Gino Strada ci ha lasciato mentre in Afghanistan il ritiro delle truppe della coalizione occidentale ha innescato una prevedibile catastrofe. Come volevasi dimostrare, una guerra inutile, lunga e costosa ha evidenziato che la democrazia non si può esportare come se fosse coca cola.
Con la scusa della lotta al terrorismo anche gli italiani hanno partecipato a questa inutile missione. L'Afghanistan da secoli, non è mai stato una zona facile per nessuno - inglesi, russi e americani non sono riusciti a concludere niente - etnie diverse e tribù hanno sempre vinto su qualsiasi esperimento di governo centrale.
A onor del vero l'unico governo che ha avuto un consenso abbastanza diffuso, è stato quello filo russo che nel corso dell'occupazione, ha creato un minimo di ceto medio, facendo uscire molti afgani dai problemi della mera sopravvivenza.
Proprio per contrastare l'occupazione russa, gli USA con incredibile miopia, hanno finanziato e armato i talebani. Quella che era una sparuta minoranza insignificante è diventata una potenza militare e ha preso in gran parte il controllo del traffico di oppio diventando una entità economica autosufficiente, potente e ben armata.
Per inciso, tale strategia gli USA la avevano già applicata in Sudamerica diverse volte, finanziando e proteggendo regimi e dittatori sanguinari per pura e immediata convenienza.
Il difetto principale dell'occupazione occidentale è stato quello di non creare una classe dirigente seria e di non contrastare la corruzione. Analogamente a quanto avvenuto in Vietnam, l'occupazione non ha creato niente di stabile che avesse un radicamento profondo nel paese reale.
L'unica organizzazione che ha sempre lavorato e che è rimasta sul posto è stata Emergency che con il suo presidio medico ha salvato la vita di migliaia di persone.
La speranza è che possa ora continuare ad operare come ha sempre fatto aiutando tutti quelli che ne hanno bisogno senza distinzioni, ma sarà difficile che questo avvenga.
Dopo che Gino Strada ci ha lasciati è iniziato poi il prevedibile valzer dell'ipocrisia e dei coccodrilli. Politici che hanno sulle spalle la responsabilità dell'intervento militare italiano e che in passato hanno mal sopportato le attività umanitarie come quelle svolte da Emergency, ora stanno cantando in coro facendo finta di niente.
Quando in parlamento si votò per l'intervento soltanto una sparuta minoranza si pronunciò contro l'avventura afgana.
La stragrande maggioranza - da destra a sinistra - obbedì ai dettami della NATO. L'unica differenza fu che nei media italiani si parlò di "missione di pace" - in quelli USA di "lotta al terrorismo".
Ora in Europa nessuno, tranne forse la Merkel, ha avuto il coraggio di fare autocritica e di prendersi le proprie responsabilità.
Tanto in Italia con questo scenario dominato dai social e da personaggi da barzelletta, la memoria è sempre più corta e labile e la coerenza non è più condizione necessaria per fare politica.

