Cubani, vietnamiti oltre che cinesi e russi hanno inviato medici e
materiali per aiutarci nell’emergenza. Quelli che sono in genere considerati i
paesi “no”, brutti, sporchi e cattivi si sono mossi senza esitazioni.
Viceversa la nostra beneamata Europa si è presentata subito con le
frasi infelici della Lagarde – (che per inciso hanno fatto crollare
immediatamente le borse favorendo i guadagni di gruppi di speculatori) - e con molti dei suoi paesi membri che come
prima cosa hanno pensato bene di bloccare aiuti e materiali medici a loro
vantaggio e poi hanno pensato (ma solo pensato) a misure comuni per combattere
la pandemia.
La repubblica ceca con il suo governo, osannato a suo tempo da Salvini
e Meloni, ha pensato bene di appropriarsi di materiali e supporti sanitari
destinati a noi con una mossa degna dei peggiori banditi di strada.
Dopo questa
tempesta che mi auguro passerà presto, entreremo in una crisi economica senza
precedenti – spero che potremo affrontarla con le idee precise, avendo finalmente
chiaro chi lavorerà con noi per il benessere comune e chi no.
E dovremo anche ripensare al concetto di “beni comuni” – fino ad ora
ci siamo sacrificati per salvare banche e gruppi finanziari e chi si occupa dell’economia
dell’Europa unita, da tempo è espressione diretta della finanza privata che ha
dimostrato di essere molto poco interessata al benessere delle persone – l’esempio
greco è lampante.
L’idea di un’Europa senza frontiere è bellissima – spostarsi liberamente,
studiare in altri paesi, muovere merci senza dazi e senza intoppi burocratici è
sicuramente una grande cosa ma fino ad oggi stiamo pagando veramente troppo.
Abbiamo pagato per costruire distretti industriali in altri paesi e
molte delle nostre industrie hanno potuto delocalizzare la produzione chiudendo
fabbriche in Italia.
Quelle risorse, se erogate direttamente qui da noi, avrebbero potuto
evitare tutto questo. Anche gli accordi economici che non hanno fatto altro che
prestarci soldi che avevamo già versato all’Europa mi sembrano una colossale
stupidaggine.
Abbiamo dovuto ridurre molte delle nostre produzioni agricole per aderire
a dei patti scellerati firmati da politici che spesso non sanno neanche di che
si parla e chi pagherà per le loro decisioni.
In realtà questa Europa è servita soltanto ad alcuni paesi per poter
prevaricarne altri e per sottometterli.
La Germania è un classico esempio – ha avuto condonati quasi tutti i
debiti di guerra e ha avuto un trattamento di favore per potersi risollevare ma
ha poi preteso da Italia, Grecia, Portogallo e altri un rigore che ha
danneggiato le rispettive economie avvantaggiando la loro.
Un’economia che pretende rigore dagli altri ma poi falsifica i dati
delle emissioni dei diesel o protegge banche che andrebbero chiuse per aver
venduto per anni titoli tossici e per aver proposto ai clienti investimenti al
limite della truffa.
E ora, anche i politici che dovrebbero rappresentarci sono divisi tra
una fede cieca e ottusa in questa Europa e un sovranismo de “noantri” fatto di
chiacchiere, assenze (tanto lo stipendio da europarlamentare arriva comunque) e
un’opposizione di facciata fatta tutta sui social con solenni bufale e falsità ma non dove sarebbe realmente necessaria.
La speranza è che attraverso questa crisi - che sarà lunga e dolorosa
per noi tutti – possiamo finalmente aprire gli occhi e smetterla di giocare e iniziare a pensare.







