sabato 7 luglio 2018

Informatica




Siamo abituati a pensare di vivere nell’epoca dei computer - ogni giorno entriamo in contatto con l’automazione, con l’informatizzazione e con la virtualizzazione dei nostri dati personali e di tanti altri aspetti della nostra esistenza. 


Teniamo gli occhi incollati sui nostri smartphone – praticamente dei computer sempre con noi e costantemente collegati.
In pochi anni ci siamo abituati al fatto che l’informatica è sempre più presente in tutte le attività quotidiane. 


Un mondo senza software, senza computer e senza rete ormai sarebbe inconcepibile. Sul fatto che l’informatizzazione sempre più estesa sia un vantaggio e garantisca sempre e comunque una migliore qualità della vita ci sarebbe molto da discutere ma la tendenza ad affidare agli algoritmi delle reti informatiche tutto quello che facciamo non può essere più invertita.


Molti pensano che l’era dell’informatica sia iniziata alla fine degli anni 40 – in realtà in quegli anni le tecnologie disponibili permisero di realizzare idee che erano state elaborate almeno cento anni prima.
Charles Babbage, un matematico e filosofo inglese dell’ottocento teorizzò e cercò di costruire la prima macchina calcolatrice per tabulare funzioni polinomiali che permettessero di risolvere con buona approssimazione funzioni trigonometriche e logaritmi. 


Babbage teorizzò anche la realizzazione di una macchina “analitica universale” che potesse permettere la soluzione di calcoli generici tramite una “programmazione” e una concezione simile a quella degli odierni calcolatori – un sistema di input a schede perforate, una unità di memoria e una unità logico-aritmetica per la soluzione dei calcoli.
Questa macchina non fu mai costruita ma destò l’interesse di molti matematici dell’epoca tra cui Ada Lovelace che teorizzò diversi usi mediante “programmi” veri e propri, tra cui un algoritmo per il calcolo dei numeri di Bernoulli che può essere considerato il primo software della storia.


Ada Lovelace era la figlia di Lord Byron e fin dall’infanzia, aveva manifestato una abilità nel comprendere la logica matematica non comune. Purtroppo morì a 37 anni e problemi fisici e di salute hanno segnato la sua vita e impedito che potesse dedicarsi interamente ai suoi studi.
Forse ancor più di Babbage che aveva studiato la realizzazione di queste macchine calcolatrici, ne comprese perfettamente le implicazioni e le possibilità.


Iniziò una fitta corrispondenza con Babbage e con il matematico italiano Menabrea dove mise in risalto la programmabilità delle “calcolatrici” e addirittura espresse per sommi capi il concetto di “intelligenza artificiale” e di “macchina programmabile” che poi Alan Turing sviluppò quasi cento anni dopo.


Ricordatela quando usate il vostro smartphone o il vostro pc.







Art Work Details page.Original upload was at English wikipedia at en:File:Ada_Lovelace.jpg, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=354077  Margaret Sarah Carpenter