domenica 20 agosto 2023

Ecologia

 



L'ecologia è un argomento che ultimamente occupa sui social e sui mezzi di informazione spazi importanti. Articoli, servizi e post sono dedicati interamente ai diversi punti di vista su come salvaguardare l'ambiente, come ridurre consumi ed emissioni e come vivere in sintonia con il pianeta.

Ormai si parla di auto elettriche, di togliere caldaie a gas, di vietare tout-court la circolazione di mezzi ritenuti inquinanti e qualcuno si fa anche prendere "dall'ansia ecologica" - una nuova patologia che meriterebbe di essere studiata più a fondo.

Portacontainer e camion girano il mondo per portarci prodotti spesso acquistati compulsivamente - arance sudamericane hanno soppiantato nei nostri supermercati le produzioni locali e la nostra spesa arriva dai quattro angoli del pianeta. Acquistiamo prodotti che hanno fatto migliaia di chilometri - magari comodamente consegnati a casa da un esercito di trasportatori e distruggiamo parte dei nostri raccolti perché "non conviene distribuirli".

I sindaci di città come Roma stanno pensando di vietare la circolazione delle auto più vecchie anche se il problema reale è quello dell'inefficienza dei collegamenti e dei trasporti pubblici mai risolto da nessuno. 
Paradossalmente i trasporti pubblici di Roma (ma anche di altre città) sono andati sensibilmente peggiorando con il tempo e spesso, il mezzo privato è l'unica soluzione per andare a lavorare e chi non può permettersi di cambiarlo non si capisce cosa possa fare.

I luminari che ci governano per ora sono stati capaci di consigliarci di mettere un maglione in più d'inverno per abbassare i riscaldamenti o di sopportare il caldo d'estate per non accendere i condizionatori. 
Si cerca di incrementare l'elettrico ma le stazioni di ricarica sono ancora pochissime e problemi come lo smaltimento delle batterie non sono mai stati affrontati seriamente. Inoltre l'energia elettrica distribuita in rete è ancora in gran parte ottenuta impiegando combustibili fossili e il suo prezzo è in continuo aumento.

Per inciso con l'estrazione dei materiali necessari alla produzione di batterie e di elettroniche stiamo affamando l'Africa tenendo in condizione di schiavitù intere nazioni. Ragazzini di sette anni lavorano a mani nude per estrarre le sostanze necessarie a produrre accumulatori elettrici per le nostre auto ecologiche ma sembra che di questo non freghi niente a nessuno.
Tutt'al più poi ci infastidiamo per la presenza di poveri cristi che cercano di scappare dagli inferni che abbiamo contribuito a creare.

Purtroppo la "transizione ecologica" deve tener conto di tutte le filiere implicate nella gestione delle risorse. 
Guidare un'auto elettrica ricaricata con energia ancora prodotta in gran parte da combustibili fossili o sacrificare terreni agricoli per riempirli di pannelli fotovoltaici, non sono grandi idee tranne che per chi produrrà auto "ecologiche" o i pannelli stessi.

Siamo stati i primi a produrre centrali solari termodinamiche a concentrazione che producono più energia occupando meno spazio del fotovoltaico ma adesso non facciamo altro che acquistare pannelli solari cinesi. 

Carlo Rubbia aveva ideato il progetto Archimede per la costruzione di centrali termodinamiche ma tra lungaggini burocratiche e sostanziale disinteresse è andato in Spagna realizzando lì una centrale termodinamica all'avanguardia ora in produzione.

Ricerche su altri mezzi per produrre energia - idrogeno, fusione nucleare, combustibili alternativi - vanno praticamente avanti su basi volontarie senza suscitare nessun interesse nei nostri governanti.

Insomma diventeremo tutti "green" con oltre tremila navi portacontainer in giro, con migliaia di camion e furgoni che provvedono a portarci prodotti da tutto il mondo, senza una produzione locale di risorse e con un esercito di schiavi che lavora per noi - grandissimo risultato.


sabato 12 agosto 2023

Fusione nucleare


Nel dicembre 2022 i ricercatori del Lawrence Livermore National Laboratory hanno annunciato i risultati di una serie di esperimenti condotti nei mesi precedenti sull'innesco di una reazione di fusione nucleare controllata. 
Rispetto a quelli effettuati in passato - i nuovi esperimenti e le nuove prove del LLNL hanno rilevato un significativo incremento dell'energia prodotta e della stabilità della reazione stessa.

Ancora non avremo un bilancio energetico positivo per molto tempo - praticamente ora per ottenere una reazione di fusione stiamo impiegando più energia di quanta ne produciamo - ma la quantità di energia aumenta significativamente di anno in anno mano a mano che gli esperimenti e gli studi procedono.

Le stime più pessimistiche fissano in trenta o quaranta anni la meta per ottenere un bilancio energetico positivo e poter sfruttare la fusione per produrre energia pulita. Se però guardiamo i progressi fatti in tutto il mondo, probabilmente il traguardo potrebbe essere raggiunto anche  una decina di anni prima.

Perché le ricerche sulla fusione nucleare sono importanti? Fino a oggi la produzione di energia con il nucleare è stata fatta impiegando reattori a fissione. Senza addentrarci troppo nella tecnologia nucleare possiamo immaginare un reattore tradizionale come qualcosa di non completamente e non facilmente controllabile. 

Immaginate di dover controllare nella vostra cucina l'acqua che bolle senza poter regolare il gas e avendo come unica opzione quella di aggiungere acqua nel caso evaporasse troppo rapidamente o quella di raffreddare in qualche modo la pentola se l'acqua si consumasse troppo velocemente.

Le criticità dei reattori tradizionali sono proprio quelle inerenti al controllo della fissione e al raffreddamento del nucleo. Incidenti come quello di Chernobyl o come quello di Fukushima sono il risultato delle caratteristiche della reazione di fissione. 
In parole povere il controllo di una reazione di fissione non è mai assicurato al 100%. 

Impianti di raffreddamento non funzionanti al momento giusto, sensori che rilevano dati in modo errato o raffreddamento insufficiente del nucleo fissile come accaduto in Giappone, mettono a rischio interi territori con inquinamento da radiazioni e avvelenamento da contaminazione radioattiva.

Il metodo che consentirà di produrre energia tramite fusione è invece l'ideale per evitare tutti questi inconvenienti - la reazione può essere innescata e fermata quando occorre, non ci sono emissioni significative di radioattività nell'ambiente o emissioni di composti pericolosi.
Altra cosa importante da considerare è che la fusione non impiega materiali radioattivi ma soltanto deuterio e trizio ricavati dall'idrogeno.

Tutte queste caratteristiche spiegano bene perché in tutti i paesi sviluppati le ricerche sulla fusione procedono a ritmo serrato. In Italia siamo stati tra i pionieri in queste ricerche anche se poi i finanziamenti destinati alla fusione vengono sempre più erogati con il contagocce con la lungimiranza che contraddistingue i nostri governanti.

Abbiamo contribuito a progettare e costruire macchine e dispositivi come il "tokamak" - un reattore sperimentale costruito a Cadarache nel sud della Francia. 
Questo dispositivo interessante ha consentito di mettere le basi per una possibile modalità di fusione nucleare ma i mezzi per continuare questi studi sono legati all'intelligenza e alla sensibilità e alla cultura dei nostri politici.

Anche l'esperimento DTT che prevede la costruzione di un dispositivo tokamak più moderno a Frascati è iniziato nel 2020 e speriamo che possa progredire e si possano trovare i soldi necessari per continuarlo.

Per ora non c'è un piano a lungo termine ma richieste delle università e degli enti di ricerca spesso non coordinate.
Manca una direzione efficace e puntuale che possa affrontare il problema e reperire le risorse necessarie a questi studi con il rischio che pur avendo studiato la materia per primi, in un futuro prossimo saremo magari costretti ad acquistare reattori a fusione da qualcun altro.