sabato 26 novembre 2022

Sanità

 

A Madrid duecentomila persone hanno manifestato in difesa della sanità pubblica dopo gli annunci di riforme dei governi regionali di centro-destra che vogliono chiudere pronto soccorsi e centri di assistenza primaria e limitarne drasticamente le risorse.

La sanità pubblica italiana - a parte le proposte intelligenti di Tina Anselmi (ricordiamo l'istituzione del servizio sanitario nazionale e le limitazioni imposte allo strapotere delle industrie farmaceutiche) - è stata sempre la cenerentola di tutti i governi.

Scarse risorse stanziate e regali ai privati hanno contraddistinto quasi tutte le formazioni politiche che ci hanno governato in questi ultimi anni.

Tutte le proposte di tagli e di privatizzazione dei servizi sanitari e ospedalieri da trent'anni a questa parte, hanno girato sempre intorno alla "mancanza di risorse" che sembra essere un ineluttabile leit motiv per demolire tutti i servizi pubblici (pensiamo a quello che è successo con trasporti e autostrade).

In realtà se vi va di perdere un po' di tempo su internet potrete vedere facilmente che la spesa procapite per i servizi sanitari di altri paesi non è così distante dalla nostra e in alcuni casi è anche inferiore. 

Poi con il vantaggio di avere sistemi fiscali che fanno pagare le tasse in modo più equo e proporzionato del nostro, gli altri paesi europei riescono ad avere a disposizione risorse atte a garantire prestazioni sanitarie decenti e con tempi di attesa molto più brevi dei nostri.

Purtroppo la legge del 23 dicembre 2005 (per inciso fatta dagli stessi scienziati che ci governano ora) non  solo ha permesso il blocco del turnover nel sistema sanitario insieme al taglio dei posti letto, ma ha spalancato le porte ai soggetti privati, agli appalti facili, agli "amici e parenti" (vedi la gestione Formigoni in Lombardia) e ha causato le situazioni drammatiche che riscontriamo ormai da tempo negli ospedali e nei pronto soccorsi.

Soltanto il governo Conte ha aumentato i posti nelle scuole di specializzazione e ha sbloccato il turnover ma per vedere i risultati di questa manovra servirà attendere la fine dei percorsi formativi iniziati da poco - probabilmente si inizierà a percepire qualche leggero miglioramento dal 2024 in poi. 

Tutto questo sempre che qualcuno dei nostri "scienziati" non metta i bastoni tra le ruote come ora sembra possa accadere.

La voglia di smantellare tutto quello che gli "altri" hanno fatto, la demagogia e il pressapochismo di certe scelte credo che affosseranno definitivamente la sanità pubblica.

Ma da chi sostiene che l'Italia abbia trentaquattromila "chilometri quadrati" di coste o che ci sia un tunnel per neutrini da Ginevra al Gran Sasso c'è poco da sperare.

I mezzi di informazione poi aiutano ben poco - tra i servizi sul parrucchiere della Meloni o sul divorzio di Totti - c'è poco da stare allegri.



venerdì 25 novembre 2022

Forti con i deboli

 


Il vecchio detto "forti con i deboli e deboli con i forti" descrive perfettamente l'operato del nuovo governo.

Dopo anni di opposizione urlante e di proposte fantasiose, Giorgia Meloni si è scontrata con la dura realtà. 

Assenza di risorse, pressapochismo e mancanza di una vera classe dirigente capace di governare seriamente, hanno prodotto una manovra economica che ancora una volta castiga i più deboli ed è piena di falle e di errori marchiani.

Ovviamente le sparate sentite in campagna elettorale da subito apparse irreali, hanno lasciato il posto alla prosecuzione pedissequa delle politiche economiche di Draghi - la Meloni ora è costretta a fare il lavoro sporco dopo che il "Migliore" si è opportunamente eclissato al momento giusto.

Non gli dovrebbe risultare difficile farlo - è una che in passato ha asserito che Ruby fosse la nipote di Mubarak, ha votato a favore della riforma Fornero e dei provvedimenti del governo Monti e di tante altre porcate - tutto questo nonostante il piglio da pasionaria rivoluzionaria che ha incantato l'elettorato. 

Pur di rimanere in sella ha detto tutto e il contrario di tutto (trivelle no, ma oggi si ...) rispettando in pieno la miglior tradizione della politica italiota.

Con le sue sparate è riuscita a montare una campagna di distrazione di massa - aiutata anche dalla mancanza di una opposizione intelligente e con i mezzi di informazione ormai totalmente asserviti - dove sembra che la colpa della crisi sia di chi "preferisce rimanere sul divano", dove non si parla di tassazione sugli extra-profitti ma di improbabili blocchi navali come se lo sbarco di poveri morti di fame sia il principale motivo della crisi. 

Che gli aumenti delle pensioni siano insulti al limite del ridicolo, che la sanità stia soccombendo definitivamente sotto l'assalto dei privati e che si riparli del ponte sullo stretto e non di salari fermi al palo da trent'anni, non sembra incidere per ora sul sostegno di chi l'ha votata.

Non si pensa a una riforma fiscale organica o a controlli condotti seriamente ma si preferisce fare qualche regalino a chi già non ha problemi, non si parla di aumento delle retribuzioni ma si pensa di erogare soldi a chi si sposerà in chiesa in un clima da sagra paesana e di sospendere il reddito di cittadinanza.

A livello internazionale stiamo riuscendo a collezionare figure di merda epocali ma in assenza di proposte e di persone serie c'era da aspettarselo. 

Ricordate il "tunnel dei neutrini" ? E gli ottantaquattromila chilometri "quadrati" dei litorali italiani ? Beh, questi scienziati sono ancora al potere.

Probabilmente finiremo ancora una volta in amministrazione controllata - ma con la crisi economica mondiale e le tensioni internazionali odierne avremo pochissime probabilità di cavarcela senza ritornare all'età della pietra. 

Per un paese che era uscito dalla guerra con un trend di sviluppo simile a quello del Giappone sarà un bel risultato - pensateci.






sabato 12 novembre 2022

Crisi

 


Con aziende che chiudono, attività che scompaiono e bollette da pagare, vanno avanti battaglie epocali come le misure contro i rave o contro gli sbarchi di poveri morti di fame che cercano soltanto di sopravvivere a guerre e carestie.

Tutti i giornali e le tv però ci stanno rendendo edotti sulla querelle Meloni-Macron tra interviste, dichiarazioni e prese di posizione dei diretti interessati e dei loro entourages, tra recriminazioni, dati palesemente falsi e stronzate amplificate ad effetto.

Nel frattempo a Taranto l'Ilva ha bloccato le attività di 145 aziende dell'indotto congelando gli appalti e mettendo a rischio più o meno un migliaio di posti di lavoro. 

L'ad di Acciaierie d'Italia - Lucia Morselli - con un comunicato-diktat ha interrotto le attività assegnate a terzi e invitato tutte le ditte appaltatrici a sgomberare i loro mezzi dalle acciaierie entro il 14 di questo mese.

Anche il comparto ceramiche italiano dopo un buon 2021 sta rischiando grosso - a causa dei costi dell'energia molte aziende hanno preferito spegnere i forni e diminuire le attività. 

Tra produzione di piastrelle e rivestimenti, laterizi, materiali refrattari e sanitari parliamo di oltre trentaduemila lavoratori in tutta Italia.

In tanti altri settori come quelli della ristorazione, dell'accoglienza e del turismo, la crisi si fa sentire sempre più nonostante il turismo post-covid sembrava avesse ripreso a livelli eccellenti.

Fino ad ora - a parte la comodità di poter uscire con cinquemila euro in tasca, non si capisce che misure verranno adottate per cercare di limitare i danni causati da quella che sta diventando la peggior crisi economica degli ultimi cinquanta anni.