Sentendo
le notizie che arrivano da Parigi non posso fare a meno di ricordare
i bei momenti passati con mia moglie proprio nel XI arrondissement e
i giorni trascorsi alla scoperta di una delle più belle città del
mondo.
Le
stragi di Parigi rappresentano indubbiamente il fallimento della
politica che l'occidente e i paesi industrializzati hanno perseguito
nei confronti dei paesi islamici e di quelli del terzo mondo.
Le
ingerenze, gli aiuti elargiti a gruppi estremisti, le guerre
scatenate per rovesciare regimi non graditi, i governi fantoccio
stolidamente sostenuti per anni hanno portato a questi risultati.
Quando
l'Unione Sovietica invase l'Afghanistan gli Stati Uniti non trovarono
di meglio che finanziare ed armare i talebani; quella che era una
minoranza senza appoggi e con poco seguito, venne finanziata e armata
e riuscì a prendere il controllo di gran parte del paese e ad
allearsi perfino con i gruppi vicini ad Osama bin Laden – le
manovre dell'occidente crearono un mostro. Con l'isis è avvenuta
probabilmente la stessa cosa.
Nel
1953 in Iran un colpo di stato favorito e forse organizzato dagli USA
e dal Regno Unito eliminò il premier Mossadeq fautore di una
politica democratica riformista ed equidistante da Unione Sovietica e
USA e consegnò l'Iran allo Scià Pahlavi che instaurò un regime di
polizia ma confermò immediatamente i privilegi delle compagnie
petrolifere occidentali. Lo Scià venne sostenuto fino all'ultimo,
eliminando ogni possibilità di crescita di un'opposizione
democratica e spianando la strada agli ayatollah.
Nei
confronti del terzo mondo e dei paesi meno sviluppati la politiche
sono state sempre improntate al massimo sfruttamento possibile
passando sopra a tutte le più elementari regole del vivere civile.
Dittatori sanguinari e politici corrotti sono stati aiutati e
coccolati; gruppi di terroristi sono stati addestrati e finanziati
nell'illusione di usarli e poi di poterli spegnere come avviene con
gli elettrodomestici di casa.
Pagheremo
per molto tempo ancora queste azioni dissennate alle quali purtroppo
ha partecipato attivamente anche l'Italia; nella nostra costituzione
ripudiamo la guerra ma siamo tra i maggiori esportatori di armi e non
perdiamo occasione per intervenire in situazioni poco chiare. Questi
interventi hanno causato esodi biblici di migliaia di persone che
cercano di fuggire dalla guerra e dal terrore.
In
queste ore qui da noi oltre alle solite dichiarazioni deliranti della
lega e della destra, sembra che nessuno comprenda quello che sta
accadendo; si inneggia a possibili “soluzioni d'intervento
militare” dimenticando che il terrorismo è capace di colpire
ovunque e che non ha “basi” individuabili nel senso militare del
termine.
Sembra
che pochi si accorgano che in questo momento le politiche e gli
atteggiamenti dissennati del passato ci stanno presentando il conto.
