lunedì 26 dicembre 2022

Medioevo

 


Un trend singolare sta caratterizzando le attività e le uscite del nostro governo ed è quello di un pervicace ritorno al passato su molti temi.

No allo SPID e magari ritorno al fax, limiti ai pagamenti eseguiti con i POS - idea poi bocciata dalla UE -  smart working dimenticato, corsa classista al "merito" nelle scuole e tante altre cose strane forse originate da antipatie e incapacità personali nel capire e nell'accettare gli inevitabili cambiamenti del modo di vivere quotidiano.

Ministri neanche laureati pontificano sul reddito di cittadinanza dimenticando di essere beneficiari di stipendi tra i più alti del mondo ma costringendo praticamente  i percettori dell'RdC ad accettare qualsiasi lavoro sottopagato disponibile.  

Già da un pezzo vediamo laureati da McDonald e sembra che questo piaccia molto ai nostri governanti.

Spendiamo soldi per istruire i nostri giovani e poi li mandiamo a consegnare pizze o magari li costringiamo ad emigrare.

In questo universo virtuale è più conveniente essere eletti alla camera che essere nominati AD di IBM o di qualche altra multinazionale ma i nostri politici parlano di "inevitabili sacrifici" e di "risorse non disponibili".

Ovviamente di tassare gli extra-guadagni e i grandi patrimoni neanche se ne parla e come al solito, la manovra economica cadrà sulle spalle dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e delle piccole imprese.

Nel frattempo con una cifra praticamente analoga a quella assorbita dall'RdC si finanzieranno le società calcistiche. 

Regalino forse fatto al nuovo eletto Lotito ...? Mah ...

Un'altra caratteristica del nuovo governo sono tutte quelle proposte di legge che sembrano elaborate durante la sagra della salsiccia; pensiamo al contributo a chi si sposa in chiesa o all'emendamento alla finanziaria per la caccia nelle zone urbane e a tante altre ideone del genere.

Tutto questo accade mentre a Natale nella sede dell'associazione "Pane Quotidiano" a Milano la fila per ricevere un pasto caldo è stata di quasi mezzo chilometro, mentre le sedi della Caritas sono strapiene e l'adeguamento delle retribuzioni al costo della vita è diventato ormai una chimera.



venerdì 23 dicembre 2022

Siamo rimasti gli ultimi

 


Anche il governo spagnolo ha deciso di tassare gli extra-profitti. 

Banche, gruppi farmaceutici e colossi dell'energia e delle armi contribuiranno ad assicurare più risorse alla sanità pubblica, alla scuola, alle pensioni e alle fasce più deboli della popolazione. 

L'equivalente del nostro reddito di cittadinanza - l'ingresso minimo vitale - salirà del 8,5%.

Aiuti alle madri e ai soggetti non autosufficienti con una tassa di solidarietà che pagheranno le grandi aziende e i gruppi industriali più importanti, saranno destinati ad aiutare realmente chi non riesce ad arrivare a fine mese.

Mentre da noi i finanziamenti alle società di calcio supereranno i soldi stanziati fino ad ora per il tanto vituperato reddito di cittadinanza, in Spagna si cerca di combattere l'inflazione e la crisi economica con provvedimenti mirati per aiutare pensionati e lavoratori e per combattere il carovita e l'inflazione.

Una patrimoniale progressiva consentirà di raccogliere più di dieci miliardi di euro.

Anche gli spagnoli hanno capito che i soldi vanno presi a chi ce li ha mentre da noi la manovra economica sarà come al solito ancora sulle spalle di pensionati, dipendenti e piccole imprese.

Anche l'iprem - l'indice che viene usato per concedere aiuti pubblici (potrebbe essere paragonato più o meno al nostro isee) è stato rivalutato per adeguarlo al momento di crisi. 

Borse di studio, aiuti per gli affitti o contributi per i conti dell'energia verranno erogati in maggior misura e a fasce di popolazione sempre più larghe.

Gli stipendi seguiranno una politica di rivalutazione più significativa in linea con la diminuzione del potere d'acquisto e l'aumento del costo della vita.

I treni a media distanza e quelli suburbani rimarranno gratuiti fino al 2023 per cercare di evitare l'uso delle auto private e probabilmente, questa misura verrà prorogata visti i buoni risultati ottenuti.

Buoni affitto per soggetti a basso reddito, incentivi agli studenti, sconti sulle fatture dell'energia sono resi possibili da un sistema di tassazione che colpisce i profitti e i guadagni più alti a differenza del nostro sistema fiscale che ignora i guadagni dei grandi gruppi  e che in proporzione, fa pagare più tasse ad un pensionato o a un dipendente che ad Amazon o a Thales.



venerdì 9 dicembre 2022

Ritorno a casa

 


Ieri sera il rientro a casa è stato quanto mai avventuroso; per “danni causati dal maltempo” (leggi: “inverno”) ho fatto un viaggio in treno in stile transiberiana. 
Come spesso succede, per ingannare il tempo ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con degli studenti di un istituto tecnico della zona che cercavano di raggiungere casa.

Parlando di matematica e di informatica mi hanno chiesto chi secondo me, poteva essere ricordato oggi per aver contribuito alla creazione del nostro mondo digitale.

Dopo un primo momento di imbarazzo - di solito in treno non si affrontano argomenti così elevati - mi sono venuti in mente tre nomi: Alan Turing, Tim Berners-Lee e Dennis Ritchie.

Da qualche anno si parla molto di Turing – un film non eccezionale e una biografia strepitosa hanno fatto conoscere al grande pubblico quello che è uno dei padri della cibernetica e dell'informatica moderna; purtroppo per motivi di sicurezza nazionale, gran parte dei suoi lavori più interessanti hanno potuto vedere la luce soltanto negli primi anni '60. 
Per l'ipocrisia del tempo e per l'omofobia imperante Turing è morto suicida nel 1954. 

Matematico, logico e crittoanalista ha posto i fondamenti dell'informatica elaborando i concetti di algoritmo e di macchina “universale” programmabile e di “intelligenza artificiale” illustrandoli logicamente in modo chiarissimo.

Quelle che erano brillanti intuizioni - ricordiamo Ada Lovelace e la sua corrispondenza con Charles Babbage e Luigi Menabrea - si sono trasformate in una visione organica e moderna che ha posto le basi dell'informatica attuale.

Giù il cappello di fronte ad Alan – senza di lui noi smanettoni, attacca-cavi e macinatori di programmi avremmo potuto dedicarci all'agricoltura anche se poi forse non sarebbe stato proprio un male …

Tim Berners-Lee è il secondo nome che mi è venuto in mente – un ingegnere informatico che al Cern di Ginevra ha contribuito a creare e sviluppare un progetto sugli ipertesti che ha originato il World Wide Web. 

Non ha brevettato nessuno dei suoi lavori consentendone la diffusione planetaria e sostenendo da sempre che Internet debba restare aperta, gratuita e neutrale. 
Neanche Carlo Rubbia all'epoca influente collaboratore del Cern, volle proporre lo sfruttamento industriale degli studi sul www. 
Con il senno di poi quella che sembrò una posizione “originale e strana” del fisico italiano (secondo i giornali dell'epoca) ci ha regalato Internet così come la conosciamo.

Dennis Ritchie è il meno conosciuto dei tre, ci ha lasciato nel 2011 e soltanto pochi se ne sono accorti. 
Brillante fisico e matematico sviluppò la prima versione del sistema operativo Unix e nel 1971 insieme a Thompson e a Kernighan creò il linguaggio di programmazione C usatissimo anche ai giorni nostri. 

In ogni dispositivo di rete, computer o procedura informatizzata troverete sempre un pezzettino della sua opera. Chiunque usi uno smartphone, un computer, un bancomat o un servizio informatico sta usando qualcosa scritto da Ritchie.

Quello che mi stupisce è che queste cose non si studiano a scuola; qualche professore “illuminato” ne parla ma quasi mai in profondità. 
Anche i giornali e le tv perdono tempo a stabilire se il crocifisso debba essere esposto o no nelle aule scolastiche ma quasi mai parlano di questi uomini e di quello che hanno fatto.


mercoledì 7 dicembre 2022

Stipendi ed illusioni

 


L'immagine che vedete è la rilevazione dell'Ocse che illustra la variazione delle retribuzioni in Europa dal 1990 al 2020. 
Un'immagine secondo me tristissima ma non recepita fino in fondo da noi italiani. 
In tutti i paesi europei i salari sono aumentati progressivamente cercando di adeguarsi al costo della vita - da noi no.

Le spiegazioni di questo fenomeno penoso sono le più varie; teorie di politica economica da master universitario, recriminazioni ipocrite di parte, fantasie complottiste e tante altre stronzate che abbiamo imparato ad accettare ormai acriticamente.

In realtà il nostro sistema fiscale ha sempre fatto acqua da tutte le parti. 
I grandi gruppi finanziari ed economici pagano in proporzione meno tasse di un dipendente o di un piccolo imprenditore. Ed è così da anni.

Pensare quindi di alimentare i bisogni di scuola, sanità, trasporti e servizi con le tasse dei piccoli soggetti - dipendenti, pensionati, artigiani e piccole imprese - è semplicemente un'illusione.

Non serve avere un nobel in economia, appare chiaro che i soldi vanno presi a chi ne ha di più - anche la Germania dove non governano certo i soviet - sta tassando gli extra profitti delle multinazionali e dei gruppi finanziari dell'energia per sostenere l'economia.
Inoltre aiuta le sue imprese con finanziamenti mirati e studiati e non con regali arbitrari come accade qui da noi. 
Molti altri paesi stanno preparando politiche del genere o le hanno già in essere da tempo.

In Italia invece grandi gruppi economici hanno ricevuto aiuti importanti a fondo perduto pur continuando a delocalizzare le produzioni e a spostare le sedi fiscali all'estero.
Amazon e asset simili pagano una percentuale ridicola sui profitti - in proporzione un pensionato o uno studente universitario paga più tasse di loro.

Da qui il mantra della "mancanza di risorse" che ha regalato interi settori ai privati nell'illusione di poter erogare servizi in modo comunque insoddisfacente. 
Anche chi ha vinto le ultime elezioni ora si trova a dover rimangiarsi tutte le promesse fatte in campagna elettorale sempre per "mancanza di risorse" e si sta preparando a svendere parti della sanità e di altri servizi essenziali per l'ennesima volta.

Certamente l'attuale crisi internazionale ha poi aggravato le cose, ma rispetto ad altri paesi il problema del fisco ci caratterizza da anni. 
Una struttura fiscale che non riesce a combattere fattivamente l'evasione, una burocrazia ottusa che impedisce di fatto le iniziative innovative e i possibili nuovi modi di fare economia, completano il desolante panorama italico.

Qui da noi per le start-up la vita è molto più difficile che in altri posti e per i giovani le possibilità di affermarsi sono ridotte al lumicino.
Sarebbe interessante ricordare - quando si parla di flussi migratori e richiedenti asilo - che molte migliaia di giovani italiani sono costretti ad andare all'estero ogni anno per poter vivere e lavorare decentemente. 

Hanno studiato qui ma i risultati delle loro capacità saranno tutti a beneficio di altre economie.



sabato 26 novembre 2022

Sanità

 

A Madrid duecentomila persone hanno manifestato in difesa della sanità pubblica dopo gli annunci di riforme dei governi regionali di centro-destra che vogliono chiudere pronto soccorsi e centri di assistenza primaria e limitarne drasticamente le risorse.

La sanità pubblica italiana - a parte le proposte intelligenti di Tina Anselmi (ricordiamo l'istituzione del servizio sanitario nazionale e le limitazioni imposte allo strapotere delle industrie farmaceutiche) - è stata sempre la cenerentola di tutti i governi.

Scarse risorse stanziate e regali ai privati hanno contraddistinto quasi tutte le formazioni politiche che ci hanno governato in questi ultimi anni.

Tutte le proposte di tagli e di privatizzazione dei servizi sanitari e ospedalieri da trent'anni a questa parte, hanno girato sempre intorno alla "mancanza di risorse" che sembra essere un ineluttabile leit motiv per demolire tutti i servizi pubblici (pensiamo a quello che è successo con trasporti e autostrade).

In realtà se vi va di perdere un po' di tempo su internet potrete vedere facilmente che la spesa procapite per i servizi sanitari di altri paesi non è così distante dalla nostra e in alcuni casi è anche inferiore. 

Poi con il vantaggio di avere sistemi fiscali che fanno pagare le tasse in modo più equo e proporzionato del nostro, gli altri paesi europei riescono ad avere a disposizione risorse atte a garantire prestazioni sanitarie decenti e con tempi di attesa molto più brevi dei nostri.

Purtroppo la legge del 23 dicembre 2005 (per inciso fatta dagli stessi scienziati che ci governano ora) non  solo ha permesso il blocco del turnover nel sistema sanitario insieme al taglio dei posti letto, ma ha spalancato le porte ai soggetti privati, agli appalti facili, agli "amici e parenti" (vedi la gestione Formigoni in Lombardia) e ha causato le situazioni drammatiche che riscontriamo ormai da tempo negli ospedali e nei pronto soccorsi.

Soltanto il governo Conte ha aumentato i posti nelle scuole di specializzazione e ha sbloccato il turnover ma per vedere i risultati di questa manovra servirà attendere la fine dei percorsi formativi iniziati da poco - probabilmente si inizierà a percepire qualche leggero miglioramento dal 2024 in poi. 

Tutto questo sempre che qualcuno dei nostri "scienziati" non metta i bastoni tra le ruote come ora sembra possa accadere.

La voglia di smantellare tutto quello che gli "altri" hanno fatto, la demagogia e il pressapochismo di certe scelte credo che affosseranno definitivamente la sanità pubblica.

Ma da chi sostiene che l'Italia abbia trentaquattromila "chilometri quadrati" di coste o che ci sia un tunnel per neutrini da Ginevra al Gran Sasso c'è poco da sperare.

I mezzi di informazione poi aiutano ben poco - tra i servizi sul parrucchiere della Meloni o sul divorzio di Totti - c'è poco da stare allegri.



venerdì 25 novembre 2022

Forti con i deboli

 


Il vecchio detto "forti con i deboli e deboli con i forti" descrive perfettamente l'operato del nuovo governo.

Dopo anni di opposizione urlante e di proposte fantasiose, Giorgia Meloni si è scontrata con la dura realtà. 

Assenza di risorse, pressapochismo e mancanza di una vera classe dirigente capace di governare seriamente, hanno prodotto una manovra economica che ancora una volta castiga i più deboli ed è piena di falle e di errori marchiani.

Ovviamente le sparate sentite in campagna elettorale da subito apparse irreali, hanno lasciato il posto alla prosecuzione pedissequa delle politiche economiche di Draghi - la Meloni ora è costretta a fare il lavoro sporco dopo che il "Migliore" si è opportunamente eclissato al momento giusto.

Non gli dovrebbe risultare difficile farlo - è una che in passato ha asserito che Ruby fosse la nipote di Mubarak, ha votato a favore della riforma Fornero e dei provvedimenti del governo Monti e di tante altre porcate - tutto questo nonostante il piglio da pasionaria rivoluzionaria che ha incantato l'elettorato. 

Pur di rimanere in sella ha detto tutto e il contrario di tutto (trivelle no, ma oggi si ...) rispettando in pieno la miglior tradizione della politica italiota.

Con le sue sparate è riuscita a montare una campagna di distrazione di massa - aiutata anche dalla mancanza di una opposizione intelligente e con i mezzi di informazione ormai totalmente asserviti - dove sembra che la colpa della crisi sia di chi "preferisce rimanere sul divano", dove non si parla di tassazione sugli extra-profitti ma di improbabili blocchi navali come se lo sbarco di poveri morti di fame sia il principale motivo della crisi. 

Che gli aumenti delle pensioni siano insulti al limite del ridicolo, che la sanità stia soccombendo definitivamente sotto l'assalto dei privati e che si riparli del ponte sullo stretto e non di salari fermi al palo da trent'anni, non sembra incidere per ora sul sostegno di chi l'ha votata.

Non si pensa a una riforma fiscale organica o a controlli condotti seriamente ma si preferisce fare qualche regalino a chi già non ha problemi, non si parla di aumento delle retribuzioni ma si pensa di erogare soldi a chi si sposerà in chiesa in un clima da sagra paesana e di sospendere il reddito di cittadinanza.

A livello internazionale stiamo riuscendo a collezionare figure di merda epocali ma in assenza di proposte e di persone serie c'era da aspettarselo. 

Ricordate il "tunnel dei neutrini" ? E gli ottantaquattromila chilometri "quadrati" dei litorali italiani ? Beh, questi scienziati sono ancora al potere.

Probabilmente finiremo ancora una volta in amministrazione controllata - ma con la crisi economica mondiale e le tensioni internazionali odierne avremo pochissime probabilità di cavarcela senza ritornare all'età della pietra. 

Per un paese che era uscito dalla guerra con un trend di sviluppo simile a quello del Giappone sarà un bel risultato - pensateci.






sabato 12 novembre 2022

Crisi

 


Con aziende che chiudono, attività che scompaiono e bollette da pagare, vanno avanti battaglie epocali come le misure contro i rave o contro gli sbarchi di poveri morti di fame che cercano soltanto di sopravvivere a guerre e carestie.

Tutti i giornali e le tv però ci stanno rendendo edotti sulla querelle Meloni-Macron tra interviste, dichiarazioni e prese di posizione dei diretti interessati e dei loro entourages, tra recriminazioni, dati palesemente falsi e stronzate amplificate ad effetto.

Nel frattempo a Taranto l'Ilva ha bloccato le attività di 145 aziende dell'indotto congelando gli appalti e mettendo a rischio più o meno un migliaio di posti di lavoro. 

L'ad di Acciaierie d'Italia - Lucia Morselli - con un comunicato-diktat ha interrotto le attività assegnate a terzi e invitato tutte le ditte appaltatrici a sgomberare i loro mezzi dalle acciaierie entro il 14 di questo mese.

Anche il comparto ceramiche italiano dopo un buon 2021 sta rischiando grosso - a causa dei costi dell'energia molte aziende hanno preferito spegnere i forni e diminuire le attività. 

Tra produzione di piastrelle e rivestimenti, laterizi, materiali refrattari e sanitari parliamo di oltre trentaduemila lavoratori in tutta Italia.

In tanti altri settori come quelli della ristorazione, dell'accoglienza e del turismo, la crisi si fa sentire sempre più nonostante il turismo post-covid sembrava avesse ripreso a livelli eccellenti.

Fino ad ora - a parte la comodità di poter uscire con cinquemila euro in tasca, non si capisce che misure verranno adottate per cercare di limitare i danni causati da quella che sta diventando la peggior crisi economica degli ultimi cinquanta anni.



sabato 22 ottobre 2022

Chip

 


Oltre al prezzo dell'energia in salita - un trend puramente speculativo innescato dalla guerra in Ucraina - anche le tensioni tra USA e Cina stanno causando altri notevoli danni alle economie occidentali. 

Gli USA da tempo hanno stilato una lista dei partner commerciali cinesi ritenuti inaffidabili - in questo elenco ci sono tutte quelle industrie di elettronica alle quali vengono applicate restrizioni all'acquisto di chip e microprocessori di fascia alta. 

Sostenendo che l'esportazione di dispositivi attivi sofisticati metta a rischio la sicurezza nazionale gli USA in realtà, stanno scatenando una guerra commerciale vera e propria contro i produttori cinesi riducendo in modo mirato l'export di tecnologie avanzate verso quei soggetti che sono considerati pericolosi concorrenti in affari e in politica.

La Cina produce neanche il 15% dei componenti attivi che usa per le sue produzioni - il resto lo acquista principalmente dagli Stati Uniti e in minor quantità da altri paesi asiatici.

I cinesi hanno parlato di "bullismo tecnologico" ma queste misure stanno facendo danni anche alle economie di altri paesi e a gran parte della filiera delle industrie di elettronica di tutto il mondo che acquistano dalla Cina non soltanto prodotti finiti, ma anche pezzi "semi-assemblati" e dispositivi da assemblare.

Le stesse industrie americane non potendo più vendere a molte aziende cinesi, nel 2020 hanno avuto una contrazione del fatturato di oltre il 37% secondo stime attendibili del Boston Consulting Group.

Taiwan, i Paesi Bassi e la Corea del Sud stanno incrementando la produzione di chip evoluti ma hanno comunque bisogno di tecnologia americana e non vengono certo incoraggiati. 
Gli USA stanno mettendo in atto una vera e propria guerra protezionistica anche a livello di concessioni e di permessi di produzione. 

Probabilmente prima di cinque o sei anni questi paesi non saranno in grado di rendersi autosufficienti e competitivi in tale campo.

La "chip war" sta creando difficoltà anche alle industrie europee. 
Qui da noi produzioni significative di semiconduttori si contano sulle dita di una mano e comunque non raggiungono livelli tali da poter soddisfare la domanda.
In Italia producono semiconduttori soltanto due aziende - STMicroelectronics e Wuxi Xichanweixin. 
Per inciso paradossalmente avevamo più aziende attive negli anni '60 che adesso ma questa è un'altra storia che andrebbe raccontata.

La guerra commerciale dei chip unita agli effetti del lungo periodo covid sta avendo effetti su moltissimi comparti tecnologici come quello dell'automotive dove iniziano a scarseggiare diversi componenti e molti tipi di dispositivi mancano del tutto ritardando le consegne di nuove auto.

Gli USA stanno cercando di impedire a tutti i costi di essere sorpassati economicamente dalla Cina - imprese come la Apple stanno spostando le loro produzioni in Vietnam e in India dopo i rallentamenti delle produzioni cinesi e dopo che l’Ufficio americano per l’industria e la sicurezza (BIS) ha preso a bollare come "non verificate" decine di industrie in Cina.

Come ogni manovra protezionistica anche questa rischia di fare più danni che guadagni ma è tipico delle superpotenze inneggiare al libero mercato solo quando fa comodo. 

Questa crisi è solo all'inizio - purtroppo l'Europa non sta facendo quasi niente per cercare di scongiurarla o almeno di mitigarne gli effetti. 


giovedì 20 ottobre 2022

C'era una volta una banca

 


La vicenda di Montepaschi di Siena ci costa quasi due miliardi di euro. 

Il quarto gruppo bancario italiano ha come maggior azionista lo stato dal 2017. La crisi di MPS nasce con acquisti e operazioni discutibili come quella di Antonveneta e con 26 miliardi di perdite sui crediti accumulati fra il 2006 e il 2016. 

La recessione ha impedito a molte imprese di onorare i debiti contratti ma il buco vero e proprio è stato  causato dai tanti (troppi) finanziamenti concessi ad "amici e parenti" senza adeguate garanzie. 

MPS è storicamente da anni in mano al PD senese ma anche altre formazioni politiche tra cui Forza Italia hanno sollecitato ed ottenuto prestiti facili ad imprenditori e soggetti a loro vicini.

Il crollo di Lehman, la crisi dello spread e le nuove regole europee hanno poi aggravato lo stato delle cose.

E il governo Draghi ancora una volta ha preferito dimenticare colpevolmente le vicende giudiziarie del gruppo e ricorrere ai soldi pubblici per chiudere la questione pur essendoci la possibilità concreta di un risanamento vero che però avrebbe probabilmente intaccato il potere dei gruppi politici di cui sopra.

Risorse che potevano essere destinate ad aiuti concreti per chi sta soffrendo duramente la crisi, verranno impiegate per salvare un discutibile  sistema politico-feudale tipicamente tutto italiano.

Nel frattempo il ddl "Anziani" varato alla chetichella durante l'ultima seduta del governo Draghi  prevede l’istituzione a parte di un servizio di assistenza solo per gli anziani malati cronici. 

Gli aiuti alle famiglia con persone non autosufficienti verranno praticamente azzerati.



mercoledì 19 ottobre 2022

Allons enfant

 


Ancora una volta la Francia si è svegliata. Hanno iniziato i lavoratori delle raffinerie bloccando le consegne di carburante in tutto il paese, seguiti dai ferrovieri, dai lavoratori della sanità, della scuola e dagli studenti.
Le raffinerie sono bloccate da tre settimane e nonostante la situazione economica rispetto alla nostra sia nettamente migliore, tutti chiedono che gli extra-guadagni dei gruppi come la Total vengano tassati e redistribuiti per aiutare le fasce più deboli.

Qui da noi di tassazione sugli extra-profitti o di aiuti ai redditi più bassi non se ne parla proprio e non soltanto ora che c'è un governo di destra - non se ne è minimamente parlato neanche con il governo dei "migliori".

Un esponente di NOMISMA - società di consulenza economica e di ricerche di mercato fondata tra gli altri da Romano Prodi - ha consigliato agli italiani di procurarsi un gruppo elettrogeno per l'inverno; vedi la forza e l'autorevolezza dei nostri intellettuali ...

E ora l'ineffabile PD ora scopre che c'è gente in difficoltà e propone ricette e soluzioni ma prima che passasse all'opposizione ha seguito fideisticamente e ciecamente le direttive di un esponente dei grandi circuiti finanziari con i risultati che vediamo tutti.

Non credo che l'attuale governo abbia le capacità per fare qualcosa - staremo a vedere. Il fatto che l'informazione sia occupata poi con il parrucchiere della Meloni mentre 2400 lavoratori dell'Ansaldo sono stati messi per strada, non fa ben sperare.

Nel frattempo le file alla Caritas sono sempre più lunghe e sono composte in gran parte da italiani. 
Basta una spesa imprevista, una malattia, un licenziamento e famiglie una volta "normali" si ritrovano sul lastrico da un giorno all'altro ma non fanno notizia quanto i rolex di Totti.


venerdì 14 ottobre 2022

2400



A Genova 2400 lavoratori di Ansaldo Energia rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro. 
Stanno protestando da giorni e tra le altre cose, hanno bloccato l'aeroporto.
I soliti pompieri protestano per i disagi e anche gente comune - probabilmente non ancora raggiunta dalla crisi - fa la stessa cosa, infastidita dalle manifestazioni di protesta.

Purtroppo c'è il solito tipico vizio tutto italiano, di non accorgersi di quello che sta succedendo fino a quando non si è coinvolti direttamente in prima persona.

I media in gran parte sono stati silenziosi come se niente stesse accadendo. 

2400 licenziamenti all'Ansaldo potrebbero arrivare fino a diecimila e oltre calcolando tutto l'indotto che si muove attorno a questa realtà, ma nel modo della nostra informazione pilotata non c'è traccia di quello che sta succedendo.

Sappiamo tutto degli attacchi russi in Ucraina. 
Sappiamo tutto quello che Volodymyr Zelens'kyj dice ogni giorno.
Sappiamo tutto, parola per parola dei discorsi di Putin e di Biden ma ignoriamo quello che sta succedendo a casa nostra.



domenica 9 ottobre 2022

Entanglement

 


Ultimamente si è parlato molto dell'equazione di Dirac su internet e sui social. 

Quello che la rende intrigante è il suo enunciato:

“Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema."

In realtà le cose sono molto più complicate e il significato dell'equazione ha validità soltanto se riferito a particelle elementari che non interagiscono con altri spazi o altre particelle.
La correlazione quantistica non è spiegabile con i dettami della meccanica classica e molti scienziati hanno preferito analizzare sistemi quantistici dal punto di vista delle informazioni contenute o veicolate dai sistemi stessi.

Questo approccio ha aperto le porte a nuove teorie quantistiche dell'informazione e allo sviluppo di computer quantistici e di nuove forme di crittografia.

Per inciso l'equazione di Dirac corretta dovrebbe essere questa:

(i∂̸ – m) ψ = 0

Ovviamente è chiaro che una definizione del genere si presta alle interpretazioni più strane e qualche volta più melense. Le cose in realtà sono molto diverse e l'entanglement - per certi versi - è ancora tutto da studiare e da capire e sarà un campo della fisica dal quale aspettarsi moltissimo.

Nonostante le precisazioni di molti amici, mi piace però pensare che due sistemi distinti - una volta uniti e poi separati - possano in qualche modo interagire sempre fra loro e che "l'intreccio" possa non finire mai. 



domenica 2 ottobre 2022

Quello che non capisco

 


Ho sempre ammirato ed invidiato quelli che dopo aver ascoltato qualche parola di un discorso o di una notizia capiscono tutto al volo.
Io devo fare sforzi notevoli e spesso sono costretto a riascoltare tg o a rileggere articoli e notizie diverse volte per cercare di capirci qualcosa.

Questa volta la faccio facile: l'ENI è controllata dallo stato e dovrebbe garantire energia al nostro paese - è stata creata proprio per questo e al tempo di Enrico Mattei ha contribuito non poco al nostro sviluppo economico.
 
Fin qui tutto bene ma quando ho saputo che ENI ha sede fiscale in Olanda ho iniziato ad avere qualche dubbio. 
Altre difficoltà le avute quando ho capito che il prezzo dell'energia e quello del gas in particolare, vengono stabiliti in borsa (sempre in Olanda).

Qui gli speculatori acquistano quantità enormi di gas (che sono sulla carta - i famosi futures, contratti di acquisto a termine) per controllare e far salire i prezzi e di conseguenza i loro guadagni.
ENI ed Enel (che anche lei ha sede fiscale in Olanda ...) sono parti dell'ingranaggio.
Con la crisi attuale il fatturato di ENI è andato alle stelle - si parla di diversi miliardi in più - mentre le nostre bollette sono aumentate a dismisura e molte attività sono in difficoltà. 

Il comparto delle ceramiche e quello del vetro ma anche altre attività industriali e commerciali come metallurgia, meccanica, alberghi e ristoranti sono entrate in crisi e cassa integrazione e licenziamenti sono purtroppo sempre più frequenti; qui dove abito molte aziende di ceramiche hanno spento i forni e ridotto al lumicino le loro attività e a catena anche tutte le attività di contorno - quello che viene chiamato "indotto" - sono entrate in crisi.
 
Pensionati, disoccupati e altri soggetti con redditi medio-bassi hanno difficoltà a pagare le bollette dell'energia ma nessun provvedimento è stato preso per aiutarli. Gli aumenti delle pensioni erogati dal "governo dei migliori" equivalgono a una colazione domenicale al bar e l'inflazione sta aggredendo il potere d'acquisto in modo assai pesante.

Putin per ora c'entra poco perché i prezzi di erogazione del gas e del petrolio vengono fissati con largo anticipo quindi probabilmente lo zar sta vendendo a prezzi stabiliti un anno fa e anche più.

Quello che non capisco è perché un ente controllato dallo stato si comporti esattamente come una società di investimenti privata spostando anche sede fiscale all'estero.
Altra cosa che non riesco a farmi andare giù è perché non si menziona l'argomento da nessuna parte e tutti i media invece ci stanno insegnando come cuocere la pasta facendo bollire meno l'acqua, spegnere le luci in casa o come asciugare i panni risparmiando corrente. 
L'aumento delle bollette viene considerato come un fatto assodato ed inevitabile da tutto il nostro imparziale giornalismo da operetta.

Mi aspetterei che almeno parte di quei guadagni extra di cui sopra vengano redistribuiti agli utenti come è giusto che sia. 

Ma questo argomento non l'ha affrontato ancora nessuno e non ho ascoltato proposte valide che vadano in questo senso.

mercoledì 28 settembre 2022

Dopo le elezioni



Dopo le elezioni ho letto una marea di post di gente - anche quelli di molti amici - che dopo i risultati e la vittoria del centro-destra si sono vestiti a lutto. 

La "vittoria dell'oscurantismo", la "Meloni al potere", le "libertà personali compromesse" e via di questo passo. 
Chi non "si riconosce più in questo paese", chi frigna per "la rinascita del fascismo" e chi pensa perfino all'espatrio in un'atmosfera da affondamento del Titanic.

Cari amici quello che umilmente vorrei dirvi è che avete votato per anni un partito che si è progressivamente spostato al centro fregandosene delle sue radici storiche, un partito che ha fatto una legge elettorale da ottenebrati e che nonostante ne avesse avuto più volte l'occasione, non ha minimamente pensato a cambiare.

I leader si sono affidati fideisticamente alla fantomatica "agenda" di un banchiere che del salario minimo, di quello che è diventato il mondo del lavoro e di tutte quelle misure atte a proteggere gli strati più deboli se ne è semplicemente fregato.

La destra qui da noi ha vinto già da tempo - se una donna che ha bisogno di abortire è costretta nella metà dei casi a rivolgersi a strutture private (anche nelle regioni di "sinistra"), se nei casi di violenza carnale sono le vittime a doversi difendere, se vengono stilati contratti di lavoro a cinque euro l'ora, se settantenni continuano a lavorare e a cadere dai ponteggi, se pensionati sono costretti a cercare un pasto caldo alla Caritas, tutto questo sbandierato "progressismo" è molto difficile da vedere.

Scuola, lavoro, trasporti e sanità pubblica sono andati da tempo progressivamente deteriorandosi nell'indifferenza generale. 

L'astensionismo diffuso ha reso evidente che più di un italiano su tre non si sente rappresentato da nessuno e non reputa più il voto uno strumento utile di cambiamento.

Nonostante questo i risultati elettorali sono stati considerati dai boss di questa politica con la solita supponenza dimostrando ancora una volta quanto siano distanti dal mondo reale.

Il fatto è che se vinci al lotto hai culo ma se vinci le elezioni c'è sempre un motivo reale - che ci piaccia o meno la democrazia è questa e serve farci i conti. 
Neanche a me piace avere un governo del genere ma la maggioranza dei votanti si è espressa così.

La ricerca del voto utile, del voto "contro la destra" e non del voto su proposte serie per risolvere i problemi delle persone, ha contribuito a creare questa realtà. 

E la cosa è andata avanti e avanti contribuendo a creare una classe politica simile a quella democristiana degli anni '50 e '60 autoreferenziale e completamente fuori dal mondo ma attentissima alla sua sopravvivenza.

Ora che i responsabili di partito non facciano autocritica chiusi nei loro paesi dei balocchi, posso anche capirlo ma che molti elettori non si facciano domande e continuino a vivere in questa realtà virtuale proprio non lo capisco. 




lunedì 29 agosto 2022

Crisi

 


Siamo appena entrati in una crisi economica gravissima dopo i buoni risultati di crescita post covid. Già molte aziende sono ridotte al lumicino e sono state costrette a ridurre pesantemente l'attività e a far rimanere a casa molti lavoratori. I costi dell'energia sono ormai fuori controllo e non solo a causa di Putin ma soprattutto a causa della speculazione finanziaria. In questa crisi i profitti di molti gruppi finanziari - in primis quelli che operano nel settore energetico - stanno vertiginosamente salendo. Per non parlare poi dei gruppi bancari e dei gruppi d'investimento che stanno speculando sul nostro prossimo default. Intanto suona l'orchestrina della campagna elettorale - mai vista campagna più sgangherata e approssimativa. Promesse irrealizzabili, argomenti assolutamente irreali e stronzate sparate senza rete che ad un esame razionale sembrano una solenne presa in giro ai danni degli elettori. Si avvicinano tempi durissimi e mai come ora la politica è stata così distante dalla vita reale. L'assenza di un vero polo progressista mai come adesso, si fa sentire. In realtà il messaggio che passa è soltanto quello di non far vincere la "destra" (o la "sinistra") turandosi il naso e andando a votare. Idee e soluzioni praticabili zero a parte quelle che prevedono il ripristino dell'immunità parlamentare o di sottrarre - ancora! - soldi alla sanità per l'educazione sportiva. Si parla di "devianze", di servizio di leva obbligatorio, di blocchi navali o di "agende" improbabili ma per le bollette, gli stipendi e il conto della spesa quotidiana che si fa?


domenica 21 agosto 2022

Mettere su famiglia



Stiamo diventando un paese di vecchi. Questa frase ormai ricorrente nell'informazione e in tanti discorsi fatti, purtroppo è vera. La popolazione giovane è in continuo calo e l'età media degli italiani è in preoccupante aumento.

Sentendo i discorsi di molti politici sembra una situazione senza soluzioni praticabili nell'immediato. Le preoccupazioni sbandierate dagli economisti sono  quelle legate al reperimento delle risorse per le pensioni e per la sanità ma piani reali per affrontare il problema non se ne vedono.

Il fatto è che qui da noi fare figli sta diventando roba da ricchi. Non serve uno scienziato per capire che con i salari percepiti oggi dai giovani è molto difficile mettere su famiglia, pagare un affitto, mantenere figli e magari sostenere un sistema pensionistico decente.

Le generazioni precedenti, seppure con grandi sacrifici, hanno potuto mandare avanti la famiglia, hanno potuto assicurare un'istruzione ai loro figli e qualche volta dargli anche la sicurezza di un tetto.

Oggi questo è sempre più difficile e sempre più costoso. La mancanza di strutture pubbliche - esempio lampante quello degli asili nido - costringe i genitori a spendere cifre che lo standard retributivo di oggi può riservare soltanto a pochi.

Sui social qualcuno, scherzosamente, ha rivalutato il personaggio di Fantozzi; quello che sembrava l'italiano "piccolo piccolo" in realtà manteneva una famiglia, aveva una casa, una utilitaria, uno stipendio regolare e andava in ferie ogni estate riuscendo poi anche ad andare in pensione. 

Quanti dei nostri giovani (e anche meno giovani purtroppo) oggi possono fare lo stesso?

Le retribuzioni e il costo della vita sono il vero problema ma sembra che tutti i politici e gran parte dei sindacati - salvo poche eccezioni - se ne siano dimenticati.

Qui da noi i salari non crescono più da tempo e in molti settori sono addirittura diminuiti; per contro i contratti a termine, i lavori interinali, le attività "esternalizzate" aumentano ogni giorno a vista d'occhio.

Attività che per decenni hanno assicurato un tenore di vita decente ora sono diventate forme di schiavismo tout-court appannaggio dei disperati che non riescono ad entrare o a rientrare nel mondo del lavoro decentemente retribuito e sono costretti ad accontentarsi praticamente di elemosina.

Salario minimo e revisione dei contratti sono argomenti che in questa campagna elettorale vengono sbandierati da molti ma che poi, come è sempre accaduto, verranno colpevolmente dimenticati ed clamorosamente elusi.

Anche quello che dovrebbe essere il polo "progressista" sebbene sia stato a lungo nella stanza dei bottoni ha badato bene a non sollevare questioni sull'argomento forse per non irritare troppo i padroni del vapore.

Gli aiuti alle famiglie e gli aumenti delle pensioni del governo dei "migliori" e del governo "giorgia" consentiranno forse di pagare la colazione domenicale al bar ma certamente non risolveranno il problema.


venerdì 19 agosto 2022

Nuovi poveri parte seconda



Colin Hughes, direttore operativo della Qantas - il più grande vettore aereo australiano - ha messo parte dei manager della compagnia allo scarico e carico dei bagagli. 
Con turni di tre o cinque giorni a settimana si cercherà di sopperire al personale mancante impiegando anche i dirigenti fisicamente in grado di svolgere un lavoro del genere.

Durante il covid gran parte degli addetti alla movimentazione sono stati licenziati e ora manca chi carica e scarica le valigie dei passeggeri ma anche chi rifornisce gli aerei o chi cura manutenzione e pulizia delle piste.

Qui in Italia con l'uso della cassa integrazione quando è stato possibile e le rotazioni dei turni, le cose sono andate leggermente meglio ma i servizi di movimentazione 
nei nostri aeroporti sono comunque in grande sofferenza.

Il problema è che molti impiegati nel settore hanno preferito trovarsi un altro lavoro; turni massacranti, retribuzioni medie di 600 euro mensili e contratti interinali a tempo hanno fatto si che molti lavoratori richiamati dopo la pandemia abbiano rifiutato il posto.

Inoltre la guerra dei prezzi dei biglietti aerei ha favorito le esternalizzazioni di molti servizi con offerte di lavoro a termine degne dei peggiori schiavisti.

Agenzie di collocamento, finte cooperative e subappalti selvaggi sono diventati i protagonisti della movimentazione bagagli e di tanti altri servizi aeroportuali. 

La favola dell'economia di mercato che si auto-regola e cresce continuamente con benefici per tutti non tiene più. 
In molti campi il "libero mercato" produce soltanto nuovi poveri, inefficienza e servizi scadenti. 

Pensiamo alle esternalizzazioni nei nostri ospedali o ai subappalti per la realizzazione o la manutenzione delle opere pubbliche o alle concessioni autostradali.

Vicende come quelle del ponte Morandi sembra che non ci abbiano insegnato nulla.

 

giovedì 18 agosto 2022

Sanità

 


La sanità calabrese ha chiesto aiuto ai medici cubani per mancanza di personale. Sembra che i concorsi indetti per trovare medici e personale sanitario siano andati deserti (nessuno però ha avuto il coraggio di domandarsi perché).

Nonostante la situazione, poche settimane fa i manager calabresi si sono aumentati lo stipendio a maggioranza. I pochissimi che si sono opposti sono stati accusati di "demagogia".

Ovviamente il grosso della nostra puntualissima informazione non ha dato alcun riscontro all'accaduto.

Gli stipendi dei nostri "manager" superano di parecchio le retribuzioni di molti capi di stato stranieri e di molti manager dell'industria privata. 

Sembra sia più conveniente dirigere una qualche struttura sanitaria qui da noi che essere l'ad di IBM, General Motors o Hewlett Packard o magari il ministro della difesa USA.

Anche i bilanci per la spesa sanitaria - di cui spesso si sottolinea l'inadeguatezza - in realtà sono spesso uguali o superiori a quelli di altri paesi ma chissà perché non sono sufficienti a mandare avanti la baracca in modo decente e non si riesce mai a capire esattamente dove vanno a finire le risorse disponibili e in che modo vengono impiegate.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Pronto soccorsi affollati con tempi di visita biblici, malati dimessi prima del dovuto, mancanza di farmaci base, liste d'attesa infinite (anche se ricorrendo all'intramoenia o direttamente alle strutture private i tempi si accorciano miracolosamente).

Purtroppo soggetti del genere saranno votati ancora - la vera tragedia è questa.


sabato 23 luglio 2022

Elezioni

 


L'ennesima crisi di governo questa volta ci porterà alle elezioni. Il "migliore" di fronte ai punti di discussione di Conte e compagni ha deciso di staccare la spina. Francamente non ho mai pensato che un governo del genere potesse aver voglia di affrontare argomenti come quello del salario minimo garantito, degli aiuti alle famiglie o di una transizione ecologica ormai irrinunciabile.

Avevo avuto gli stessi dubbi quando i cinque stelle cercarono di governare con la lega e non ho mai capito dopo la caduta del governo Conte, tutta questa voglia di partecipare a quello Draghi. 

Governi "tecnici" come questi servono in realtà a rassicurare i mercati finanziari e i grossi gruppi imprenditoriali - è già successo per quello Monti - ma non sono mai sintonizzati su quello che è il mondo reale. Famiglie, piccole imprese, lavoratori e artigiani non hanno mai avuto niente da governi del genere a parte "regali" come la riforma Fornero o simili.

Purtroppo pagheremo caro il fatto che la politica italiana è ormai da tempo completamente distaccata dal mondo reale. Dopo anni in cui si è votato per il meno peggio, molti elettori hanno abbandonato la partita, altri votano senza informarsi a fondo e sono facili prede di luoghi comuni e falsità eclatanti - complice anche un'informazione che si è rivelata una delle peggiori al mondo.

Politici che hanno sostenuto che Ruby fosse la nipote di Mubarak, indagati, ladri conclamati e collusi, leader con madonne appese al muro vinceranno quasi sicuramente le prossime elezioni. 

Pagheremo così l'assenza di un reale polo progressista e riformista vicino al mondo reale. La smania di cercare i "campi larghi" per cercare di rimanere in sella invece di proporre soluzioni e lottare per risolvere i problemi del mondo reale farà il resto.



sabato 16 luglio 2022

Lavoro e informazione

 


In questo periodo leggere e fruire dell'informazione italiana presuppone avere stomaco forte e nervi saldi. Articoli su chi non trova lavoratori dipendenti, sviolinate al governo dei "migliori" messo in crisi da cattivoni irresponsabili, odi agli inceneritori e ipotesi sulla separazione Totti-Blasi dominano il panorama della nostra informazione.

Di lavoro e di sicurezza ignorata si continua allegramente a morire - manovali o autisti ultra sessantenni coinvolti in orribili incidenti, braccianti uccisi dalla fatica o dal caldo, apprendisti fatti fuori da “tragiche fatalità”. In tutto questo le retribuzioni continuano ad essere ridicole rispetto alla media europea senza alcuna garanzia di equità.

Poi c'è chi si domanda perché non si fanno più figli e l'Italia stia diventando un paese di vecchi e c'è chi si preoccupa perché le risorse per pagare le pensioni si stanno assottigliando pericolosamente. 

Anche un bambino riuscirebbe a capire che garantendo stipendi decenti i giovani potrebbero mettere su famiglia più facilmente e retribuzioni adeguate potrebbero garantire l'erogazione di pensioni senza attingere ad altre risorse.

Purtroppo i nostri giovani più capaci stanno emigrando all'estero in modo sempre più massiccio ma molti italiani come nelle comiche, si preoccupano invece dei poveracci che riescono ad arrivare qui vivi dall'Africa o da altri paesi ancor meno fortunati del nostro.

I nostri valenti giornalisti di questo sembrano non accorgersi proprio e ormai gli articoli fotocopia si sprecano. Maledetto reddito di cittadinanza ... I giovani non vogliono più fare sacrifici ... Nessuno vuole più fare la gavetta … I giovani sono troppo choosy ...

Ristoratori che non trovano camerieri, fabbriche senza operai specializzati, negozi senza commessi ormai sono diventati dei set come quelli di Cinecittà dove periodicamente vengono messi in scena questi peana lacrimogeni.

Giornali e giornalisti che hanno fatto scuola ormai si sono inchinati al volere dei padroni di turno in modo così sfacciato che certe volte fanno quasi pena, tutti presi nella realizzazione di queste insulse telenovelas prodotte ad arte per coprire le magagne del mondo reale.


sabato 2 luglio 2022

Nuovi poveri

 


Tornando dopo il lavoro la strada verso casa mi porta davanti alla sede della Caritas.

Oltre dieci anni or sono quando sono venuto a vivere qui, quasi tutti quelli in fila per un pasto caldo e per il dormitorio erano prevalentemente extra-comunitari in cerca di lavoro in zona.
Molte aziende agricole necessitavano di personale e chi fuggiva da guerre e carestie sperava di vivere una vita migliore qui da noi.

Dopo qualche tempo passato a orientarsi quasi tutti riuscivano a trovare una occupazione e ad iniziare un percorso di integrazione aiutati anche dal gran lavoro dei volontari e da una situazione economica più o meno favorevole.

Da qualche tempo però ho notato che la fila di chi aspetta un pasto o un letto per la notte è composta in gran parte di italiani.

Famiglie che riuscivano a vivere dignitosamente fino a qualche mese fa ora sono preda della crisi. 
Anziani che in qualche modo andavano avanti adesso devono fare la fila per sperare di mangiare qualcosa o di dormire al caldo.

Il costo della vita, il potere d’acquisto in calo, difficoltà ed imprevisti come malattie, stipendi non più adeguati o non pagati, licenziamenti o "razionalizzazione del lavoro" hanno messo in crisi interi nuclei famigliari. 

Persone che riuscivano a vivere decentemente del proprio lavoro hanno perso tutto.

Retribuzioni da fame, lavori da schiavi, aziende non più affidabili stanno disegnando un nuovo tipo di povertà. Qui da noi, a differenza di altri paesi europei, i salari e le retribuzioni non sono cresciute negli ultimi anni ma addirittura in molti settori, si sono ridotti.

Soggetti a rischio poi come i pensionati, strozzati da un sistema che elargisce elemosine e non retribuzioni che consentono un tenore di vita decente dopo una vita di lavoro, sono costretti alla fame.

Operai di oltre sessantacinque anni lavorano (e spesso purtroppo muoiono) cadendo dai ponteggi o schiacciati sotto un camion quasi tutti i giorni e ormai non fanno più notizia.

Mentre discutiamo sulla pizza di Briatore e continuiamo a spendere allegramente parte del bilancio dello stato in armamenti, appalti discutibili e a foraggiare partiti e politici, il numero delle persone in difficoltà sta aumentando in modo spaventoso. Parliamo di circa due milioni di nuovi poveri nell'ultimo anno - numero in rapidissima salita. Si pensa che il totale si avvicini ai quattro milioni a seconda di come si interpretino i dati.

Questo è un fenomeno silenzioso che sembra non interessare abbastanza la nostra informazione, troppo occupata con il reddito di cittadinanza che "tiene i possibili lavoratori a casa" o con "i giovani che pretendono troppo e non vogliono più fare la gavetta".

Non si parla di un salario minimo garantito come è in altri paesi europei e anche forze politiche "progressiste" ritengono inopportuno sollevare l'argomento, forse per non irritare troppo i nostri troppo sensibili capitani d’industria o per non svegliare i nostri pavidi sindacati.

Silenziosamente sta maturando una crisi economica epocale favorita anche dagli aumenti dell'energia che stanno mettendo in ginocchio il nostro sistema produttivo, ma l'atteggiamento di molti è quello di ignorare il problema e di parlare d'altro.

Mi scuso per il francesismo ma come al solito sembra che gran parte degli italiani non si accorgono che la merda esiste fin quando non la pestano.




venerdì 3 giugno 2022

Lavoro

 


In Spagna dopo la riforma di Yolanda Diaz fatta a inizio anno per regolarizzare i contratti di lavoro, i nuovi assunti a tempo indeterminato sono saliti a quasi due milioni e mezzo.

Qui ancora si discute sull'opportunità di assicurare un salario minimo e qualche deficiente ha anche pensato di indire un referendum per abolire il reddito di cittadinanza e altri cervelloni pensano di destinarlo soltanto ai "disabili" - parola bruttissima in questo contesto.

L'Italia è l'unico paese europeo dove in trent'anni le retribuzioni sono diminuite anziché aumentare come è logico che sia.

Qui da noi ci sono oltre 800 tipologie di contratti aumentate a dismisura nel tempo. Questa frammentazione probabilmente fatta ad arte è riuscita a polverizzare il mondo del lavoro con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

In realtà i problemi dei nostri grandi imprenditori non sono causati soltanto dal costo del lavoro ma dalla mancanza di innovazione e da strutture produttive vetuste e inadeguate. Purtroppo molti dei nostri "capitani coraggiosi" sono stati rapidissimi a spostare ragione sociale all'estero per pagare meno tasse e a chiudere fabbriche in Italia - poi magari hanno usufruito degli aiuti governativi invocandoli a gran voce. Innovazione e investimenti tecnologici sono sempre stati fatti con il contagocce.

Gli investimenti in tecnologia in Europa ci vedono agli ultimi posti e non ci sono collegamenti efficienti tra scuola e lavoro a parte "l'alternanza" che si è rivelata un modo per fornire manodopera quasi gratis alle aziende e per far aumentare gli incidenti sul lavoro.

Questo ha contribuito a creare una classe di nuovi poveri; gente che ha un lavoro sottopagato, spesso non continuativo, e non riesce ad andare avanti. 

Basta una bolletta più alta, un aumento dei prezzi della spesa o una malattia a mettere in difficoltà migliaia di famiglie.

Famiglie che fino a qualche anno fa vivevano dignitosamente ora sono stritolate dai prezzi che salgono e dalle retribuzioni bloccate. 

Ora diversi politici che in passato hanno contribuito a creare questa situazione, ammettono candidamente che c'è qualcosa che non va ...

Fino ad ora le soluzioni proposte sono sicuramente variegate e fantasiose ma prive di senso. Purtroppo da gente che è abituata a vivere nel mondo parallelo della politica e non sa neanche cosa sia il lavoro, non c'è da aspettarsi altro.

Mai come in questo periodo lo scollamento tra politica e vita reale è stato così evidente.