In Spagna dopo la riforma di Yolanda Diaz fatta a inizio anno per regolarizzare i contratti di lavoro, i nuovi assunti a tempo indeterminato sono saliti a quasi due milioni e mezzo.
Qui ancora si discute sull'opportunità di assicurare un salario minimo e qualche deficiente ha anche pensato di indire un referendum per abolire il reddito di cittadinanza e altri cervelloni pensano di destinarlo soltanto ai "disabili" - parola bruttissima in questo contesto.
L'Italia è l'unico paese europeo dove in trent'anni le retribuzioni sono diminuite anziché aumentare come è logico che sia.
Qui da noi ci sono oltre 800 tipologie di contratti aumentate a dismisura nel tempo. Questa frammentazione probabilmente fatta ad arte è riuscita a polverizzare il mondo del lavoro con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
In realtà i problemi dei nostri grandi imprenditori non sono causati soltanto dal costo del lavoro ma dalla mancanza di innovazione e da strutture produttive vetuste e inadeguate. Purtroppo molti dei nostri "capitani coraggiosi" sono stati rapidissimi a spostare ragione sociale all'estero per pagare meno tasse e a chiudere fabbriche in Italia - poi magari hanno usufruito degli aiuti governativi invocandoli a gran voce. Innovazione e investimenti tecnologici sono sempre stati fatti con il contagocce.
Gli investimenti in tecnologia in Europa ci vedono agli ultimi posti e non ci sono collegamenti efficienti tra scuola e lavoro a parte "l'alternanza" che si è rivelata un modo per fornire manodopera quasi gratis alle aziende e per far aumentare gli incidenti sul lavoro.
Questo ha contribuito a creare una classe di nuovi poveri; gente che ha un lavoro sottopagato, spesso non continuativo, e non riesce ad andare avanti.
Basta una bolletta più alta, un aumento dei prezzi della spesa o una malattia a mettere in difficoltà migliaia di famiglie.
Famiglie che fino a qualche anno fa vivevano dignitosamente ora sono stritolate dai prezzi che salgono e dalle retribuzioni bloccate.
Ora diversi politici che in passato hanno contribuito a creare questa situazione, ammettono candidamente che c'è qualcosa che non va ...
Fino ad ora le soluzioni proposte sono sicuramente variegate e fantasiose ma prive di senso. Purtroppo da gente che è abituata a vivere nel mondo parallelo della politica e non sa neanche cosa sia il lavoro, non c'è da aspettarsi altro.
Mai come in questo periodo lo scollamento tra politica e vita reale è stato così evidente.
