domenica 14 agosto 2016

Prodotto interno lordo



I dati relativi all'andamento del pil pubblicati in questi giorni sono impietosi – nonostante il prezzo del petrolio, nonostante un mercato del lavoro ormai senza regole, nonostante i tagli indiscriminati l'Italia non cresce. I nostri governanti hanno incolpato il terrorismo, la brexit e la crisi dei migranti.
In realtà brexit (avvenuta da troppo poco tempo per condizionare così la nostra economia) e terrorismo c'entrano poco, i migranti per niente – il paese non cresce perché è ormai chiuso da politiche assurde a cui pochi si oppongono. Domandate a tutti quelli che hanno provato oggi ad iniziare un'attività - a mettere su “bottega” - i costi che hanno sostenuto, le burocrazie e le difficoltà che incontrano e gli ostacoli che superano quotidianamente.
Parlando di economia spesso siamo portati a pensare ai grandi gruppi finanziari o alle grandi industrie ma l'Italia è stata sempre caratterizzata dalla presenza di imprese medie e piccole, di artigiani e di piccoli imprenditori. Settori come il turismo e la moda sono rappresentati da una miriade di piccole realtà spesso gestite su basi familiari che non hanno mai avuto paura di niente e di nessuno; idee nuove, fantasia e flessibilità hanno da sempre caratterizzato queste attività che oltretutto hanno formato professionalità invidiabili.
I grandi gruppi industriali invece hanno avuto comportamenti simili a quelli di uno sciame di cavallette; spesso coccolati con aiuti statali e politiche protezionistiche compiacenti, quando i giochi hanno iniziato a diventare duri le grandi imprese hanno alzato le braccia al cielo delocalizzando la produzione, licenziando e trasferendo attività e contabilità – il caso Fiat è un classico. Fatta terra bruciata, l'unica soluzione sembra essere quella di scappare verso altri lidi.
Altro punto da considerare è che in tempo di crisi le politiche di austerità non hanno mai funzionato in nessun paese del mondo; aumentare le tasse e ridurre i servizi serve solo a bloccare ogni tentativo di crescita e a scatenare l'incertezza.
Oggi nel nostro paese per la prima volta i figli sono più poveri dei genitori e con minori possibilità ; la certezza di miglioramento che ha accompagnato la vita delle vecchie generazioni non è più scontata e il futuro appare sempre più incerto. Purtroppo sembra che molti siano praticamente “addormentati” e sopratutto i giovani che dovrebbero essere la forza propulsiva di ogni cambiamento, sembrano latitare pericolosamente.
I nostri governanti – ora in ferie – stanno dimostrando un dilettantismo e un pressapochismo totale, presi da altre preoccupazioni come mettere le mani sulla costituzione, assistere alle olimpiadi o evitare argomenti spinosi come le pensioni, sistema sanitario o istruzione che riforme da dilettanti hanno completamente rovinato.
Acquistiamo F35 e fino ad ora nessuno è riuscito a quantificare quanto costano esattamente gli interventi militari – tanto poi chiudiamo ospedali e mettiamo a pagamento prestazioni sanitarie per risparmiare.