mercoledì 28 settembre 2022

Dopo le elezioni



Dopo le elezioni ho letto una marea di post di gente - anche quelli di molti amici - che dopo i risultati e la vittoria del centro-destra si sono vestiti a lutto. 

La "vittoria dell'oscurantismo", la "Meloni al potere", le "libertà personali compromesse" e via di questo passo. 
Chi non "si riconosce più in questo paese", chi frigna per "la rinascita del fascismo" e chi pensa perfino all'espatrio in un'atmosfera da affondamento del Titanic.

Cari amici quello che umilmente vorrei dirvi è che avete votato per anni un partito che si è progressivamente spostato al centro fregandosene delle sue radici storiche, un partito che ha fatto una legge elettorale da ottenebrati e che nonostante ne avesse avuto più volte l'occasione, non ha minimamente pensato a cambiare.

I leader si sono affidati fideisticamente alla fantomatica "agenda" di un banchiere che del salario minimo, di quello che è diventato il mondo del lavoro e di tutte quelle misure atte a proteggere gli strati più deboli se ne è semplicemente fregato.

La destra qui da noi ha vinto già da tempo - se una donna che ha bisogno di abortire è costretta nella metà dei casi a rivolgersi a strutture private (anche nelle regioni di "sinistra"), se nei casi di violenza carnale sono le vittime a doversi difendere, se vengono stilati contratti di lavoro a cinque euro l'ora, se settantenni continuano a lavorare e a cadere dai ponteggi, se pensionati sono costretti a cercare un pasto caldo alla Caritas, tutto questo sbandierato "progressismo" è molto difficile da vedere.

Scuola, lavoro, trasporti e sanità pubblica sono andati da tempo progressivamente deteriorandosi nell'indifferenza generale. 

L'astensionismo diffuso ha reso evidente che più di un italiano su tre non si sente rappresentato da nessuno e non reputa più il voto uno strumento utile di cambiamento.

Nonostante questo i risultati elettorali sono stati considerati dai boss di questa politica con la solita supponenza dimostrando ancora una volta quanto siano distanti dal mondo reale.

Il fatto è che se vinci al lotto hai culo ma se vinci le elezioni c'è sempre un motivo reale - che ci piaccia o meno la democrazia è questa e serve farci i conti. 
Neanche a me piace avere un governo del genere ma la maggioranza dei votanti si è espressa così.

La ricerca del voto utile, del voto "contro la destra" e non del voto su proposte serie per risolvere i problemi delle persone, ha contribuito a creare questa realtà. 

E la cosa è andata avanti e avanti contribuendo a creare una classe politica simile a quella democristiana degli anni '50 e '60 autoreferenziale e completamente fuori dal mondo ma attentissima alla sua sopravvivenza.

Ora che i responsabili di partito non facciano autocritica chiusi nei loro paesi dei balocchi, posso anche capirlo ma che molti elettori non si facciano domande e continuino a vivere in questa realtà virtuale proprio non lo capisco.