Ieri sera il rientro a casa è stato quanto mai avventuroso; per “danni causati dal maltempo” (leggi: “inverno”) ho fatto un viaggio in treno in stile transiberiana.
Come spesso succede, per ingannare il tempo ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con degli studenti di un istituto tecnico della zona che cercavano di raggiungere casa.
Parlando di matematica e di informatica mi hanno chiesto chi secondo me, poteva essere ricordato oggi per aver contribuito alla creazione del nostro mondo digitale.
Dopo un primo momento di imbarazzo - di solito in treno non si affrontano argomenti così elevati - mi sono venuti in mente tre nomi: Alan Turing, Tim Berners-Lee e Dennis Ritchie.
Da qualche anno si parla molto di Turing – un film non eccezionale e una biografia strepitosa hanno fatto conoscere al grande pubblico quello che è uno dei padri della cibernetica e dell'informatica moderna; purtroppo per motivi di sicurezza nazionale, gran parte dei suoi lavori più interessanti hanno potuto vedere la luce soltanto negli primi anni '60.
Per l'ipocrisia del tempo e per l'omofobia imperante Turing è morto suicida nel 1954.
Matematico, logico e crittoanalista ha posto i fondamenti dell'informatica elaborando i concetti di algoritmo e di macchina “universale” programmabile e di “intelligenza artificiale” illustrandoli logicamente in modo chiarissimo.
Quelle che erano brillanti intuizioni - ricordiamo Ada Lovelace e la sua corrispondenza con Charles Babbage e Luigi Menabrea - si sono trasformate in una visione organica e moderna che ha posto le basi dell'informatica attuale.
Giù il cappello di fronte ad Alan – senza di lui noi smanettoni, attacca-cavi e macinatori di programmi avremmo potuto dedicarci all'agricoltura anche se poi forse non sarebbe stato proprio un male …
Tim Berners-Lee è il secondo nome che mi è venuto in mente – un ingegnere informatico che al Cern di Ginevra ha contribuito a creare e sviluppare un progetto sugli ipertesti che ha originato il World Wide Web.
Non ha brevettato nessuno dei suoi lavori consentendone la diffusione planetaria e sostenendo da sempre che Internet debba restare aperta, gratuita e neutrale.
Neanche Carlo Rubbia all'epoca influente collaboratore del Cern, volle proporre lo sfruttamento industriale degli studi sul www.
Con il senno di poi quella che sembrò una posizione “originale e strana” del fisico italiano (secondo i giornali dell'epoca) ci ha regalato Internet così come la conosciamo.
Dennis Ritchie è il meno conosciuto dei tre, ci ha lasciato nel 2011 e soltanto pochi se ne sono accorti.
Brillante fisico e matematico sviluppò la prima versione del sistema operativo Unix e nel 1971 insieme a Thompson e a Kernighan creò il linguaggio di programmazione C usatissimo anche ai giorni nostri.
In ogni dispositivo di rete, computer o procedura informatizzata troverete sempre un pezzettino della sua opera. Chiunque usi uno smartphone, un computer, un bancomat o un servizio informatico sta usando qualcosa scritto da Ritchie.
Quello che mi stupisce è che queste cose non si studiano a scuola; qualche professore “illuminato” ne parla ma quasi mai in profondità.
Anche i giornali e le tv perdono tempo a stabilire se il crocifisso debba essere esposto o no nelle aule scolastiche ma quasi mai parlano di questi uomini e di quello che hanno fatto.