Sono uno dei tanti liberi professionisti che sta lavorando a ritmi
ridotti da casa e la situazione mi fa pensare a tante cose. Come me, un
esercito di persone e una moltitudine di famiglie attraversano questo periodo
difficile senza certezze con la sola speranza che passi presto.
La nostra categoria è spesso composta di “invisibili” che lavorano in
modi poco comprensibili dalla maggioranza degli italiani.
Accusati in genere di evadere il fisco sistematicamente – anche se
multinazionali come Amazon, FCA o Apple in Italia pagano in proporzione meno
tasse di un professionista come me.
Molti sono pronti ad incazzarsi se non ottengono lo scontrino del
caffè ma poi acquistano dalla grande distribuzione che con giri di fatture tra
consociate, sedi fiscali all’estero e conti pilotati, riesce a versare allo
stato percentuali risibili dei suoi giri d’affari.
Ormai in qualsiasi ambiente lavorativo è possibile trovare
“invisibili” come noi – (fabbriche dove gran parte della manodopera
specializzata è a partita iva, ristoranti e alberghi, società di servizi e
studi professionali) – che in altri mondi e in altre galassie sarebbero
soltanto dei semplici dipendenti.
Se avete mai letto i dati ufficiali sull’evasione fiscale vedrete che
chi “si dimentica” di pagare il bollo dell’auto, chi ha intestato a figli e
parenti la seconda casa, gli ordini religiosi che gestiscono strutture
alberghiere, le finte compravendite e le società di comodo fanno più di gran
lunga più danni della nostra categoria.
Quelli come me quando non pagano tasse tributi e balzelli vari, sono
comunque costretti a farlo prima o poi – magari a rate – se vogliono continuare
a lavorare.
In realtà quello che versiamo allo stato è gran parte delle entrate liquide
e subito disponibili per le pensioni - che noi non riceveremo mai - per i
servizi indispensabili, per la sanità e per tutte quelle cose che assicurano la
sopravvivenza immediata del nostro paese.
La politica ha sempre trovato in categorie come la nostra un comodo
bancomat per evitare di varare riforme fiscali serie ed efficaci.
Destra, centro e sinistra hanno sempre ignorato i nostri problemi e
tutti i “nuovi” politici che si sono proposti agli elettori nel corso di questi
ultimi anni, hanno chiacchierato parecchio su questo argomento ma poi hanno
fatto poco e male, sicuri che comunque avremo dovuto silenziosamente continuare
a pagare per esistere.
Oggi la speranza è che questo periodo passi presto con meno danni
possibili per tutti e che questa tragedia ci dia occasione per ripensare e
cambiare tante cose – se riuscissimo a capire che ci si sta presentando una
grande opportunità per cambiare, tutto questo avrebbe un senso.
Se invece ritorneremo allo status quo saremo destinati ad una lenta e
penosa estinzione.


