sabato 13 luglio 2019

Daphne


Il 16 ottobre 2017 un attentato con il semtex metteva fine alla vita di una giornalista maltese – Daphne Caruana Galizia. Una bomba nella sua auto in perfetto stile mafioso metteva a tacere una delle poche voci libere della stampa dell’isola di Malta.
Daphne, reporter e blogger , aveva reso noti i collegamenti di politici di spicco maltesi nell’affare Panama Papers analizzando con attenzione il giro mondiale di corruzione e i percorsi che hanno portato persone apparentemente insospettabili ad accumulare fortune in diversi paradisi fiscali.
Il suo popolare blog  “Running Commentary” dal 2008 prendeva di mira con inchieste precise e puntuali il sistema di corruzione legato al traffico di valuta e alle agevolazioni fiscali maltesi.
Quindici giorni prima dell’attentato aveva denunciato alla polizia di essere stata ripetutamente oggetto di minacce – dopo l’esplosione che ne ha provocato la morte le indagini sono ancora sostanzialmente ferme; anche se sono state arrestate tre persone accusate di essere gli esecutori materiali dell’attentato tutto sembra essersi limitato a questo – sui nomi dei mandanti buio assoluto.
I maltesi continuano ad accendere candele e a lasciare biglietti e dediche sul luogo dell’attentato che la polizia rimuove quotidianamente come se  la memoria dell’accaduto potesse essere cancellata.
Il figlio Matthew e il consorzio internazionale dei giornalisti investigativi– ICIJ – cercano di proseguire la ricerca della verità e dei mandanti. 
Una cosa positiva è che molti giornalisti e diverse testate hanno dato vita al Progetto Daphne, un’inchiesta internazionale coordinata per proseguire il lavoro investigativo iniziato da Daphne Caruana Galizia.
Per la prima volta dal 2016 gli oltre 2 terabyte di dati dei Panama Papers sono stati analizzati in modo approfondito e organico da decine e decine di giornalisti e di ricercatori e solo grazie a questo, iniziamo  ad avere ora un’idea precisa dei paradisi fiscali e di come sistemi di corruzione ad essi legati hanno coinvolto politici di mezzo mondo.
Nomi, importi, mandanti e beneficiari di un sistema di malversazione che sembra non avere confini, sono una delle notizie più sconvolgenti degli ultimi anni ma la stampa e l’informazione nostrana sembra non essersi accorta di niente forse troppo occupata a diffondere veline compiacenti o a rincorrere fake news. 
Non troverete un gran numero di articoli o di inchieste sui Panama Papers sui giornali italiani e la storia, nonostante il coinvolgimento di politici di casa nostra, sembra essere stata dimenticata in fretta, troppo in fretta.
L’indice sulla libertà di stampa compilato da Reporter senza frontiere e la classifica di Freedom of the Press classificano l’Italia ormai da anni, come un paese dove libertà, correttezza dell’informazione e indipendenza di giudizio sono praticamente quasi assenti.