mercoledì 7 dicembre 2022
Stipendi ed illusioni
sabato 26 novembre 2022
Sanità
A Madrid duecentomila persone hanno manifestato in difesa della sanità pubblica dopo gli annunci di riforme dei governi regionali di centro-destra che vogliono chiudere pronto soccorsi e centri di assistenza primaria e limitarne drasticamente le risorse.
La sanità pubblica italiana - a parte le proposte intelligenti di Tina Anselmi (ricordiamo l'istituzione del servizio sanitario nazionale e le limitazioni imposte allo strapotere delle industrie farmaceutiche) - è stata sempre la cenerentola di tutti i governi.
Scarse risorse stanziate e regali ai privati hanno contraddistinto quasi tutte le formazioni politiche che ci hanno governato in questi ultimi anni.
Tutte le proposte di tagli e di privatizzazione dei servizi sanitari e ospedalieri da trent'anni a questa parte, hanno girato sempre intorno alla "mancanza di risorse" che sembra essere un ineluttabile leit motiv per demolire tutti i servizi pubblici (pensiamo a quello che è successo con trasporti e autostrade).
In realtà se vi va di perdere un po' di tempo su internet potrete vedere facilmente che la spesa procapite per i servizi sanitari di altri paesi non è così distante dalla nostra e in alcuni casi è anche inferiore.
Poi con il vantaggio di avere sistemi fiscali che fanno pagare le tasse in modo più equo e proporzionato del nostro, gli altri paesi europei riescono ad avere a disposizione risorse atte a garantire prestazioni sanitarie decenti e con tempi di attesa molto più brevi dei nostri.
Purtroppo la legge del 23 dicembre 2005 (per inciso fatta dagli stessi scienziati che ci governano ora) non solo ha permesso il blocco del turnover nel sistema sanitario insieme al taglio dei posti letto, ma ha spalancato le porte ai soggetti privati, agli appalti facili, agli "amici e parenti" (vedi la gestione Formigoni in Lombardia) e ha causato le situazioni drammatiche che riscontriamo ormai da tempo negli ospedali e nei pronto soccorsi.
Soltanto il governo Conte ha aumentato i posti nelle scuole di specializzazione e ha sbloccato il turnover ma per vedere i risultati di questa manovra servirà attendere la fine dei percorsi formativi iniziati da poco - probabilmente si inizierà a percepire qualche leggero miglioramento dal 2024 in poi.
Tutto questo sempre che qualcuno dei nostri "scienziati" non metta i bastoni tra le ruote come ora sembra possa accadere.
La voglia di smantellare tutto quello che gli "altri" hanno fatto, la demagogia e il pressapochismo di certe scelte credo che affosseranno definitivamente la sanità pubblica.
Ma da chi sostiene che l'Italia abbia trentaquattromila "chilometri quadrati" di coste o che ci sia un tunnel per neutrini da Ginevra al Gran Sasso c'è poco da sperare.
I mezzi di informazione poi aiutano ben poco - tra i servizi sul parrucchiere della Meloni o sul divorzio di Totti - c'è poco da stare allegri.
venerdì 25 novembre 2022
Forti con i deboli
Il vecchio detto "forti con i deboli e deboli con i forti" descrive perfettamente l'operato del nuovo governo.
Dopo anni di opposizione urlante e di proposte fantasiose, Giorgia Meloni si è scontrata con la dura realtà.
Assenza di risorse, pressapochismo e mancanza di una vera classe dirigente capace di governare seriamente, hanno prodotto una manovra economica che ancora una volta castiga i più deboli ed è piena di falle e di errori marchiani.
Ovviamente le sparate sentite in campagna elettorale da subito apparse irreali, hanno lasciato il posto alla prosecuzione pedissequa delle politiche economiche di Draghi - la Meloni ora è costretta a fare il lavoro sporco dopo che il "Migliore" si è opportunamente eclissato al momento giusto.
Non gli dovrebbe risultare difficile farlo - è una che in passato ha asserito che Ruby fosse la nipote di Mubarak, ha votato a favore della riforma Fornero e dei provvedimenti del governo Monti e di tante altre porcate - tutto questo nonostante il piglio da pasionaria rivoluzionaria che ha incantato l'elettorato.
Pur di rimanere in sella ha detto tutto e il contrario di tutto (trivelle no, ma oggi si ...) rispettando in pieno la miglior tradizione della politica italiota.
Con le sue sparate è riuscita a montare una campagna di distrazione di massa - aiutata anche dalla mancanza di una opposizione intelligente e con i mezzi di informazione ormai totalmente asserviti - dove sembra che la colpa della crisi sia di chi "preferisce rimanere sul divano", dove non si parla di tassazione sugli extra-profitti ma di improbabili blocchi navali come se lo sbarco di poveri morti di fame sia il principale motivo della crisi.
Che gli aumenti delle pensioni siano insulti al limite del ridicolo, che la sanità stia soccombendo definitivamente sotto l'assalto dei privati e che si riparli del ponte sullo stretto e non di salari fermi al palo da trent'anni, non sembra incidere per ora sul sostegno di chi l'ha votata.
Non si pensa a una riforma fiscale organica o a controlli condotti seriamente ma si preferisce fare qualche regalino a chi già non ha problemi, non si parla di aumento delle retribuzioni ma si pensa di erogare soldi a chi si sposerà in chiesa in un clima da sagra paesana e di sospendere il reddito di cittadinanza.
A livello internazionale stiamo riuscendo a collezionare figure di merda epocali ma in assenza di proposte e di persone serie c'era da aspettarselo.
Ricordate il "tunnel dei neutrini" ? E gli ottantaquattromila chilometri "quadrati" dei litorali italiani ? Beh, questi scienziati sono ancora al potere.
Probabilmente finiremo ancora una volta in amministrazione controllata - ma con la crisi economica mondiale e le tensioni internazionali odierne avremo pochissime probabilità di cavarcela senza ritornare all'età della pietra.
Per un paese che era uscito dalla guerra con un trend di sviluppo simile a quello del Giappone sarà un bel risultato - pensateci.
sabato 12 novembre 2022
Crisi
Con aziende che chiudono, attività che scompaiono e bollette da pagare, vanno avanti battaglie epocali come le misure contro i rave o contro gli sbarchi di poveri morti di fame che cercano soltanto di sopravvivere a guerre e carestie.
Tutti i giornali e le tv però ci stanno rendendo edotti sulla querelle Meloni-Macron tra interviste, dichiarazioni e prese di posizione dei diretti interessati e dei loro entourages, tra recriminazioni, dati palesemente falsi e stronzate amplificate ad effetto.
Nel frattempo a Taranto l'Ilva ha bloccato le attività di 145 aziende dell'indotto congelando gli appalti e mettendo a rischio più o meno un migliaio di posti di lavoro.
L'ad di Acciaierie d'Italia - Lucia Morselli - con un comunicato-diktat ha interrotto le attività assegnate a terzi e invitato tutte le ditte appaltatrici a sgomberare i loro mezzi dalle acciaierie entro il 14 di questo mese.
Anche il comparto ceramiche italiano dopo un buon 2021 sta rischiando grosso - a causa dei costi dell'energia molte aziende hanno preferito spegnere i forni e diminuire le attività.
Tra produzione di piastrelle e rivestimenti, laterizi, materiali refrattari e sanitari parliamo di oltre trentaduemila lavoratori in tutta Italia.
In tanti altri settori come quelli della ristorazione, dell'accoglienza e del turismo, la crisi si fa sentire sempre più nonostante il turismo post-covid sembrava avesse ripreso a livelli eccellenti.
Fino ad ora - a parte la comodità di poter uscire con cinquemila euro in tasca, non si capisce che misure verranno adottate per cercare di limitare i danni causati da quella che sta diventando la peggior crisi economica degli ultimi cinquanta anni.
sabato 22 ottobre 2022
Chip
Oltre al prezzo dell'energia in salita - un trend puramente speculativo innescato dalla guerra in Ucraina - anche le tensioni tra USA e Cina stanno causando altri notevoli danni alle economie occidentali.
Gli USA da tempo hanno stilato una lista dei partner commerciali cinesi ritenuti inaffidabili - in questo elenco ci sono tutte quelle industrie di elettronica alle quali vengono applicate restrizioni all'acquisto di chip e microprocessori di fascia alta.
Sostenendo che l'esportazione di dispositivi attivi sofisticati metta a rischio la sicurezza nazionale gli USA in realtà, stanno scatenando una guerra commerciale vera e propria contro i produttori cinesi riducendo in modo mirato l'export di tecnologie avanzate verso quei soggetti che sono considerati pericolosi concorrenti in affari e in politica.
La Cina produce neanche il 15% dei componenti attivi che usa per le sue produzioni - il resto lo acquista principalmente dagli Stati Uniti e in minor quantità da altri paesi asiatici.
I cinesi hanno parlato di "bullismo tecnologico" ma queste misure stanno facendo danni anche alle economie di altri paesi e a gran parte della filiera delle industrie di elettronica di tutto il mondo che acquistano dalla Cina non soltanto prodotti finiti, ma anche pezzi "semi-assemblati" e dispositivi da assemblare.
Le stesse industrie americane non potendo più vendere a molte aziende cinesi, nel 2020 hanno avuto una contrazione del fatturato di oltre il 37% secondo stime attendibili del Boston Consulting Group.
Probabilmente prima di cinque o sei anni questi paesi non saranno in grado di rendersi autosufficienti e competitivi in tale campo.
La guerra commerciale dei chip unita agli effetti del lungo periodo covid sta avendo effetti su moltissimi comparti tecnologici come quello dell'automotive dove iniziano a scarseggiare diversi componenti e molti tipi di dispositivi mancano del tutto ritardando le consegne di nuove auto.
Gli USA stanno cercando di impedire a tutti i costi di essere sorpassati economicamente dalla Cina - imprese come la Apple stanno spostando le loro produzioni in Vietnam e in India dopo i rallentamenti delle produzioni cinesi e dopo che l’Ufficio americano per l’industria e la sicurezza (BIS) ha preso a bollare come "non verificate" decine di industrie in Cina.
Come ogni manovra protezionistica anche questa rischia di fare più danni che guadagni ma è tipico delle superpotenze inneggiare al libero mercato solo quando fa comodo.
Questa crisi è solo all'inizio - purtroppo l'Europa non sta facendo quasi niente per cercare di scongiurarla o almeno di mitigarne gli effetti.
giovedì 20 ottobre 2022
C'era una volta una banca
La recessione ha impedito a molte imprese di onorare i debiti contratti ma il buco vero e proprio è stato causato dai tanti (troppi) finanziamenti concessi ad "amici e parenti" senza adeguate garanzie.
MPS è storicamente da anni in mano al PD senese ma anche altre formazioni politiche tra cui Forza Italia hanno sollecitato ed ottenuto prestiti facili ad imprenditori e soggetti a loro vicini.
Il crollo di Lehman, la crisi dello spread e le nuove regole europee hanno poi aggravato lo stato delle cose.
E il governo Draghi ancora una volta ha preferito dimenticare colpevolmente le vicende giudiziarie del gruppo e ricorrere ai soldi pubblici per chiudere la questione pur essendoci la possibilità concreta di un risanamento vero che però avrebbe probabilmente intaccato il potere dei gruppi politici di cui sopra.
Risorse che potevano essere destinate ad aiuti concreti per chi sta soffrendo duramente la crisi, verranno impiegate per salvare un discutibile sistema politico-feudale tipicamente tutto italiano.
Nel frattempo il ddl "Anziani" varato alla chetichella durante l'ultima seduta del governo Draghi prevede l’istituzione a parte di un servizio di assistenza solo per gli anziani malati cronici.
Gli aiuti alle famiglia con persone non autosufficienti verranno praticamente azzerati.
mercoledì 19 ottobre 2022
Allons enfant
Qui da noi di tassazione sugli extra-profitti o di aiuti ai redditi più bassi non se ne parla proprio e non soltanto ora che c'è un governo di destra - non se ne è minimamente parlato neanche con il governo dei "migliori".
Un esponente di NOMISMA - società di consulenza economica e di ricerche di mercato fondata tra gli altri da Romano Prodi - ha consigliato agli italiani di procurarsi un gruppo elettrogeno per l'inverno; vedi la forza e l'autorevolezza dei nostri intellettuali ...
E ora l'ineffabile PD ora scopre che c'è gente in difficoltà e propone ricette e soluzioni ma prima che passasse all'opposizione ha seguito fideisticamente e ciecamente le direttive di un esponente dei grandi circuiti finanziari con i risultati che vediamo tutti.
Non credo che l'attuale governo abbia le capacità per fare qualcosa - staremo a vedere. Il fatto che l'informazione sia occupata poi con il parrucchiere della Meloni mentre 2400 lavoratori dell'Ansaldo sono stati messi per strada, non fa ben sperare.
venerdì 14 ottobre 2022
2400
Purtroppo c'è il solito tipico vizio tutto italiano, di non accorgersi di quello che sta succedendo fino a quando non si è coinvolti direttamente in prima persona.
I media in gran parte sono stati silenziosi come se niente stesse accadendo.
2400 licenziamenti all'Ansaldo potrebbero arrivare fino a diecimila e oltre calcolando tutto l'indotto che si muove attorno a questa realtà, ma nel modo della nostra informazione pilotata non c'è traccia di quello che sta succedendo.







