lunedì 29 agosto 2022
Crisi
domenica 21 agosto 2022
Mettere su famiglia
Stiamo diventando un paese di vecchi. Questa frase ormai ricorrente nell'informazione e in tanti discorsi fatti, purtroppo è vera. La popolazione giovane è in continuo calo e l'età media degli italiani è in preoccupante aumento.
Sentendo i discorsi di molti politici sembra una situazione senza soluzioni praticabili nell'immediato. Le preoccupazioni sbandierate dagli economisti sono quelle legate al reperimento delle risorse per le pensioni e per la sanità ma piani reali per affrontare il problema non se ne vedono.
Il fatto è che qui da noi fare figli sta diventando roba da ricchi. Non serve uno scienziato per capire che con i salari percepiti oggi dai giovani è molto difficile mettere su famiglia, pagare un affitto, mantenere figli e magari sostenere un sistema pensionistico decente.
Le generazioni precedenti, seppure con grandi sacrifici, hanno potuto mandare avanti la famiglia, hanno potuto assicurare un'istruzione ai loro figli e qualche volta dargli anche la sicurezza di un tetto.
Oggi questo è sempre più difficile e sempre più costoso. La mancanza di strutture pubbliche - esempio lampante quello degli asili nido - costringe i genitori a spendere cifre che lo standard retributivo di oggi può riservare soltanto a pochi.
Sui social qualcuno, scherzosamente, ha rivalutato il personaggio di Fantozzi; quello che sembrava l'italiano "piccolo piccolo" in realtà manteneva una famiglia, aveva una casa, una utilitaria, uno stipendio regolare e andava in ferie ogni estate riuscendo poi anche ad andare in pensione.
Quanti dei nostri giovani (e anche meno giovani purtroppo) oggi possono fare lo stesso?
Le retribuzioni e il costo della vita sono il vero problema ma sembra che tutti i politici e gran parte dei sindacati - salvo poche eccezioni - se ne siano dimenticati.
Qui da noi i salari non crescono più da tempo e in molti settori sono addirittura diminuiti; per contro i contratti a termine, i lavori interinali, le attività "esternalizzate" aumentano ogni giorno a vista d'occhio.
Attività che per decenni hanno assicurato un tenore di vita decente ora sono diventate forme di schiavismo tout-court appannaggio dei disperati che non riescono ad entrare o a rientrare nel mondo del lavoro decentemente retribuito e sono costretti ad accontentarsi praticamente di elemosina.
Salario minimo e revisione dei contratti sono argomenti che in questa campagna elettorale vengono sbandierati da molti ma che poi, come è sempre accaduto, verranno colpevolmente dimenticati ed clamorosamente elusi.
Anche quello che dovrebbe essere il polo "progressista" sebbene sia stato a lungo nella stanza dei bottoni ha badato bene a non sollevare questioni sull'argomento forse per non irritare troppo i padroni del vapore.
Gli aiuti alle famiglie e gli aumenti delle pensioni del governo dei "migliori" e del governo "giorgia" consentiranno forse di pagare la colazione domenicale al bar ma certamente non risolveranno il problema.
venerdì 19 agosto 2022
Nuovi poveri parte seconda
Durante il covid gran parte degli addetti alla movimentazione sono stati licenziati e ora manca chi carica e scarica le valigie dei passeggeri ma anche chi rifornisce gli aerei o chi cura manutenzione e pulizia delle piste.
Qui in Italia con l'uso della cassa integrazione quando è stato possibile e le rotazioni dei turni, le cose sono andate leggermente meglio ma i servizi di movimentazione nei nostri aeroporti sono comunque in grande sofferenza.
Il problema è che molti impiegati nel settore hanno preferito trovarsi un altro lavoro; turni massacranti, retribuzioni medie di 600 euro mensili e contratti interinali a tempo hanno fatto si che molti lavoratori richiamati dopo la pandemia abbiano rifiutato il posto.
Inoltre la guerra dei prezzi dei biglietti aerei ha favorito le esternalizzazioni di molti servizi con offerte di lavoro a termine degne dei peggiori schiavisti.
La favola dell'economia di mercato che si auto-regola e cresce continuamente con benefici per tutti non tiene più.
giovedì 18 agosto 2022
Sanità
La sanità calabrese ha chiesto aiuto ai medici cubani per mancanza di personale. Sembra che i concorsi indetti per trovare medici e personale sanitario siano andati deserti (nessuno però ha avuto il coraggio di domandarsi perché).
Nonostante la situazione, poche settimane fa i manager calabresi si sono aumentati lo stipendio a maggioranza. I pochissimi che si sono opposti sono stati accusati di "demagogia".
Ovviamente il grosso della nostra puntualissima informazione non ha dato alcun riscontro all'accaduto.
Gli stipendi dei nostri "manager" superano di parecchio le retribuzioni di molti capi di stato stranieri e di molti manager dell'industria privata.
Sembra sia più conveniente dirigere una qualche struttura sanitaria qui da noi che essere l'ad di IBM, General Motors o Hewlett Packard o magari il ministro della difesa USA.
Anche i bilanci per la spesa sanitaria - di cui spesso si sottolinea l'inadeguatezza - in realtà sono spesso uguali o superiori a quelli di altri paesi ma chissà perché non sono sufficienti a mandare avanti la baracca in modo decente e non si riesce mai a capire esattamente dove vanno a finire le risorse disponibili e in che modo vengono impiegate.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Pronto soccorsi affollati con tempi di visita biblici, malati dimessi prima del dovuto, mancanza di farmaci base, liste d'attesa infinite (anche se ricorrendo all'intramoenia o direttamente alle strutture private i tempi si accorciano miracolosamente).
Purtroppo soggetti del genere saranno votati ancora - la vera tragedia è questa.



