Appare ormai evidente che i servizi pubblici italiani - sanità, scuola, pensioni e trasporti - versano in uno stato ignobilmente pietoso.
Soprattutto la sanità che era considerata una delle migliori d'europa, da una trentina d'anni è sempre meno efficiente. Pronto soccorsi con attese di giorni, analisi di routine con tempi di prenotazione assurdi (che miracolosamente si accorciano se ci si rivolge, ovviamente pagando, al settore privato) ed episodi sempre più frequenti di palese inefficienza.
Un altro segnale preoccupante è quello dell'aspettativa di vita che qui da noi sta da qualche tempo diminuendo in modo preoccupante in netta controtendenza rispetto agli altri paesi d'europa.
Praticamente molti hanno rinunciato a curarsi; soprattutto i ceti meno abbienti che non potendo rivolgersi alla sanità privata, tirano avanti come facevano i nostri nonni e il risultato ci avvicinerà sempre più ai paesi in via di sviluppo .
Malattie e patologie in teoria perfettamente curabili mietono sempre più vittime. Paradossalmente vent'anni fa era molto più facile curarsi che adesso.
Tutti gli schieramenti politici hanno ripetuto e ripetono ancora il mantra delle "risorse limitate", della "carenza di fondi", della "mancanza di mezzi" - nessuno escluso.
Destra e sinistra hanno chiuso ospedali, nosocomi e pronto soccorsi e hanno affidato sempre più frequentemente attività basilari ed importanti ai privati.
In un passato neanche troppo lontano, molti politici italiani - anche progressisti - hanno magnificato la privatizzazione delle attività pubbliche.
Ormai abbiamo settori vitali, come quello delle telecomunicazioni, completamente in mano ai privati (ricordate la privatizzazione di Telecom sponsorizzata da Prodi e da D'Alema che ancora stiamo pagando ...?) e anche la sanità pubblica è stata completamente distrutta da queste scelte folli.
Abbiamo sempre meno ospedali e meno posti letto e la fasce deboli della popolazione sono sempre più a rischio.
Gino Strada profeticamente, espose questi dubbi tanti anni fa - qualcuno lo avrebbe voluto ministro della sanità ma poi è andata come è andata - se avete modo rileggetevi quello che aveva detto in proposito.
Quello che secondo me dobbiamo metterci in testa è che molti settori dei servizi pubblici non produrranno mai guadagni diretti e non potranno mai essere gestiti come un'azienda privata.
Trasporti pubblici funzionanti ad esempio possono ridurre l'inquinamento in modo sostanziale, ridurre le ore di lavoro perse nel traffico delle auto private, rendere le nostre strade e le nostre città sempre più vivibili, anche se non saranno mai completamente renumerativi nel normale esercizio.
Dovrebbe essere facile da capire - invece di farci cambiare auto ogni tre anni per acquistare modelli più "ecologici" - immaginiamo di poter lasciare l'auto parcheggiata sotto casa e andare a lavorare in metropolitana.
Immaginiamo di poterci curare senza attese assurde e immaginiamo che i soggetti più esposti come gli anziani o i malati cronici possano avere una qualità di vita migliore e pesare meno sulle famiglie - soprattutto quelle a basso reddito.
Ovviamente per raggiungere questi obiettivi servono risorse economiche notevoli e non è pensabile che queste vengano trovate continuando a ridurre il tenore di vita della gente comune, dei lavoratori dipendenti, dei pensionati o delle piccole imprese.
I soldi vanno presi a chi ne ha in abbondanza - occorre tassare gli extra-profitti (pensiamo a quelli del mercato dell'energia o a quelli delle banche), prevedere una tassazione sui grandi patrimoni e razionalizzare il sistema fiscale.
Non sto parlando di provvedimenti da soviet ma di cose che paesi europei come Germania, Spagna e Francia hanno già fatto da tempo seriamente.
Purtroppo qui da noi anche lo schieramento progressista - o presunto tale - non sarà mai ricordato per politiche economiche avanzate - basti pensare al sostegno alla fantomatica "agenda Draghi" o all'inerzia in tema di politiche di tassazione più razionali o a provvedimenti per il sostegno delle fasce più deboli della popolazione.
I nostri salari sono tra i più bassi d'Europa e per chi è finito fuori dal mercato del lavoro non c'è alcuna protezione come avviene invece in altri paesi. Gli stessi sindacati che dovrebbero tutelare la forza lavoro, hanno siglato accordi criminali per retribuzioni infami al limite dello schiavismo.
Occorre tener presente quello che dovrebbe essere l'obiettivo fondamentale fondamentale della politica - il miglioramento del tenore e della qualità della vita di tutti - nessuno escluso.
