In questi giorni al parlamento
europeo si è discusso di internet e di comunicazioni globali; tra
strafalcioni, pressapochismo e ignoranza assoluta della materia (il
livello dei parlamentari europei è quello che è …) alcune
proposte potrebbero cambiare in peggio gli equilibri che rendono
internet libera e imparziale come è stata fino ad ora.
Molti dei provider di
telecomunicazioni più grandi e diversi gruppi finanziari sono
favorevoli ad introdurre dei cambiamenti che potrebbero stravolgere
completamente la rete così come la conosciamo oggi:
- Corsie preferenziali per il collegamento veloce di alcuni siti. Tutto il traffico diretto verso siti in grado di pagare, acquisterà visibilità immediata a dispetto del reale interesse degli utenti. Potrebbe non fregarmi niente degli argomenti e dei temi trattati da un certo sito ma mi ritroverei sempre le sue pagine onnipresenti a scapito di altre.
- “Zero rating”, cioé non conteggiare nella bolletta dell’utente il collegamento a determinate applicazioni.Ovviamente solo quelle che possono pagare il servizio.
- La possibilità per i provider di definire “Classi di servizi” e di decidere se rallentare – o accelerare – il loro traffico e nei fatti, di impedirlo.
- La facoltà dei provider di gestire il traffico su internet e di rallentarlo per sventare una non meglio definita “Minaccia di congestione del traffico” - in parole povere la facoltà di scegliere che tipo di traffico instradare in assoluta autonomia senza doverne rendere conto a nessuno.
Pochissimi
mezzi di informazione si stanno occupando dell'argomento – molti
gruppi editoriali sono probabilmente favorevoli a una deriva del
genere che consentirebbe la loro sopravvivenza e farebbe aumentare i
ricavi. Internet così come è strutturata oggi, consente la
visibilità di soggetti e argomenti che non troverebbero spazio sui
media tradizionali. Blog come questo, pagine dedicate a minoranze
etniche e culturali, siti dedicati ad argomenti interessanti ma poco
comuni hanno potuto vivere e comunicare attraverso l'imparzialità e
la neutralità di internet. Start-up che nella rete hanno potuto
nascere, vivere e ingrandirsi solo in forza delle loro idee –
magari con pochi capitali ma con una visibilità assicurata senza l'impiego di grandi risorse.
Da
qualche tempo, ciclicamente, nei parlamenti nazionali e negli organi
transnazionali le proposte per “regolamentare” la comunicazione
globale sembrano moltiplicarsi; anche molti soggetti politici
apparentemente progressisti sembrano aderire a questa linea –
magari con scuse fumose come quelle inerenti alla “privacy”, al
controllo di eventuali frange “terroriste” o più semplicemente
per la contiguità con i grandi gruppi editoriali e/o finanziari.
Lottare
per conservare la rete così com'è è importantissimo. Fermatevi a
riflettere su come potrebbe essere internet se fosse gestita da
gruppi finanziari o direttamente dai governi. Sarebbe un mezzo di
controllo di massa formidabile e qualsiasi voce fuori dal coro
scomparirebbe nel nulla. In tutti i paesi in cui si esercita il
controllo della rete la democrazia non esiste o viene quotidianamente
messa in discussione. Più che a controllare la rete dovremmo
lavorare a migliorarla, a garantirne l'accesso a tutti, a potenziare
cose come l'istruzione e l'insegnamento a distanza ma tutto questo
non sembra interessare molti.







