domenica 3 agosto 2025

Recessione

 


L'applicazione dei dazi alle nostre esportazioni negli Stati Uniti ha complicato ed aggravato una situazione economica già abbastanza precaria.

Probabilmente se nell'immediato non cambierà qualcosa dovremo aspettarci una recessione economica notevole. 
Con una situazione che ha visto i gruppi industriali più grandi progressivamente ritirarsi dal nostro paese o vendere asset importanti, anche le industrie che esportavano in uno dei mercati più redditizi al mondo dovranno superare grosse difficoltà.

Fino ad ora i nostri governanti non hanno neanche provato a discutere per difendere il nostro export. Per alcuni di loro i dazi USA potrebbero addirittura essere "un'opportunità" - non si capisce per fare cosa.

Neanche l'Europa purtroppo ha cercato di opporsi seriamente. Sembra che dovremo subire una politica economica dove pagheremo l'energia sempre di più, spenderemo sempre più soldi in armi e avremo difficoltà a vendere i nostri prodotti all'estero.

Per quanto ci riguarda si prevede un aggravio di circa quindici o venti miliardi di euro all'anno o poco più. Praticamente un ponte sullo stretto ogni 365 giorni. 

Nel 2021 l'export negli USA è stato di circa 49 miliardi di euro - moda, macchinari industriali, elettronica, alimentari, prodotti agricoli e vini, elettromedicali e componenti tecnologici hanno contribuito a sostenere il nostro apparato produttivo che per altri versi non ha ottenuto grandi risultati - vedi quello che è successo nel settore delle auto con le dismissioni di marchi storici e di attività consolidate.

Già molte industrie e diversi settori produttivi stanno parlando di "ridimensionamento" e come al solito, i lavoratori ne faranno le spese.

Nessuno ha pensato a tassare gli extra-guadagni dei grandi gruppi americani che qui da noi godono di trattamenti di favore in tema di tassazione.

I nostri governanti fino ad ora hanno tenuto un atteggiamento che ricorda quello di fedeli camerieri, fregandosene delle conseguenze e dicendo cose che rivelano una totale ignoranza in materia d'economia.

La nostra coraggiosissima premier non è riuscita a fare altro che chiedere un prestito europeo che pagheranno anche i nostri nipoti per l'acquisto di armi. 

Per quanto riguarda però il problema delle esportazioni negli USA silenzio assoluto.