Nonostante i 47 miliardi spesi dagli italiani per acquisto di nuove auto - un record storico - il numero delle vendite di automobili in realtà è diminuito di quasi il 22% nell'ultimo anno, indice di una profonda crisi del settore. I miliardi spesi per l'acquisto di automobili in realtà sono da mettersi in relazione all'aumento dei prezzi che negli ultimi vent'anni è salito continuamente.
I prezzi delle automobili sono in continua ascesa - negli ultimi anni il costo di un modello di fascia media è salito fino a quasi 30.000 euro - più o meno quasi una ventina di stipendi medio bassi.
Mio padre nel '71 acquistò una Fiat 128 pagandola circa 1 milione e quattrocentomila lire, circa 7 o 8 stipendi medi dell'epoca.
L'aumento del costo delle auto è stato di oltre il 40% in cinque anni e modelli di fascia bassa - quelle che erano le utilitarie di una volta - sono praticamente scomparsi.
Le cilindrate sotto i 900 cc. sono in gran parte uscite dai listini da diversi anni, molte auto sono ibride (e costano di più) mentre le vendite dei modelli elettrici qui in Italia non hanno decollato mai in modo significativo penalizzate dal costo dell'energia e dall'assenza di una rete di ricarica.
Da noi l'età del parco macchine in circolazione sta nuovamente aumentando dopo gli anni del boom.
Molti dicono che l'auto non è più commercialmente un prodotto di punta come è stato in passato ma non sono molto d'accordo. In un paese come il nostro, con un sistema di trasporti pubblici poco più che embrionale, l'auto per molti è ancora una necessità vitale.
Il problema è che nessun costruttore ha realmente innovato e cercato di vendere modelli realmente appetibili. Se vediamo i modelli di auto oggi in commercio, possiamo notare che all'interno di una stessa fascia di appartenenza tutti quelli che i vari costruttori propongono sono in realtà quasi identici con caratteristiche praticamente uguali, spesso con parti meccaniche unificate e prestazioni molto simili.
Le case costruttrici poi non hanno più rischiato come nel passato introducendo modelli realmente innovativi o aprendo altre fasce di mercato. Paradossalmente la Fiat di Valletta è stata molto più moderna e innovativa della Stellantis di John Elkann.
Le case automobilistiche di oggi investono poco rispetto a quanto succedeva cinquanta anni fa e cercano comunque di guadagnare alzando i prezzi.
Quello dell'auto è un mercato ingessato senza novità reali e con una unificazione e una banalizzazione dell'offerta sempre più elevata e credo che dovremmo preparaci ad affrontare una crisi del settore sempre più profonda che segnerà profondamente l'economia europea e l'economia italiana.
Quasi tutti i governi d'Europa non stanno gestendo bene la trasformazione ecologica e i cambiamenti del mercato dell'auto e la crisi ormai si fa sentire anche in quei paesi dove l'industria automobilistica l'ha fatta da padrone per decenni.
