L'ecologia è un argomento che ultimamente occupa sui social e sui mezzi di informazione spazi importanti. Articoli, servizi e post sono dedicati interamente ai diversi punti di vista su come salvaguardare l'ambiente, come ridurre consumi ed emissioni e come vivere in sintonia con il pianeta.
Ormai si parla di auto elettriche, di togliere caldaie a gas, di vietare tout-court la circolazione di mezzi ritenuti inquinanti e qualcuno si fa anche prendere "dall'ansia ecologica" - una nuova patologia che meriterebbe di essere studiata più a fondo.
Portacontainer e camion girano il mondo per portarci prodotti spesso acquistati compulsivamente - arance sudamericane hanno soppiantato nei nostri supermercati le produzioni locali e la nostra spesa arriva dai quattro angoli del pianeta. Acquistiamo prodotti che hanno fatto migliaia di chilometri - magari comodamente consegnati a casa da un esercito di trasportatori e distruggiamo parte dei nostri raccolti perché "non conviene distribuirli".
I sindaci di città come Roma stanno pensando di vietare la circolazione delle auto più vecchie anche se il problema reale è quello dell'inefficienza dei collegamenti e dei trasporti pubblici mai risolto da nessuno.
Paradossalmente i trasporti pubblici di Roma (ma anche di altre città) sono andati sensibilmente peggiorando con il tempo e spesso, il mezzo privato è l'unica soluzione per andare a lavorare e chi non può permettersi di cambiarlo non si capisce cosa possa fare.
I luminari che ci governano per ora sono stati capaci di consigliarci di mettere un maglione in più d'inverno per abbassare i riscaldamenti o di sopportare il caldo d'estate per non accendere i condizionatori.
Si cerca di incrementare l'elettrico ma le stazioni di ricarica sono ancora pochissime e problemi come lo smaltimento delle batterie non sono mai stati affrontati seriamente. Inoltre l'energia elettrica distribuita in rete è ancora in gran parte ottenuta impiegando combustibili fossili e il suo prezzo è in continuo aumento.
Per inciso con l'estrazione dei materiali necessari alla produzione di batterie e di elettroniche stiamo affamando l'Africa tenendo in condizione di schiavitù intere nazioni. Ragazzini di sette anni lavorano a mani nude per estrarre le sostanze necessarie a produrre accumulatori elettrici per le nostre auto ecologiche ma sembra che di questo non freghi niente a nessuno.
Tutt'al più poi ci infastidiamo per la presenza di poveri cristi che cercano di scappare dagli inferni che abbiamo contribuito a creare.
Purtroppo la "transizione ecologica" deve tener conto di tutte le filiere implicate nella gestione delle risorse.
Guidare un'auto elettrica ricaricata con energia ancora prodotta in gran parte da combustibili fossili o sacrificare terreni agricoli per riempirli di pannelli fotovoltaici, non sono grandi idee tranne che per chi produrrà auto "ecologiche" o i pannelli stessi.
Siamo stati i primi a produrre centrali solari termodinamiche a concentrazione che producono più energia occupando meno spazio del fotovoltaico ma adesso non facciamo altro che acquistare pannelli solari cinesi.
Carlo Rubbia aveva ideato il progetto Archimede per la costruzione di centrali termodinamiche ma tra lungaggini burocratiche e sostanziale disinteresse è andato in Spagna realizzando lì una centrale termodinamica all'avanguardia ora in produzione.
Ricerche su altri mezzi per produrre energia - idrogeno, fusione nucleare, combustibili alternativi - vanno praticamente avanti su basi volontarie senza suscitare nessun interesse nei nostri governanti.
Insomma diventeremo tutti "green" con oltre tremila navi portacontainer in giro, con migliaia di camion e furgoni che provvedono a portarci prodotti da tutto il mondo, senza una produzione locale di risorse e con un esercito di schiavi che lavora per noi - grandissimo risultato.