Da parecchio tempo si discute sulle implicazioni dell'incredibile progresso delle capacità di calcolo dei computer.
I progressi della cibernetica stanno rendendo reale la possibilità di avere in un futuro molto prossimo macchine pensanti che valutando gli errori commessi possano “imparare”, “crescere” o addirittura "decidere".
I pessimisti pensano che computer sempre più potenti possano magari formarsi una “coscienza di classe”, cercando anche di sottomettere gli uomini che li hanno creati come illustrato in molti racconti di fantascienza - ricordate Isaac Asimov o Ray Bradbury?
Altri più banalmente, fanno notare che i computer hanno già da tempo un ruolo dominante di controllo delle nostre vite che ha raggiunto livelli intollerabili e poco compatibili con le più elementari libertà personali.
Noi uomini abbiamo notevoli capacità di adattamento – facciamo un po' di tutto non avendo specializzazioni biologiche estreme; ci adattiamo a climi e situazioni diverse e siamo in grado di cambiare modi di vivere, usanze e credenze nello spazio di una generazione.
Ma è proprio questa caratteristica positiva a essere anche il nostro più grande limite. Facciamo tutto e male e non riusciamo al 100% in niente.
Nella vita pratica un robot specializzato di solito svolge poche attività ben precise magari per 24 ore al giorno sempre perfettamente.
Un tornio robotizzato lavorerà pezzi perfetti pur non sapendo cantare e il sistema di parcheggio della nostra auto ci assisterà nelle manovre ma non suonerà il violoncello e non perché non sia tecnicamente possibile ma semplicemente perché non sarebbe utile ed economico farlo.
Inoltre lo scoglio da superare per avere una parvenza di “umanità” in un computer è il parallelismo delle nostre strutture cerebrali.
Abbiamo una quantità enorme di neuroni e di sinapsi che funzionano sia su basi chimiche che elettriche – una quantità enorme di “processori” molto semplici che formano una rete di miliardi di nodi con una ridondanza elevatissima.
In un certo senso è l'esatto opposto di un computer che rispetto a noi ha pochi processori di calcolo e un bus di comunicazione che confrontato con il nostro midollo spinale è molto più rozzo e di diversi ordini di grandezza inferiore.
Probabilmente è per questo che non avremo un “droide protocollare” ai nostri ordini come C-3PO di Star Wars, perlomeno nell'immediato futuro.
Quello che possiamo avere oggi è un'altra cosa che sta avendo sviluppi promettenti; l'iterazione tra sistemi artificiali e sistemi naturali ha permesso di curare alcune malattie e alcune patologie ritenute senza possibili soluzioni di guarigione.
Molti privi dell'udito hanno avuto la possibilità di sentire suoni e voci per la prima volta e si pensa che sia possibile impiantare una telecamera a che è privo della vista o a sostituire arti mancanti o danneggiati con equivalenti artificiali comandati direttamente dal sistema nervoso.
Dai primi pacemaker le possibili connessioni tra artificiale e naturale hanno fatto passi da gigante – la ricerca vede impiegate risorse della medicina, della biologia e dell'informatica in una interdisciplinarità allargata impensabile fino a pochi anni fa.
Altro campo in cui l'intelligenza artificiale è già pesantemente presente è quello della gestione di internet, dell'informazione e dei social.
Già da tempo i nostri comportamenti sui social sono gestiti da algoritmi che cercano di classificare i nostri gusti e di avere a disposizione quanti più dati personali possibili inerenti alla vita, alle abitudini e ai desideri di chi frequenta i social network.
Opinioni, desideri, passioni ed interessi vengono pilotati pesantemente da anni e i social scelgono per noi cosa acquistare, che musica ascoltare o che politico votare anche se pochi sembrano accorgersene. In questo campo l'intelligenza artificiale predittiva ha veramente fatto passi da gigante.
Algoritmi originariamente impiegati nei motori di ricerca, oggi gestiscono le attività di milioni e milioni di utenti sui social. Siamo bombardati da pubblicità sempre più mirate e adattate ai nostri gusti e il mondo parallelo dei social si sta sostituendo in modo preoccupante al mondo reale.
Anche la politica si è immediatamente adeguata alla situazione; scelte fatte senza argomentazioni e senza discussioni, sulla base della pancia dell'elettorato e spesso completamente slegate dai bisogni della vita reale - provvedimenti inutili ma di grande visibilità - veri e propri argomenti di distrazione di massa.
Tanto il passato non esiste.
