Uno dei fondamentali della matematica moderna è lo zero. Gli arabi introdussero il concetto intorno all’anno mille mutuandolo dagli indiani che sembrerebbe già da alcuni secoli avessero elaborato dei sistemi di calcolo simili a quelli odierni.
Le nostre maestre di
scuola elementare ci hanno insegnato che senza lo zero è
estremamente complicato rappresentare grandi numeri – provate a
“tradurre” 1.956.000.240 in numeri romani – e che la notazione
decimale rende più semplici tutti i calcoli.
Quest’argomentazione
è solidissima ma il concetto di zero è importante anche per
esprimere e formulare correttamente teorie e postulati alla base
della fisica moderna, dell’astronomia, della geometria e del
calcolo matematico avanzato.
Provate
a pensare al punto d’origine dei quadranti algebrici o alla teoria
del big bang senza il concetto di punto zero o di istante zero. E
cosa sarebbe la ricerca delle particelle subatomiche se non fosse
possibile ipotizzare la particella finale, quella che si differenzia
dalle altre soltanto perché emerge dal nulla cioè dallo zero.
Proprio la rappresentazione del nulla è quella che consente la
raffigurazione del tutto partendo da zero.
Anche
nei modi di dire lo zero è usato per esprimere concetti ben precisi:
“partire da zero” o “ritornare a zero” . Molti apprezzano
come qualità personale l’essere “partiti da zero” o quella di
illustrare decisioni in modo risoluto – “le chiacchiere stanno a
zero”.
Altro
concetto che è possibile esprimere è la raffigurazione del valore e
delle doti: “vale zero”, “è proprio uno zero”, “zero
assoluto” (che per inciso è anche un concetto della termodinamica
assai intrigante).
Tutti gli apprezzamenti negativi insistono quasi
sempre sulla assenza di qualsiasi qualità personale legata proprio
al non muoversi dal punto d’origine. “Rimanere a zero” ed
essere nullità complete, rimanere in una stasi accidiosa e colpevole
negando qualsiasi possibilità di cambiamento o di evoluzione.
Ora
proprio questo permanere stolidamente al punto di partenza, negare
ogni possibilità di cambiamento, uccidere qualsiasi curiosità
rappresentando soltanto il nulla è la seconda natura del concetto
dello zero; oltre che punto d’inizio anche indicatore dell’assenza
di cambiamenti evolutivi e quasi negazione della vita stessa.
Spesso
le persone presentano questa interessante doppia personalità in
molte situazioni – non ascoltano ragioni nel timore di allontanarsi
dal loro punto d’origine, non si muovono, non si trasformano, non
cambiano idea, non si mettono in discussione, non fanno autocritica e
non imparano nulla dagli errori commessi.
Zero.
