domenica 27 aprile 2025

Lo zero

 


Uno dei fondamentali della matematica moderna è lo zero. Gli arabi introdussero il concetto intorno all’anno mille mutuandolo dagli indiani che sembrerebbe già da alcuni secoli avessero elaborato dei sistemi di calcolo simili a quelli odierni. 
Le nostre maestre di scuola elementare ci hanno insegnato che senza lo zero è estremamente complicato rappresentare grandi numeri – provate a “tradurre” 1.956.000.240 in numeri romani – e che la notazione decimale rende più semplici tutti i calcoli. 
Quest’argomentazione è solidissima ma il concetto di zero è importante anche per esprimere e formulare correttamente teorie e postulati alla base della fisica moderna, dell’astronomia, della geometria e del calcolo matematico avanzato. 
Provate a pensare al punto d’origine dei quadranti algebrici o alla teoria del big bang senza il concetto di punto zero o di istante zero. 
E cosa sarebbe la ricerca delle particelle subatomiche se non fosse possibile ipotizzare la particella finale, quella che si differenzia dalle altre soltanto perché emerge dal nulla cioè dallo zero. Proprio la rappresentazione del nulla è quella che consente la raffigurazione del tutto partendo da zero.
Anche nei modi di dire lo zero è usato per esprimere concetti ben precisi: “partire da zero” o “ritornare a zero” . Molti apprezzano come qualità personale l’essere “partiti da zero” o quella di illustrare decisioni in modo risoluto – “le chiacchiere stanno a zero”.
Altro concetto che è possibile esprimere è la raffigurazione del valore e delle doti personali: “vale zero”, “è proprio uno zero”, “zero assoluto” (che per inciso è anche un concetto della termodinamica assai intrigante). 
Tutti gli apprezzamenti negativi insistono quasi sempre sulla assenza di qualsiasi qualità personale legata proprio al non muoversi dal punto d’origine. 
“Rimanere a zero” ed essere nullità complete, rimanere in una stasi accidiosa e colpevole negando qualsiasi possibilità di cambiamento o di evoluzione.
Ora proprio questo permanere stolidamente al punto di partenza, negare ogni possibilità di cambiamento, uccidere qualsiasi curiosità rappresentando soltanto 
il nulla è la seconda natura del concetto dello zero; oltre che punto d’inizio anche indicatore dell’assenza di cambiamenti evolutivi e quasi negazione della vita stessa.
Spesso le persone presentano questa interessante doppia personalità in molte situazioni – non ascoltano ragioni nel timore di allontanarsi dal loro punto d’origine, non si muovono, non si trasformano, non cambiano idea, non si mettono in discussione, non fanno autocritica e non imparano nulla dagli errori commessi. 


Zero.