Come
accade quasi sempre, la tragedia della morte di Lo Porto si è
trasformata in farsa. Il ministro Gentiloni ha riferito fuffa in un
aula semivuota – i nostri politici soffrono della sindrome del
week-end lungo - cercando di giustificare l'assenza di una linea di
politica estera credibile.
Renzi
negli USA non è stato neanche informato di quanto accaduto - questo
la dice lunga sul nostro ruolo nelle decisioni di politica
internazionale.
Purtroppo
il detto che si raccoglie quello che si è seminato è quanto mai
vero.
Inviamo
i marò a proteggere i discutibili interessi di gruppi commerciali
privati ma quando ci scappa il morto grazie agli ordini d'ingaggio
contraddittori e all'assenza di una qualsiasi concertazione, li
abbandoniamo al loro destino.
Bombardiamo
e interveniamo al fianco dei più forti in operazioni discutibili e
poi ci meravigliamo se migliaia di persone cercano di fuggire dal
caos insostenibile che abbiamo contribuito a creare.
Spendiamo
milioni di euro in armamenti sacrificando ogni possibilità di
ripresa economica e poi abbiamo il coraggio di parlare di
“antipolitica” e di “disinteresse” .
Per
pochi minuti abbiamo riconosciuto lo stato palestinese poi abbiamo
fatto marcia indietro, abbiamo coccolato un rais come Gheddafi e
armato contemporaneamente i suoi avversari – insomma ci siamo
barcamenati come al solito cercando di tirare opportunisticamente a
campare.
La
nostra credibilità non è mai stata così bassa – leggete quello
che scrivono i giornali e quello che dicono i media esteri (sui mezzi
d'informazione italiani non si accenna minimamente alla questione, si
preferisce riferire che Renzi ha fatto jogging) - vi farete
rapidamente un'idea di come ci considerano.
Le
uniche iniziative degne di rispetto sono quelle delle associazioni
volontarie come Emergency che all'estero stanno facendo grandi cose
spesso viste con fastidio dai nostri politici.
Oggi
25 aprile ricordiamo tutti quelli che hanno creduto nella possibilità
di costruire un mondo migliore e ne hanno pagato il prezzo – gli
dobbiamo molto e non meritavano certamente tutto questo.
Ragazzi
vi chiedo scusa – non pensavo potesse finire così.