La ministra francese dell'ambiente
Ségolène Royal ha annunciato una moratoria sulle ricerche di
idrocarburi nelle acque territoriali francesi e ha auspicato
provvedimenti simili in tutta l'area del Mediterraneo.
Il ragionamento della Royal è molto
semplice: se l'obiettivo è quello di ridurre progressivamente l'uso
delle energie fossili perché consentire ancora ricerche e erogare
nuove concessioni?
Mentre qui da noi si sta facendo del
tutto per affossare un referendum che mette in discussione solo
parzialmente l'estrazione di idrocarburi, altri paesi fanno delle
politiche energetiche serie fissando traguardi di lungo periodo.
Tra sguattere del Guatemala,
intercettazioni e emendamenti compiacenti nei
nostri governanti è evidente
soltanto l'assenza totale di una qualsiasi visione a lungo termine in
tema d'energia e l'asservimento totale alle lobby petrolifere. E'
già accaduto con il gioco d'azzardo, con le spese per gli armamenti,
con i provvedimenti a favore delle banche.
Sono abbastanza pessimista
sull'esito del referendum del 17 aprile; troppa disinformazione,
scarsa copertura mediatica e il disinteresse diffuso renderanno
difficile raggiungere il quorum – sembra che gli italiani ormai non
siano più abituati a farsi sentire e il partito del non voto è
diventato la prima forza politica.
Peccato perché è proprio nella
crisi di adesso che possiamo giocarci il futuro; già in settori
vitali come quelli della scuola e del lavoro abbiamo perso molto
accettando leggi aberranti che stanno contribuendo a creare un nuovo
medioevo senza farci uscire dal tunnel. I dati sulla disoccupazione –
intendo quelli reali, e i dati sulla qualità dell'insegnamento ci
proiettano tra i paesi una volta detti del terzo mondo, per non
parlare poi della libertà dell'informazione – Bruno Vespa ancora
si fregia del titolo di giornalista ...
Leggendo e ascoltando certe fonti
sembrerebbe che tutti i nostri problemi siano imputabili agli
immigrati o ai gay o ai centri sociali o che l'assenza di progetti e
di politiche serie sia colpa dei cinque stelle; abbiamo
amministratori di municipalizzate e di enti pubblici che guadagnano
più di Obama, deputati e senatori tra i meglio pagati del pianeta –
che aspettiamo a farci
sentire?








