L'immagine che vedete è la rilevazione dell'Ocse che illustra la variazione delle retribuzioni in Europa dal 1990 al 2020.
Un'immagine secondo me tristissima ma non recepita fino in fondo da noi italiani.
In tutti i paesi europei i salari sono aumentati progressivamente cercando di adeguarsi al costo della vita - da noi no.
Le spiegazioni di questo fenomeno penoso sono le più varie; teorie di politica economica da master universitario, recriminazioni ipocrite di parte, fantasie complottiste e tante altre stronzate che abbiamo imparato ad accettare ormai acriticamente.
In realtà il nostro sistema fiscale ha sempre fatto acqua da tutte le parti.
I grandi gruppi finanziari ed economici pagano in proporzione meno tasse di un dipendente o di un piccolo imprenditore. Ed è così da anni.
Pensare quindi di alimentare i bisogni di scuola, sanità, trasporti e servizi con le tasse dei piccoli soggetti - dipendenti, pensionati, artigiani e piccole imprese - è semplicemente un'illusione.
Non serve avere un nobel in economia, appare chiaro che i soldi vanno presi a chi ne ha di più - anche la Germania dove non governano certo i soviet - sta tassando gli extra profitti delle multinazionali e dei gruppi finanziari dell'energia per sostenere l'economia.
Inoltre aiuta le sue imprese con finanziamenti mirati e studiati e non con regali arbitrari come accade qui da noi.
Molti altri paesi stanno preparando politiche del genere o le hanno già in essere da tempo.
In Italia invece grandi gruppi economici hanno ricevuto aiuti importanti a fondo perduto pur continuando a delocalizzare le produzioni e a spostare le sedi fiscali all'estero.
Amazon e asset simili pagano una percentuale ridicola sui profitti - in proporzione un pensionato o uno studente universitario paga più tasse di loro.
Da qui il mantra della "mancanza di risorse" che ha regalato interi settori ai privati nell'illusione di poter erogare servizi in modo comunque insoddisfacente.
Anche chi ha vinto le ultime elezioni ora si trova a dover rimangiarsi tutte le promesse fatte in campagna elettorale sempre per "mancanza di risorse" e si sta preparando a svendere parti della sanità e di altri servizi essenziali per l'ennesima volta.
Certamente l'attuale crisi internazionale ha poi aggravato le cose, ma rispetto ad altri paesi il problema del fisco ci caratterizza da anni.
Una struttura fiscale che non riesce a combattere fattivamente l'evasione, una burocrazia ottusa che impedisce di fatto le iniziative innovative e i possibili nuovi modi di fare economia, completano il desolante panorama italico.
Qui da noi per le start-up la vita è molto più difficile che in altri posti e per i giovani le possibilità di affermarsi sono ridotte al lumicino.
Sarebbe interessante ricordare - quando si parla di flussi migratori e richiedenti asilo - che molte migliaia di giovani italiani sono costretti ad andare all'estero ogni anno per poter vivere e lavorare decentemente.
Hanno studiato qui ma i risultati delle loro capacità saranno tutti a beneficio di altre economie.
