venerdì 4 marzo 2016

Ancora in guerra



Ancora una volta entreremo in guerra senza discutere e senza pensarci su. Andremo in Libia per “proteggere” un governo di unità nazionale che non c'è e probabilmente non ci sarà per molto tempo – attenti a non contrariare i nostri padroni/alleati.
Dopo aver impedito per anni ogni tentativo di crescita democratica appoggiando un dittatore sanguinario per poi sacrificarlo alla realpolitik dell'occidente, dopo aver causato un esodo di profughi come da tempo non se ne vedevano andremo alla guerra senza piani precisi e contro non si sa bene chi.
In Libia varie fazioni si stanno scannando in una faida infinita e non è semplice capire chi rappresenti cosa, chi vuole governare e chi vuole solo depredare. Ora vengono a galla tutte le questioni e tutti i nodi irrisolti della nostra assente politica estera purtroppo affidata adesso a uno come Renzi. E' iniziato il conto alla rovescia per un probabile intervento paragonabile soltanto a quello alleato del 1943 - da tremila a cinquemila militari in partenza senza consultare il parlamento e con degli obiettivi poco chiari e in parte ancora da scegliere. Sembrerebbe che l'importante sia non farci sopravanzare dai nostri “alleati” ed esserci comunque come se tutta la vicenda sia soltanto un ballo di fine anno o una serata mondana.
Tutto questo mentre le spese in armamenti sottraggono risorse indispensabili alla nostra sopravvivenza; negli ospedali la mortalità è sugli stessi valori del dopoguerra e le scuole cadono a pezzi ma avremo aerei F-35 ad un costo esorbitante e in gran parte non definito mentre le fabbriche d'armi fanno affari d'oro.
Nel suo blog Lucia Annunziata lamenta l'assenza di un piano B dopo che la mancata formazione di un governo di unità nazionale ha cambiato tutti i presupposti per possibili interventi di supporto a una transizione pacifica; il punto è che dopo anni di caos e di guerriglia non si capisce chi possa governare stabilmente e pacificamente la Libia e un intervento ora scatenerebbe una guerra infinita come già accaduto in Iraq e in Afghanistan.
Non è questione di piano A o piano B, la guerra non ha mai risolto niente e spesso ha soltanto complicato le cose scatenando catastrofi.
Vedere nuovamente Renzi in tuta mimetica non compenserebbe gli inevitabili orrori che un intervento del genere riserverebbe a tutti – per questo essere oggi a favore della pace è importante; le risorse che destiniamo alla guerra verranno inevitabilmente sottratte al nostro futuro.