Secondo dati Istat nel 2024 in Italia le nascite sono calate del 2,6% - un nuovo minimo storico. A fronte di circa 650.000 decessi le nuove nascite non hanno superato le 369.000 unità.
Un saldo negativo che equivale più o meno alla scomparsa della popolazione di una città come Venezia o Catania. E nel primo semestre del 2025 questa tendenza negativa sembrerebbe continui ad aumentare in modo preoccupante.
Altri dati contribuiscono ad illustrare dei cambiamenti per niente buoni; la scolarizzazione diminuisce, diminuiscono i laureati e siamo diventati i penultimi in Europa come numero di diplomati.
Se teniamo anche conto di tutti quei giovani che usciti dalle nostre università vanno a lavorare all'estero, il quadro è veramente desolante.
Per ora nessuno sembra preoccuparsi troppo anche se stiamo diventando un paese di vecchi. Gli anni del boom economico sono lontani e ormai mettere su famiglia è sempre più difficile e costoso.
Mestieri e professioni che garantivano una vita normale ormai neanche assicurano più la sopravvivenza; una fascia notevole della popolazione pur lavorando, è finita sotto la soglia di povertà - una tendenza in forte aumento con la quale prima o poi dovremo fare i conti.
Basta vedere chi oggi frequenta le sedi della Caritas o di altri enti assistenziali. Qui il numero di persone che hanno un lavoro ma non riescono comunque a vivere decentemente è in continua crescita.
Questo è un problema che ci sta letteralmente facendo scomparire come paese e sta complicando l'economia e la qualità dei servizi.
Con queste tendenze non si capisce chi sosterrà il costo dei servizi e delle pensioni dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Qui da noi purtroppo nessun politico ha mai pensato di prendere i soldi a chi ce li ha. L'assenza di una patrimoniale efficace, un sistema fiscale che è in gran parte sulle spalle di chi percepisce un reddito fisso o di chi è un piccolo imprenditore o artigiano, hanno fatto si che servizi pubblici come sanità, scuola e trasporti funzionino sempre peggio a causa di una ovvia e cronica mancanza di risorse.
L'età pensionabile viene aumentata in continuazione per cercare di risparmiare risorse anche se poi questo trend blocca il mercato del lavoro e produce altri guai. La tanto deprecata legge Fornero è attuale più che mai, anzi proprio chi voleva abrogarla la sta rendendo sempre più severa.
Oggi non è infrequente vedere settantenni su impalcature o alla guida di camion o di macchine per il movimento terra e il numero dei morti sul lavoro è in preoccupante aumento.
Scuola e sanità qui da noi sono enormi carrozzoni senza risorse e senza pianificazione intelligente - basta vedere le liste di attesa per prestazioni sanitarie basiche e la qualità delle stesse.
Credo che questi argomenti non siano mai stati affrontati fino in fondo da nessuna forza politica e nessun partito, una cosa che ha fatto si che la disaffezione alla vita pubblica e alla politica sia diventata un'abitudine comune a molti.
Ad ogni tornata elettorale aumenta il numero di chi rimane a casa. Anche alle ultime regionali il numero dei non votanti è salito - praticamente il 50% non ha partecipato al gioco.
Se fossi un politico mi preoccuperei moltissimo di questa disaffezione crescente, di questo apatico disinteresse diffuso - invece per molti rappresentanti di partito l'astensionismo sembra essere diventato inevitabile, quasi fisiologico.
Probabilmente la politica progressista di oggi non parla più la stessa lingua della gente e non propone più argomenti e obiettivi degni di considerazione. In effetti è da tempo che si propone poco e si combatte sempre contro qualcuno ma mai per qualcosa.
Anche le alleanze - i "campi larghi" spesso non portano avanti rivendicazioni, non propongono soluzioni, non parlano del raggiungimento di certi obiettivi ma trovano la loro ragione d'essere semplicemente per cercare di battere l'avversario.
Un classico è rappresentato dai modi con cui si fa campagna elettorale - la preoccupazione principale non è quella di proporre e illustrare obiettivi ma è quella di proporre candidati.
Le alleanze sono fatte tra chi è d'accordo sulle persone da eleggere. Delle proposte, degli obiettivi e su cosa fare per raggiungerli si parla pochissimo o non si parla per niente.
Probabilmente se cambiasse questo modo di fare politica chissà, magari quell'italiano su due che rimane fuori dai giochi potrebbe ritornare a dire la sua e il nostro paese potrebbe risvegliarsi e ritornare a crescere.







