giovedì 20 ottobre 2022

C'era una volta una banca

 


La vicenda di Montepaschi di Siena ci costa quasi due miliardi di euro. 

Il quarto gruppo bancario italiano ha come maggior azionista lo stato dal 2017. La crisi di MPS nasce con acquisti e operazioni discutibili come quella di Antonveneta e con 26 miliardi di perdite sui crediti accumulati fra il 2006 e il 2016. 

La recessione ha impedito a molte imprese di onorare i debiti contratti ma il buco vero e proprio è stato  causato dai tanti (troppi) finanziamenti concessi ad "amici e parenti" senza adeguate garanzie. 

MPS è storicamente da anni in mano al PD senese ma anche altre formazioni politiche tra cui Forza Italia hanno sollecitato ed ottenuto prestiti facili ad imprenditori e soggetti a loro vicini.

Il crollo di Lehman, la crisi dello spread e le nuove regole europee hanno poi aggravato lo stato delle cose.

E il governo Draghi ancora una volta ha preferito dimenticare colpevolmente le vicende giudiziarie del gruppo e ricorrere ai soldi pubblici per chiudere la questione pur essendoci la possibilità concreta di un risanamento vero che però avrebbe probabilmente intaccato il potere dei gruppi politici di cui sopra.

Risorse che potevano essere destinate ad aiuti concreti per chi sta soffrendo duramente la crisi, verranno impiegate per salvare un discutibile  sistema politico-feudale tipicamente tutto italiano.

Nel frattempo il ddl "Anziani" varato alla chetichella durante l'ultima seduta del governo Draghi  prevede l’istituzione a parte di un servizio di assistenza solo per gli anziani malati cronici. 

Gli aiuti alle famiglia con persone non autosufficienti verranno praticamente azzerati.