I
dati relativi all'andamento del pil pubblicati in questi giorni sono
impietosi – nonostante il prezzo del petrolio, nonostante un
mercato del lavoro ormai senza regole, nonostante i tagli
indiscriminati l'Italia non cresce. I nostri governanti hanno
incolpato il terrorismo, la brexit e la crisi dei migranti.
In
realtà brexit (avvenuta da troppo poco tempo per condizionare così
la nostra economia) e terrorismo c'entrano poco, i migranti per
niente – il paese non cresce perché è ormai chiuso da politiche
assurde a cui pochi si oppongono. Domandate a tutti quelli che hanno
provato oggi ad iniziare un'attività - a mettere su “bottega” -
i costi che hanno sostenuto, le burocrazie e le difficoltà che
incontrano e gli ostacoli che superano quotidianamente.
Parlando
di economia spesso siamo portati a pensare ai grandi gruppi
finanziari o alle grandi industrie ma l'Italia è stata sempre
caratterizzata dalla presenza di imprese medie e piccole, di
artigiani e di piccoli imprenditori. Settori come il turismo e la
moda sono rappresentati da una miriade di piccole realtà
spesso gestite su basi familiari che non hanno mai avuto paura di
niente e di nessuno; idee nuove, fantasia e flessibilità hanno da
sempre caratterizzato queste attività che oltretutto hanno formato
professionalità invidiabili.
I
grandi gruppi industriali invece hanno avuto comportamenti simili a
quelli di uno sciame di cavallette; spesso coccolati con aiuti
statali e politiche protezionistiche compiacenti, quando i giochi
hanno iniziato a diventare duri le grandi imprese hanno
alzato le braccia al cielo delocalizzando la produzione, licenziando
e trasferendo attività e contabilità – il caso Fiat è un
classico. Fatta terra bruciata, l'unica soluzione sembra essere
quella di scappare verso altri lidi.
Altro
punto da considerare è che in tempo di crisi le politiche di
austerità non hanno mai funzionato in nessun paese del mondo;
aumentare le tasse e ridurre i servizi serve solo a bloccare ogni
tentativo di crescita e a scatenare l'incertezza.
Oggi
nel nostro paese per la prima volta i figli sono più poveri dei
genitori e con minori possibilità ; la certezza di miglioramento che ha
accompagnato la vita delle vecchie generazioni non è più scontata e
il futuro appare sempre più incerto. Purtroppo sembra che molti
siano praticamente “addormentati” e sopratutto i giovani che
dovrebbero essere la forza propulsiva di ogni cambiamento, sembrano
latitare pericolosamente.
I
nostri governanti – ora in ferie – stanno dimostrando un
dilettantismo e un pressapochismo totale, presi da altre
preoccupazioni come mettere le mani sulla costituzione, assistere
alle olimpiadi o evitare argomenti spinosi come le pensioni, sistema
sanitario o istruzione che riforme da dilettanti hanno completamente
rovinato.
Acquistiamo
F35 e fino ad ora nessuno è riuscito a quantificare quanto costano
esattamente gli interventi militari – tanto poi chiudiamo ospedali
e mettiamo a pagamento prestazioni sanitarie per risparmiare.







