sabato 25 aprile 2015

Tragicomico


Come accade quasi sempre, la tragedia della morte di Lo Porto si è trasformata in farsa. Il ministro Gentiloni ha riferito fuffa in un aula semivuota – i nostri politici soffrono della sindrome del week-end lungo - cercando di giustificare l'assenza di una linea di politica estera credibile.
Renzi negli USA non è stato neanche informato di quanto accaduto - questo la dice lunga sul nostro ruolo nelle decisioni di politica internazionale.
Purtroppo il detto che si raccoglie quello che si è seminato è quanto mai vero.
Inviamo i marò a proteggere i discutibili interessi di gruppi commerciali privati ma quando ci scappa il morto grazie agli ordini d'ingaggio contraddittori e all'assenza di una qualsiasi concertazione, li abbandoniamo al loro destino.
Bombardiamo e interveniamo al fianco dei più forti in operazioni discutibili e poi ci meravigliamo se migliaia di persone cercano di fuggire dal caos insostenibile che abbiamo contribuito a creare.
Spendiamo milioni di euro in armamenti sacrificando ogni possibilità di ripresa economica e poi abbiamo il coraggio di parlare di “antipolitica” e di “disinteresse” .
Per pochi minuti abbiamo riconosciuto lo stato palestinese poi abbiamo fatto marcia indietro, abbiamo coccolato un rais come Gheddafi e armato contemporaneamente i suoi avversari – insomma ci siamo barcamenati come al solito cercando di tirare opportunisticamente a campare.
La nostra credibilità non è mai stata così bassa – leggete quello che scrivono i giornali e quello che dicono i media esteri (sui mezzi d'informazione italiani non si accenna minimamente alla questione, si preferisce riferire che Renzi ha fatto jogging) - vi farete rapidamente un'idea di come ci considerano.
Le uniche iniziative degne di rispetto sono quelle delle associazioni volontarie come Emergency che all'estero stanno facendo grandi cose spesso viste con fastidio dai nostri politici.
Oggi 25 aprile ricordiamo tutti quelli che hanno creduto nella possibilità di costruire un mondo migliore e ne hanno pagato il prezzo – gli dobbiamo molto e non meritavano certamente tutto questo.
Ragazzi vi chiedo scusa – non pensavo potesse finire così.



mercoledì 22 aprile 2015

700


Ancora una volta una tragedia - centinaia di profughi in cerca di una vita migliore sono affogati in quel tratto di mare che ci separa dall'Africa diventato ormai un enorme cimitero. Sull'emigrazione sono state dette tante cose e molte  veramente terrificanti; i commenti sui social network che ho letto sono in gran parte sconfortanti. Sembrerebbe che i nostri politici siano riusciti nell'intento di far dimenticare il loro discutibile operato instillando la paura xenofoba del “diverso”, dell' "extracomunitario".
L'orripilante politica estera italiana ha contribuito a creare situazioni come quella libica dove bande di delinquenti e di predoni hanno preso il sopravvento e non esiste più uno stato ma delle tribù e delle fazioni in perenne lotta.
Con una miopia straordinaria abbiamo sostenuto e sosteniamo in tutto il mondo fantocci corrotti che prima o poi ci ritroviamo contro – sembrerebbe che intelligenza e lungimiranza non siano le caratteristiche della nostra politica estera. 
Personaggi che ora auspicano bombardamenti e azioni di forza per anni hanno lucrato sull'accoglienza ai profughi e non hanno fatto niente per cercare di risolvere il problema. Gran parte di quelli che cercano di sbarcare qui da noi spesso sono diretti in altre parti d'Europa per raggiungere i loro cari – l'Italia è solo una tappa di un viaggio che può durare anche due/tre anni.
Gli altri paesi europei fino ad ora sembrano essere ben contenti che il problema sia in gran parte italiano; per motivi geografici siamo la prima tappa di questa migrazione biblica verso l'Europa. Nessuno dei nostri governi ha mai sollevato veramente la questione e le poche iniziative comunitarie fanno ridere.
La paura dei migranti però costituisce una delle canzoni elettorali più suonate. La lega e la destra per far dimenticare i loro discutibili trascorsi di governo sembrano cavalcare l'onda xenofoba nella speranza di prendere più voti cercando di far dimenticare che l'origine del problema è in gran parte imputabile a loro.
In realtà il numero degli italiani che vanno all'estero per lavorare è sempre più grande e in Svizzera, in Francia e in Inghilterra le stesse paure dei residenti stanno prendendo di mira quelli di noi costretti a lavorare e vivere lì.
Il movimento di Marie Le Pen – grande amica di Salvini – ha fatto della lotta all'emigrazione uno dei motivi vincenti delle sue campagne elettorali e altrettanto avviene negli altri paesi.
La memoria corta di noi Italiani ci fa dimenticare quello che siamo stati in passato: un popolo di emigranti.
Purtroppo siamo ritornati ad esserlo ma non ce ne siamo ancora accorti.