Ritorno ancora a parlare del sindaco
Marino dopo i fatti di questi giorni. I vertici dell'azienda che
gestisce i trasporti romani sono stati azzerati ed è stata
annunciata l'intenzione di coinvolgere soggetti privati in quello che
è forse il servizio più scadente della capitale.
Con due anni di ritardo Marino si è
finalmente accorto che serve un management competente e che essere
parenti/amici di alemanno non basta a garantire un servizio degno di
una città come Roma.
Come ho già detto i mali della
città eterna non possono essere cancellati in pochi giorni ma
proporre di sostituire i numeri romani nella toponomastica non mi
sembra la priorità giusta da affrontare e i monumenti illuminati da
Storaro sono bellissimi ma se poi non possono essere raggiunti dai
turisti e dai romani rimangono fini a se stessi.
Tra i dirigenti delle società
comunali potete trovare i curriculum più vari: ex neofascisti,
truffatori, cubiste, fiorai, delinquenti comuni, parenti e amici.
Questa iniezione di competenze ha prodotto dei deficit enormi e ha
ridotto la qualità dei servizi comunali a zero. Dopo due anni Marino
propone di “aprire ai privati” e chiede ai cittadini di avere
pazienza – anche se fino ad oggi coinvolgere i privati nella
gestione della cosa pubblica non ha funzionato; gli scopi di
un'impresa privata quasi mai coincidono con l'erogazione di servizi
per tutti – vedi quanto accade con la gestione delle risorse
idriche, la raccolta dei rifiuti e le telecomunicazioni.
Non metto in dubbio l'onestà e le
competenze di Marino ma discuto la lentezza del suo operato e la sua
roadmap non mi convince; nella vita della capitale servono risposte
rapide e occorre concentrarsi immediatamente sul problema dei
trasporti e su quello della pulizia – il turismo che è la risorsa
principale non aspetta e Roma sembra ormai “passata di moda”;
serviranno anni per recuperare le posizioni perdute.
Gli articoli apparsi sulla stampa
americana e inglese sono stati visti quasi con fastidio ma l'analisi
che hanno fatto, se pur semplicistica è sostanzialmente giusta.
Arrivando a Roma già lo stato degli aeroporti e delle stazioni è
indicativo della situazione e ne è il biglietto da visita; prendere
un taxi è un'esperienza unica – se sei un turista è probabile che
in un modo o l'altro verrai fregato; se provi a prendere i mezzi
pubblici troverai orari e percorsi fantasiosi rigorosamente in
italiano (che come tutti sanno è lingua parlata perfettamente in
tutto il mondo) e se ti viene voglia di un gelato in un bar del
centro avrai buone probabilità di spendere più che in una
gioielleria.
Rassegnazione, senso di impotenza,
scarsa partecipazione sono ormai caratteristiche dei romani –
sicuramente non aiutano ma sono l'esatta fotografia di quello che sta
succedendo.



