sabato 22 ottobre 2016

Renzi e la sfiga





In questi giorni la mia attenzione è stata catturata dalla missione Exomars che si propone di cercare tracce biologiche su Marte. Sono affascinato dalle esplorazioni spaziali e come tanti altri ho seguito le ultime fasi della missione.
Tutti attendevano con ansia che il lander Schiaparelli si posasse su Marte – poi c’è stato l’inevitabile tweet di Renzi "L'Europa arriva su Marte con una missione a guida italiana. Trepidazione e orgoglio" e poco dopo la sonda si è schiantata sembrerebbe per un malfunzionamento del computer di bordo che ha spento i razzi di frenata in anticipo.
L’inevitabile si è trasformato in ineluttabile e molti hanno ricordato gli sms che Renzi ha inviato agli atleti durante le olimpiadi di Rio 2016 - Federica Pellegrini, Vincenzo Nibali, Clemente Russo, Rossella Fiamingo e a quelli del del volley maschile – o l’annuncio : “Finalmente l’Italia c’è” alla quotazione della Ferrari in Borsa seguito da un crollo generale delle contrattazioni – per Wall Street la peggiore giornata dal 1932.
Anche i lavoratori di Almaviva hanno per così dire “beneficiato” delle attenzioni del presidente del consiglio – dopo il tanto strombazzato accordo di fine maggio che doveva ridare certezze all’attività ed evitarne la delocalizzazione, tutto è andato a rotoli: esuberi, commesse perse, licenziamenti, sedi in smobilitazione.
Per non parlare del job act o della riforma della scuola o dei provvedimenti di “riforma” della sanità che annunciati in pompa magna hanno prodotto risultati discutibili.
In rete si è ritornato a rivedere l’hashtag #renziportasfiga”.
Personalmente non sono superstizioso e non ho mai seguito questo trend; ho notato però una smania, quasi un bisogno psicologico dei nostri politici di oggi: quello di fare annunci su tutto e di farsi sempre e comunque notare e di fare spettacolo a tutti i costi su qualsiasi argomento e su ogni tema. D’altronde un annuncio costa poco e nel loro caso, non è quasi mai impegnativo ma da la sensazione che il governo “c’è”, è presente e si occupa di noi.
In piena campagna per il referendum del 4 dicembre i proclami si sprecano – promesse, intenzioni e desideri vengono trasformati in fatti; in realtà questo è quanto di più falso. Non c’è mai stato un governo come l’attuale che pur legiferando e disponendo, abbia inciso così poco pur combinando guai che impiegheremo anni a riparare.
Più che di sfiga si dovrebbe parlare di manifesta incapacità e di ignoranza a prova di proiettile.
Possono andare come hashtag secondo voi?