviluppo dei computer moderni, attraverso una variante nota come macchina universale di Turing. Questo è un tipo speciale di macchina di Turing in grado di simulare qualsiasi altra macchina di Turing su qualsiasi input. Può leggere una descrizione di altre macchine di Turing (le loro regole e nastri di input) e simulare i loro comportamenti sul proprio nastro di input, producendo lo stesso output che produrrebbe la macchina simulata, proprio come i computer di oggi possono leggere qualsiasi programma ed eseguirlo. Nel 1945, John von Neumann propose un'architettura di computer, chiamata architettura di von Neumann, che rendeva possibile il concetto universale di macchina di Turing in una macchina reale.

Quando Sanjeev Arora, uno scienziato informatico teorico alla Princeton University, insegna questo concetto - sottolinea un quadro filosofico più ampio. "Ci sono due nozioni di 'universale'". Una nozione dell'universale è che può far funzionare qualsiasi altra macchina di Turing. Ma l'altra, più grande nozione di "universale" è che può eseguire qualsiasi calcolo che ti viene in mente nell'universo. 

Nel mondo della fisica classica, qualsiasi processo fisico può essere modellato o simulato utilizzando algoritmi che, a loro volta, possono essere simulati da una macchina di Turing.

Un'altra variante notevole e sempre più utile è la macchina probabilistica di Turing. A differenza di una normale macchina di Turing, che ha una reazione ben definita a ogni input, una macchina di Turing probabilistica può avere più reazioni basate sulle probabilità. Ciò significa che può produrre risultati diversi per lo stesso input in momenti diversi. Sorprendentemente, questo tipo di strategia probabilistica può essere più efficiente di un approccio puramente deterministico per determinati problemi. Le idee delle macchine di Turing probabilistiche si sono dimostrate praticamente utili in aree come la crittografia, l'ottimizzazione e l'apprendimento automatico.

Queste macchine astratte sono forse la migliore prova che porre domande fondamentali può essere tra le cose più utili che uno scienziato possa fare.

Ad oggi il modo più efficiente per concepire una macchina di Turing probabilistica è quello di prevedere l'impiego di computer quantistici in grado di associare una reazione definita a diversi stadi di input.

 

Crediti: in realtà questo post è il frutto di uno scambio di idee con una moltitudine di persone che come me, sono appassionate a questi problemi. Dopo anni di mail, scambi di opinioni e di contributi non sono più in grado di stabilire chi abbia detto cosa. Vi chiedo umilmente perdono.

 

venerdì 22 settembre 2023

Quello che ci manca

 

Appare ormai evidente che i servizi pubblici italiani - sanità, scuola, pensioni e trasporti - versano in uno stato ignobilmente pietoso.

Soprattutto la sanità che era considerata una delle migliori d'europa, da una trentina d'anni è sempre meno efficiente. Pronto soccorsi con attese di giorni, analisi di routine con tempi di prenotazione assurdi (che miracolosamente si accorciano se ci si rivolge, ovviamente pagando, al settore privato) ed episodi sempre più frequenti di palese inefficienza.

Un altro segnale preoccupante è quello dell'aspettativa di vita che qui da noi sta da qualche tempo diminuendo in modo preoccupante in netta controtendenza rispetto agli altri paesi d'europa. 

Praticamente molti hanno rinunciato a curarsi; soprattutto i ceti meno abbienti che non potendo rivolgersi alla sanità privata, tirano avanti come facevano i nostri nonni e il risultato ci avvicinerà sempre più ai paesi in via di sviluppo . 

Malattie e patologie in teoria perfettamente curabili mietono sempre più vittime. Paradossalmente vent'anni fa era molto più facile curarsi che adesso. 

Tutti gli schieramenti politici hanno ripetuto e ripetono ancora il mantra delle "risorse limitate", della "carenza di fondi", della "mancanza di mezzi" - nessuno escluso. 

Destra e sinistra hanno chiuso ospedali, nosocomi e pronto soccorsi e hanno affidato sempre più frequentemente attività basilari ed importanti ai privati.

In un passato neanche troppo lontano, molti politici italiani - anche progressisti - hanno magnificato la privatizzazione delle attività pubbliche. 

Ormai abbiamo settori vitali, come quello delle telecomunicazioni, completamente in mano ai privati (ricordate la privatizzazione di Telecom sponsorizzata da Prodi e da D'Alema che ancora stiamo pagando ...?) e anche la sanità pubblica è stata completamente distrutta da queste scelte folli.

Abbiamo sempre meno ospedali e meno posti letto e la fasce deboli della popolazione sono sempre più a rischio. 

Gino Strada profeticamente, espose questi dubbi tanti anni fa - qualcuno lo avrebbe voluto ministro della sanità ma poi è andata come è andata - se avete modo rileggetevi quello che aveva detto in proposito.

Quello che secondo me dobbiamo metterci in testa è che molti settori dei servizi pubblici non produrranno mai guadagni diretti e non potranno mai essere gestiti come un'azienda privata.

Trasporti pubblici funzionanti ad esempio possono ridurre l'inquinamento in modo sostanziale, ridurre le ore di lavoro perse nel traffico delle auto private, rendere le nostre strade e le nostre città sempre più vivibili, anche se non saranno mai completamente renumerativi nel normale esercizio. 

Dovrebbe essere facile da capire - invece di farci cambiare auto ogni tre anni per acquistare modelli più "ecologici" - immaginiamo di poter lasciare l'auto parcheggiata sotto casa e andare a lavorare in metropolitana.

Immaginiamo di poterci curare senza attese assurde e immaginiamo che i soggetti più esposti come gli anziani o i malati cronici possano avere una qualità di vita migliore e pesare meno sulle famiglie - soprattutto quelle a basso reddito.

Ovviamente per raggiungere questi obiettivi servono risorse economiche notevoli e non è pensabile che queste vengano trovate continuando a ridurre il tenore di vita della gente comune, dei lavoratori dipendenti, dei pensionati o delle piccole imprese.

I soldi vanno presi a chi ne ha in abbondanza - occorre tassare gli extra-profitti (pensiamo a quelli del mercato dell'energia o a quelli delle banche), prevedere una tassazione sui grandi patrimoni e razionalizzare il sistema fiscale.

Non sto parlando di provvedimenti da soviet ma di cose che paesi europei come Germania, Spagna e Francia hanno già fatto da tempo seriamente. 

Purtroppo qui da noi anche lo schieramento progressista - o presunto tale - non sarà mai ricordato per politiche economiche avanzate - basti pensare al sostegno alla fantomatica "agenda Draghi" o all'inerzia in tema di politiche di tassazione più razionali o a provvedimenti per il sostegno delle fasce più deboli della popolazione.

I nostri salari sono tra i più bassi d'Europa e per chi è finito fuori dal mercato del lavoro non c'è alcuna protezione come avviene invece in altri paesi. Gli stessi sindacati che dovrebbero tutelare la forza lavoro, hanno siglato accordi criminali per retribuzioni infami al limite dello schiavismo.

Occorre tener presente quello che dovrebbe essere l'obiettivo fondamentale fondamentale della politica - il miglioramento del tenore e della qualità della vita di tutti - nessuno escluso.



domenica 20 agosto 2023

Ecologia

 



L'ecologia è un argomento che ultimamente occupa sui social e sui mezzi di informazione spazi importanti. Articoli, servizi e post sono dedicati interamente ai diversi punti di vista su come salvaguardare l'ambiente, come ridurre consumi ed emissioni e come vivere in sintonia con il pianeta.

Ormai si parla di auto elettriche, di togliere caldaie a gas, di vietare tout-court la circolazione di mezzi ritenuti inquinanti e qualcuno si fa anche prendere "dall'ansia ecologica" - una nuova patologia che meriterebbe di essere studiata più a fondo.

Portacontainer e camion girano il mondo per portarci prodotti spesso acquistati compulsivamente - arance sudamericane hanno soppiantato nei nostri supermercati le produzioni locali e la nostra spesa arriva dai quattro angoli del pianeta. Acquistiamo prodotti che hanno fatto migliaia di chilometri - magari comodamente consegnati a casa da un esercito di trasportatori e distruggiamo parte dei nostri raccolti perché "non conviene distribuirli".

I sindaci di città come Roma stanno pensando di vietare la circolazione delle auto più vecchie anche se il problema reale è quello dell'inefficienza dei collegamenti e dei trasporti pubblici mai risolto da nessuno. 
Paradossalmente i trasporti pubblici di Roma (ma anche di altre città) sono andati sensibilmente peggiorando con il tempo e spesso, il mezzo privato è l'unica soluzione per andare a lavorare e chi non può permettersi di cambiarlo non si capisce cosa possa fare.

I luminari che ci governano per ora sono stati capaci di consigliarci di mettere un maglione in più d'inverno per abbassare i riscaldamenti o di sopportare il caldo d'estate per non accendere i condizionatori. 
Si cerca di incrementare l'elettrico ma le stazioni di ricarica sono ancora pochissime e problemi come lo smaltimento delle batterie non sono mai stati affrontati seriamente. Inoltre l'energia elettrica distribuita in rete è ancora in gran parte ottenuta impiegando combustibili fossili e il suo prezzo è in continuo aumento.

Per inciso con l'estrazione dei materiali necessari alla produzione di batterie e di elettroniche stiamo affamando l'Africa tenendo in condizione di schiavitù intere nazioni. Ragazzini di sette anni lavorano a mani nude per estrarre le sostanze necessarie a produrre accumulatori elettrici per le nostre auto ecologiche ma sembra che di questo non freghi niente a nessuno.
Tutt'al più poi ci infastidiamo per la presenza di poveri cristi che cercano di scappare dagli inferni che abbiamo contribuito a creare.

Purtroppo la "transizione ecologica" deve tener conto di tutte le filiere implicate nella gestione delle risorse. 
Guidare un'auto elettrica ricaricata con energia ancora prodotta in gran parte da combustibili fossili o sacrificare terreni agricoli per riempirli di pannelli fotovoltaici, non sono grandi idee tranne che per chi produrrà auto "ecologiche" o i pannelli stessi.

Siamo stati i primi a produrre centrali solari termodinamiche a concentrazione che producono più energia occupando meno spazio del fotovoltaico ma adesso non facciamo altro che acquistare pannelli solari cinesi. 

Carlo Rubbia aveva ideato il progetto Archimede per la costruzione di centrali termodinamiche ma tra lungaggini burocratiche e sostanziale disinteresse è andato in Spagna realizzando lì una centrale termodinamica all'avanguardia ora in produzione.

Ricerche su altri mezzi per produrre energia - idrogeno, fusione nucleare, combustibili alternativi - vanno praticamente avanti su basi volontarie senza suscitare nessun interesse nei nostri governanti.

Insomma diventeremo tutti "green" con oltre tremila navi portacontainer in giro, con migliaia di camion e furgoni che provvedono a portarci prodotti da tutto il mondo, senza una produzione locale di risorse e con un esercito di schiavi che lavora per noi - grandissimo risultato.


sabato 12 agosto 2023

Fusione nucleare


Nel dicembre 2022 i ricercatori del Lawrence Livermore National Laboratory hanno annunciato i risultati di una serie di esperimenti condotti nei mesi precedenti sull'innesco di una reazione di fusione nucleare controllata. 
Rispetto a quelli effettuati in passato - i nuovi esperimenti e le nuove prove del LLNL hanno rilevato un significativo incremento dell'energia prodotta e della stabilità della reazione stessa.

Ancora non avremo un bilancio energetico positivo per molto tempo - praticamente ora per ottenere una reazione di fusione stiamo impiegando più energia di quanta ne produciamo - ma la quantità di energia aumenta significativamente di anno in anno mano a mano che gli esperimenti e gli studi procedono.

Le stime più pessimistiche fissano in trenta o quaranta anni la meta per ottenere un bilancio energetico positivo e poter sfruttare la fusione per produrre energia pulita. Se però guardiamo i progressi fatti in tutto il mondo, probabilmente il traguardo potrebbe essere raggiunto anche  una decina di anni prima.

Perché le ricerche sulla fusione nucleare sono importanti? Fino a oggi la produzione di energia con il nucleare è stata fatta impiegando reattori a fissione. Senza addentrarci troppo nella tecnologia nucleare possiamo immaginare un reattore tradizionale come qualcosa di non completamente e non facilmente controllabile. 

Immaginate di dover controllare nella vostra cucina l'acqua che bolle senza poter regolare il gas e avendo come unica opzione quella di aggiungere acqua nel caso evaporasse troppo rapidamente o quella di raffreddare in qualche modo la pentola se l'acqua si consumasse troppo velocemente.

Le criticità dei reattori tradizionali sono proprio quelle inerenti al controllo della fissione e al raffreddamento del nucleo. Incidenti come quello di Chernobyl o come quello di Fukushima sono il risultato delle caratteristiche della reazione di fissione. 
In parole povere il controllo di una reazione di fissione non è mai assicurato al 100%. 

Impianti di raffreddamento non funzionanti al momento giusto, sensori che rilevano dati in modo errato o raffreddamento insufficiente del nucleo fissile come accaduto in Giappone, mettono a rischio interi territori con inquinamento da radiazioni e avvelenamento da contaminazione radioattiva.

Il metodo che consentirà di produrre energia tramite fusione è invece l'ideale per evitare tutti questi inconvenienti - la reazione può essere innescata e fermata quando occorre, non ci sono emissioni significative di radioattività nell'ambiente o emissioni di composti pericolosi.
Altra cosa importante da considerare è che la fusione non impiega materiali radioattivi ma soltanto deuterio e trizio ricavati dall'idrogeno.

Tutte queste caratteristiche spiegano bene perché in tutti i paesi sviluppati le ricerche sulla fusione procedono a ritmo serrato. In Italia siamo stati tra i pionieri in queste ricerche anche se poi i finanziamenti destinati alla fusione vengono sempre più erogati con il contagocce con la lungimiranza che contraddistingue i nostri governanti.

Abbiamo contribuito a progettare e costruire macchine e dispositivi come il "tokamak" - un reattore sperimentale costruito a Cadarache nel sud della Francia. 
Questo dispositivo interessante ha consentito di mettere le basi per una possibile modalità di fusione nucleare ma i mezzi per continuare questi studi sono legati all'intelligenza e alla sensibilità e alla cultura dei nostri politici.

Anche l'esperimento DTT che prevede la costruzione di un dispositivo tokamak più moderno a Frascati è iniziato nel 2020 e speriamo che possa progredire e si possano trovare i soldi necessari per continuarlo.

Per ora non c'è un piano a lungo termine ma richieste delle università e degli enti di ricerca spesso non coordinate.
Manca una direzione efficace e puntuale che possa affrontare il problema e reperire le risorse necessarie a questi studi con il rischio che pur avendo studiato la materia per primi, in un futuro prossimo saremo magari costretti ad acquistare reattori a fusione da qualcun altro.

 

giovedì 20 luglio 2023

Giubileo e disastri

 


Da diversi anni non abito più a Roma pur continuando a lavorarci - faccio ormai parte dell'esercito di pendolari che si sposta tutti i giorni usando i mezzi pubblici.

Il sistema trasporto nell'Urbe non ha mai brillato per efficienza e da qualche anno sembra essere caduto ancora più in basso.
Corse rallentate, tempi di attesa sempre più lunghi, mezzi spesso sporchi o guasti e stazioni e fermate inefficienti e mancanti delle cose più elementari: scale mobili, ascensori, segnaletica e sistemi informativi.

Stamattina - ad esempio - con altri "volontari" abbiamo dovuto aiutare una persona con difficoltà di deambulazione a prendere la metro - non uno degli ascensori di stazione era in funzione. 

Gruppi di turisti presenti in stazione ci guardavano basiti durante l'operazione di trasporto e per decenza non riporto quei commenti che sono riuscito ad ascoltare.

L'attuale sindaco sembrava dovesse fare il miracolo: città pulita in tre/sei/nove/dodici mesi, mezzi pubblici più efficienti e tante altre belle cose ma poi niente si è mosso tranne che per la proposta di costruire un inceneritore per cercare di risolvere il problema rifiuti e per scatenare un bella gara all'appalto - in fondo è tornato di moda il ponte sullo stretto - perché non un bel "termovalorizzatore"?

Ora il sindaco Gualtieri è stato nominato commissario straordinario per il Giubileo - e per motivi che non riesco a capire, dovrà gestire gli interventi e i finanziamenti funzionali alle celebrazioni e agli eventi del Giubileo 2025.

Adesso - viste le abilità e le capacità fino ad ora dimostrate mi sento di proporre di rinunciare a fare l'ennesima brutta figura e di rinunciare alle celebrazioni del Giubileo. 
Facciamo finta di niente e dimentichiamoci questa data.

Purtroppo nella situazione in cui versano i servizi a Roma, occorre partire dalle basi ed evitare voli pindarici. Serve raccogliere i rifiuti in modo efficiente, cercare di far funzionare i mezzi pubblici e cercare di dare un volto serio ad una città diventata una megalopoli da terzo mondo.

Le aziende municipalizzate andrebbero rifondate daccapo - inutile cercare di far funzionare baracconi che fino a qualche tempo fa servivano a dare posti di lavoro a politici trombati o ad amici e parenti che diventavano automaticamente tutti manager.

Per questo ripeto ancora una volta: dimentichiamoci del Giubileo, delle opere inutili già previste, delle cose fatte per durare qualche mese soltanto per spendere un po' di soldi pubblici e far vedere che si è fatto "qualcosa".

Lasciamo perdere una volta per tutte e dimentichiamoci di obiettivi così complessi - certe iniziative poi spostano l'attenzione e fanno perdere di vista il fatto che i servizi più elementari fanno sempre più schifo e che cercare di farli funzionare bene sarebbe già una cosa che meriterebbe una beatificazione o almeno un cenno nei discorsi papali dal balcone a Piazza San Pietro.



domenica 2 luglio 2023

Intelligenza artificiale e intelligenza predittiva

 


Si parla sempre più di intelligenza artificiale - ogni giorno mezzi di informazione, pubblicità e social ci informano sui suoi sviluppi e sembra che ogni aspetto della nostra vita, ogni nostra scelta, ogni lavoro sia ormai influenzato dal termine magico "A.I."

Gli studi sulla possibilità di avere a disposizione una intelligenza simile alla nostra, capace di imparare, di elaborare concetti e di relazionarsi in modo diretto e "umano" con la realtà, sono molto avanzati - la possibilità di avere a disposizione una macchina di Turing che possa operare secondo logica e agire come un essere umano, anche grazie ai progressi del calcolo quantistico, è ormai diventata reale.

Scienziati di fama tra cui Stephen Hawking hanno illustrato chiaramente i pericoli derivanti dalla creazione di un elaboratore basato sulla I.A. - filosofi hanno illustrato gli aspetti etici di questa disciplina che - secondo alcuni - potrebbe minacciare l'esistenza dell'intera umanità.

Ad oggi facciamo tutti i conti con l'intelligenza predittiva tipica dei social che tramite il processamento dei nostri dati personali, cerca di capire (e pilotare) i nostri gusti e le nostre opinioni. 

Ormai pubblicità e politica si fanno in gran parte sui social e siamo tutti parte di questa realtà artificiale spesso distante dal mondo reale ma - agli occhi di molti - più presente e più vicina della realtà stessa.
Realtà e opinioni vengono regolarmente filtrate e modificate dai social e spesso completamente stravolte. Sui mondi social si creano falsi miti, universi artificiali e distopici e personaggi fuori dal mondo.

Oggi il rischio è che la A.I. sostituisca l'intelligenza predittiva nei social e nei mezzi di informazione; con capacità di ragionamento e capacità di apprendimento indistinguibili da quelle umane, la possibilità di pilotare scelte ed opinioni e di incidere sulla vita delle persone saranno di molti ordini superiori a quelle di oggi.

Nel 2019 la UE ha definito delle linee guida per un impiego etico della A.I. 
Sono stati elaborati dei punti che stabiliscono una supervisione "umana" sui processi di intelligenza artificiale mettendo al primo posto i diritti fondamentali dell'uomo.
Il grosso rischio è che il business che gira intorno all'A.I. per ora se ne frega di tali regole. 

Nel 2021 la UE ha anche elaborato una vera e propria proposta di legge - lo A.I. Act - che prende in esame diversi livelli d'uso di questa disciplina come il social scoring - praticamente l'associazione di un valore o punteggio ad ogni singola persona per stabilire quanto sia utile (una procedura che in Cina è stata già messa in atto). Questo uso dell'A.I. in questa proposta di legge è vietato.
Altro uso dell'A.I. criticato dalla UE è l'analisi dei cv dei lavoratori o degli studenti - considerato ad alto rischio e sconsigliato senza una supervisione "umana".

Oltre questo l'A.I. Act prende in considerazione il rispetto per la dignità delle persone, il rispetto per la privacy, l'imparzialità e l'inclusione.

Di questa proposta di legge se ne è parlato pochissimo anche se - dato l'argomento e l'urgenza - sarebbe fondamentale comprenderla e applicarla.

Tra poco potremmo avere l'ultima occasione per farlo.


domenica 18 giugno 2023

Entanglement parte seconda

 


Ritorno ancora sull'entanglement - un concetto della moderna fisica quantistica intrigante e molto interessante - per parlare dei computer quantistici, ultima frontiera dei sistemi di calcolo.
Lo sviluppo di macchine come queste vede impegnati gran parte dei paesi del mondo in una corsa frenetica che è solo agli inizi. 

Ora spiegare nel dettaglio il funzionamento di questi dispositivi non è cosa semplice; diciamo che rispetto ai normali calcolatori che operano su dati binari 0 e 1  (i bit) - i computer quantici maneggiano i Qubit - dati il cui singolo valore quantistico può riassumere più valori reali anche secondo le modalità tipiche dell'entanglement, rappresentando più stati contemporaneamente.

Agli inizi degli anni ottanta molti fisici tra cui Richard Feynman, teorizzarono la possibile realizzazione di calcolatori come questi che secondo loro avrebbero potuto "simulare" agevolmente situazioni che un normale computer non è in grado di elaborare o rappresentare.

Senza entrare in dettagli troppo tecnici, sembrerebbe che il calcolo quantico si adatti meglio - ad esempio - al possibile sviluppo di una vera e propria intelligenza artificiale.
Paul Benioff, fisico americano, ipotizzò e propose una macchina di Turing descrivendo un modello teorico di elaboratore quantico.

L'elaborazione quantistica poi, secondo molti scienziati, si avvicina per certi versi al funzionamento del cervello umano e sulle macchine quantiche moderne la possibilità di eseguire miliardi di operazioni al secondo (per il computer quantico italiano HPC5 dell'ENI - ad oggi uno dei più veloci - si parla di 51 milioni di miliardi di operazioni al secondo) rende il calcolo quantico ideale per eseguire simulazioni complesse su argomenti come la fusione nucleare o il comportamento di cellule e proteine o analisi geologiche o metereologiche complesse. 

Una vera e propria manna per i ricercatori che in questi campi sono sempre stati limitati dalla enorme quantità dei dati da esaminare e da mettere in correlazione.

Queste potenze di calcolo però hanno sollevato problemi e dubbi circa la sicurezza delle comunicazioni.
Ovviamente con tali capacità di calcolo i sistemi crittografici di sicurezza odierni saranno inutilizzabili in un futuro molto prossimo.

Chiavi crittografiche oggi ritenute sicure, firme digitali e algoritmi di sicurezza saranno facilmente decodificati con le potenze di calcolo quantistiche - se una buona chiave crittografica richiede oggi duecento anni di calcolo tradizionale per essere violata, con un computer quantistico potrebbe essere decrittata in pochi decimi o millesimi di secondo. 
Una firma digitale di un aggiornamento software potrebbe tranquillamente essere duplicata o modificata per eseguire malware o per condizionare il funzionamento di un browser, di un'app o di qualsiasi altro software.
Una blockchain potrebbe essere tranquillamente violata e resa inattendibile in poche frazioni di secondo.

Il progresso in tali campi è ovviamente inarrestabile e senza arrivare a scenari fantascientifici pensiamo soltanto alla simbiosi che oggi tutti abbiamo con i nostri smartphone e con i sistemi di controllo in cloud come Alexa o a tutti i mezzi di comunicazione come mail, chat o social diventati ormai indispensabili.

La possibilità di poter entrare in questi sistemi e prenderne il controllo, se si avverassero certi presupposti dove all'intelligenza artificiale verrà demandata la gestione completa delle comunicazioni e di altre cose importanti della nostra vita, sarà una certezza. 

Senza politiche opportune e senza nessun limite è molto difficile cercare di immaginare come cambierà la nostra vita.




martedì 2 maggio 2023

Sanità

 


Lo stato della sanità pubblica italiana va peggiorando di giorno in giorno - nonostante le belle parole della politica (quella di ieri e quella di oggi) - accedere ai servizi sanitari sta diventando una roulette e le strutture ospedaliere stanno affondando rapidamente, senza personale e senza risorse significative. 

L'aspettativa di vita media si sta lentamente riducendo in modo curioso: una persona di sessantacinque anni per l'inps può ancora lavorare ma a causa di molte patologie diffuse è spesso considerata dai medici un "soggetto fragile".

Nel nostro ottenebrato mercato del lavoro questi "soggetti fragili" stanno comunque sui ponteggi, lavorano in cantiere, passano ore davanti ad una pressa o un tornio o portano camion e mezzi pesanti.

Negli ospedali pubblici spesso i servizi importanti sono appaltati a privati e mancano figure professionali indispensabili. Cooperative, aziende private e soggetti terzi ormai gestiscono servizi basilari come analisi mediche, pulizie, assistenza e ristorazione, tutti nelle mani di società che hanno come unico scopo il profitto.

Gli italiani sembrano di non accorgersi di tutto questo, magari fino a quando non vengono purtroppo coinvolti personalmente.

Un anno fa mia moglie è venuta a mancare in un ospedale qui in zona - con la sua patologia probabilmente non avrebbe avuto scampo ma nessuno mi ha saputo spiegare perché - impossibilitata a muoversi - nessuno le dava da mangiare; ho dovuto smettere di lavorare per nutrirla e quando ho protestato con la direzione mi è stato risposto che non era disponibile personale "adatto".

Nella farmacia dell'ospedale spesso mancavano farmaci essenziali - anche qui mi hanno dato ricette per prenderli fuori in farmacia e portarli in ospedale. 

L'attuale governo ha ancora ridotto il budget sanitario come peraltro fatto dai governi precedenti, regalando ancora interi settori e  attività ai privati. 

Il mantra che sostiene che il privato possa svolgere attività in modo più efficace rispetto al pubblico è sempre attuale e nessun politico - anche d'opposizione - si è mai pronunciato contro questa scemenza.

Ovviamente lo scopo principale di una attività privata è quello di fare soldi ma garantire un servizio pubblico efficace non ha mai fatto guadagnare nessuno. 

Quindi la "mancanza di risorse" ha costituito sempre la scusa principale per girare ai privati servizi e prestazioni essenziali.

Nessuno ha pensato che i soldi vanno tolti a chi ce li ha; chi consegue extra profitti o i detentori di grandi patrimoni e simili dovrebbero pagare questi servizi. 

Certamente pensionati, piccole aziende o lavoratori dipendenti (con le retribuzioni più basse d'Europa) non potranno mai sostenere un sistema pubblico.

Le parole di Gino Strada che qualcuno voleva addirittura nominare ministro della sanità, sono state purtroppo dimenticate in fretta.




giovedì 30 marzo 2023

Limiti

 


In Italia sembrerebbe ci siano oltre sei milioni di persone sotto la soglia di povertà e grosso modo nove-dieci milioni che vivono pericolosamente vicino a questo limite.

In tutto circa quindici milioni di persone sul filo del rasoio sempre più ai margini della società.

Per molti la perdita del lavoro, l'impossibilità di andare in pensione o di ricollocarsi è diventato un incubo e ha precipitato persone e famiglie “normali” nel baratro della povertà. Una bolletta troppo alta, la perdita del lavoro o una malattia grave hanno cambiato la vita di moltissime famiglie facendole precipitare nell'indigenza.

Famiglie con un tenore di vita normale per problemi come questi sono passate da una vita faticosa ma decente a fare la fila alla mensa della Caritas.

Le trasformazioni del mercato del lavoro poi hanno aumentato la precarietà di molte situazioni e diminuito i redditi percepiti senza aumentare l'occupazione reale. 

La riforma Fornero ha ingessato l'accesso al lavoro dei più giovani e ha creato centinaia di migliaia di casi scoraggianti – lavoratori troppo anziani per ricollocarsi e troppo giovani per andare in pensione.

Negli ultimi anni a causa della crisi migliaia di aziende hanno chiuso i battenti; per le piccole imprese non c'è stata neanche la percezione esatta di quello che è successo – silenziosamente sono scomparse nel nulla moltissime attività e realtà artigiane, negozi e piccole manifatture nella totale indifferenza dei media e senza alcun tipo di ammortizzatori sociali o di pubblicità.

In passato qui da noi, grandi gruppi industriali e finanziari hanno accumulato fortune che spesso sono andate a finire all'estero – investendo solitamente meno dello stretto necessario e uscendo fuori dal gioco quando la situazione iniziava a diventare critica.

Quelle che hanno contribuito maggiormente al nostro benessere sono state proprio le piccole realtà che adesso stanno soffrendo di più – basti pensare a tutte quelle legate al turismo e all'accoglienza, all'artigianato e alla moda, ai servizi, a quelle piccole imprese che hanno formato personale qualificatissimo e sono andate avanti sul territorio nonostante la burocrazia ottusa, le tasse esagerate e tutte le difficoltà tipiche del nostro paese. 

Le grandi industrie e i grandi gruppi hanno sempre reinvestito poco e niente dei loro guadagni pur beneficiando spesso di grandi quantità di aiuti e commesse statali e di una legislazione compiacente.

Fatte le debite proporzioni una piccola azienda subisce una pressione fiscale enorme e gode di ben pochi aiuti rispetto a realtà più grandi – l'esempio Fiat - ora Stellantis - è illuminante. 

Per anni la casa automobilistica torinese ha goduto di aiuti e leggi tagliate su misura operando spesso in regime di quasi monopolio; quando il gioco si è fatto duro sono partite le delocalizzazioni, le chiusure e i licenziamenti e ormai il marchio ha praticamente spostato le attività principali e potenzialmente più redditizie fuori dall'Italia.

Altro punto dolente è che gli introiti derivanti dal fisco vengono impiegati in modi fantasiosi, basti pensare al bilancio della difesa. Quando venne abolita la leva obbligatoria molti dissero che un esercito più piccolo e professionale avrebbe assorbito meno risorse e avrebbe pesato meno sul bilancio.

Così non è stato: abbiamo sommergibili oceanici, satelliti militari (!), stiamo partecipando all'acquisto di aerei F35 che non è ancora chiaro se e quando funzioneranno e a cosa serviranno. 

Le missioni all'estero e gli aiuti poi stanno assorbendo cifre folli perseguendo spesso politiche a noi sfavorevoli come accaduto in Libia, in Afghanistan o in Ucraina fatte solo per compiacere gli USA - i veri padroni del vapore.

Sembrerebbe che la difesa paghi 17 euro un rotolo di asciugatutto e che gran parte del bilancio dedicato ad essa in realtà assicuri la sopravvivenza di una vera e propria casta oligarchica privilegiata.

Per contro molte delle auto delle forze dell'ordine sono immobilizzate perché guaste, troppo vecchie o più prosaicamente perché senza benzina, alla faccia del “controllo capillare del territorio” tanto sbandierato da tutti nelle campagne elettorali.

Nelle cancellerie dei tribunali non è più possibile fare fotocopie e negli ospedali c'è una situazione da terzo mondo con pazienti sulle barelle del pronto soccorso per tre o quattro giorni prima del ricovero e personale insufficiente.

In una situazione politica praticamente senza una opposizione di rilievo, tra tweet e supercazzole sembra essere tornati agli anni trenta. 

Possibile che chi fa opposizione in parlamento ancora si perda in discorsi sul sesso degli angeli, tentennamenti, distinguo così sottili da essere incomprensibili e giri di parole da nonsense o da limerick?

Dopo aver aperto la porta a Renzi prima e poi a Draghi ora i nostri oppositori da operetta hanno messo il broncio e sembra non riescano a capire bene cosa fare.

Molti si stanno scatenando proponendo azioni su questioni già decise; ormai molti giochi sono fatti senza nessuna possibilità di trattativa – bastava pensarci prima ragazzi. 

Ora si parla di salario minimo o di retribuzioni o di sanità e di pensioni - argomenti che sono stati sistematicamente ignorati per anni proprio da chi doveva difenderli.

Credo che siamo arrivati a questo proprio per la distanza tra chi ci dovrebbe rappresentare e il mondo reale; quando li sento parlare mi domando sempre dove vivono, su che costellazione fanno la spesa e in che pianeta risiedano.

Altra caratteristica delle nostre opposizioni è la lentezza esasperante – tra precisazioni, prese di posizione e chiarimenti passano i mesi e anche le poche proposte valide perdono motivo di essere, superate dall'evolversi della vita-paese.

Poi ci meravigliamo dell'anti-politica, dell'astensionismo o dello scarso interesse per la cosa pubblica e magari ce la prendiamo con gli anarchici o con i centri sociali o con i rave.

Per come è finita questa opposizione non lamentiamoci - ci potevano capitare alba dorata, i nazisti dell'Illinois o peggio – altro che i rave.





domenica 12 febbraio 2023

A.I. Intelligenza artificiale

 


Da parecchio tempo si discute sulle implicazioni dell'incredibile progresso delle capacità di calcolo dei computer. 

I progressi della cibernetica stanno rendendo reale la possibilità di avere in un futuro molto prossimo macchine pensanti che valutando gli errori commessi possano “imparare”, “crescere” o addirittura "decidere".

I pessimisti pensano che computer sempre più potenti possano magari formarsi una “coscienza di classe”, cercando anche di sottomettere gli uomini che li hanno creati come illustrato in molti racconti di fantascienza - ricordate Isaac Asimov o Ray Bradbury?

Altri più banalmente, fanno notare che i computer hanno già da tempo un ruolo dominante di controllo delle nostre vite che ha raggiunto livelli intollerabili e poco compatibili con le più elementari libertà personali.

Siamo però ancora molto distanti dall'avere una macchina “cosciente” e forse arrivarci non sarebbe neanche un grande traguardo pratico.
Una macchina simile a noi avrebbe troppi limiti per essere reputata produttiva e/o indispensabile.

Noi uomini abbiamo notevoli capacità di adattamento – facciamo un po' di tutto non avendo specializzazioni biologiche estreme; ci adattiamo a climi e situazioni diverse e siamo in grado di cambiare modi di vivere, usanze e credenze nello spazio di una generazione.

Ma è proprio questa caratteristica positiva a essere anche il nostro più grande limite. Facciamo tutto e male e non riusciamo al 100% in niente.

Nella vita pratica un robot specializzato di solito svolge poche attività ben precise magari per 24 ore al giorno sempre perfettamente.

Un tornio robotizzato lavorerà pezzi perfetti pur non sapendo cantare e il sistema di parcheggio della nostra auto ci assisterà nelle manovre ma non suonerà il violoncello e non perché non sia tecnicamente possibile ma semplicemente perché non sarebbe utile ed economico farlo.

Inoltre lo scoglio da superare per avere una parvenza di “umanità” in un computer è il parallelismo delle nostre strutture cerebrali.

Abbiamo una quantità enorme di neuroni e di sinapsi che funzionano sia su basi chimiche che elettriche – una quantità enorme di “processori” molto semplici che formano una rete di miliardi di nodi con una ridondanza elevatissima.

In un certo senso è l'esatto opposto di un computer che rispetto a noi ha pochi processori di calcolo e un bus di comunicazione che confrontato con il nostro midollo spinale è molto più rozzo e di diversi ordini di grandezza inferiore.

Probabilmente è per questo che non avremo un “droide protocollare” ai nostri ordini come C-3PO di Star Wars, perlomeno nell'immediato futuro.

Quello che possiamo avere oggi è un'altra cosa che sta avendo sviluppi promettenti; l'iterazione tra sistemi artificiali e sistemi naturali ha permesso di curare alcune malattie e alcune patologie ritenute senza possibili soluzioni di guarigione. 

Molti privi dell'udito hanno avuto la possibilità di sentire suoni e voci per la prima volta e si pensa che sia possibile impiantare una telecamera a che è privo della vista o a sostituire arti mancanti o danneggiati con equivalenti artificiali comandati direttamente dal sistema nervoso.

Dai primi pacemaker le possibili connessioni tra artificiale e naturale hanno fatto passi da gigante – la ricerca vede impiegate risorse della medicina, della biologia e dell'informatica in una interdisciplinarità allargata impensabile fino a pochi anni fa.

Altro campo in cui l'intelligenza artificiale è già pesantemente presente è quello della gestione di internet, dell'informazione e dei social. 

Già da tempo i nostri comportamenti sui social sono gestiti da algoritmi che cercano di classificare i nostri gusti e di avere a disposizione quanti più dati personali possibili inerenti alla vita, alle abitudini e ai desideri di chi frequenta i social network.

Opinioni, desideri, passioni ed interessi vengono pilotati pesantemente da anni e i social scelgono per noi cosa acquistare, che musica ascoltare o che politico votare anche se pochi sembrano accorgersene. In questo campo l'intelligenza artificiale predittiva ha veramente fatto passi da gigante. 

Algoritmi originariamente impiegati nei motori di ricerca, oggi gestiscono le attività di milioni e milioni di utenti sui social. Siamo bombardati da pubblicità sempre più mirate e adattate ai nostri gusti e il mondo parallelo dei social si sta sostituendo in modo preoccupante al mondo reale.

Anche la politica si è immediatamente adeguata alla situazione; scelte fatte senza argomentazioni e senza discussioni, sulla base della pancia dell'elettorato e spesso completamente slegate dai bisogni della vita reale - provvedimenti inutili ma di grande visibilità - veri e propri argomenti di distrazione di massa.

Politici del calibro di Donald Trump o Boris Johnson sono sempre stati perfetti e presenti sui social e sui social hanno fatto campagna elettorale e politica attiva prima ancora che nelle sedi istituzionali. 

Squadre di influencer e di specialisti della comunicazione hanno lavorato per loro influenzando opinioni e gusti e pilotando informazioni e avvenimenti creando dal nulla la loro reputazione di personaggi politici nel mondo virtuale e distopico dei social.

Ormai quasi tutti i politici ragionano nel quotidiano con un "mi piace" o "non mi piace" spesso entrando in contraddizione con quanto affermato poco tempo prima. 
Ma contraddizioni e voltafaccia non sono importanti; in questo universo parallelo la memoria individuale è ridotta a pochi giorni. 

Si può essere stati contrari alle trivellazioni in Adriatico e oggi invocarle a gran voce, si può aver affermato che Ruby fosse la nipote di Mubarak, si può aver votato per la riforma Fornero o per i provvedimenti economici di Monti ma oggi dire tranquillamente di essere dalla parte dei lavoratori. 


Tanto il passato non esiste.