domenica 20 agosto 2023

Ecologia

 



L'ecologia è un argomento che ultimamente occupa sui social e sui mezzi di informazione spazi importanti. Articoli, servizi e post sono dedicati interamente ai diversi punti di vista su come salvaguardare l'ambiente, come ridurre consumi ed emissioni e come vivere in sintonia con il pianeta.

Ormai si parla di auto elettriche, di togliere caldaie a gas, di vietare tout-court la circolazione di mezzi ritenuti inquinanti e qualcuno si fa anche prendere "dall'ansia ecologica" - una nuova patologia che meriterebbe di essere studiata più a fondo.

Portacontainer e camion girano il mondo per portarci prodotti spesso acquistati compulsivamente - arance sudamericane hanno soppiantato nei nostri supermercati le produzioni locali e la nostra spesa arriva dai quattro angoli del pianeta. Acquistiamo prodotti che hanno fatto migliaia di chilometri - magari comodamente consegnati a casa da un esercito di trasportatori e distruggiamo parte dei nostri raccolti perché "non conviene distribuirli".

I sindaci di città come Roma stanno pensando di vietare la circolazione delle auto più vecchie anche se il problema reale è quello dell'inefficienza dei collegamenti e dei trasporti pubblici mai risolto da nessuno. 
Paradossalmente i trasporti pubblici di Roma (ma anche di altre città) sono andati sensibilmente peggiorando con il tempo e spesso, il mezzo privato è l'unica soluzione per andare a lavorare e chi non può permettersi di cambiarlo non si capisce cosa possa fare.

I luminari che ci governano per ora sono stati capaci di consigliarci di mettere un maglione in più d'inverno per abbassare i riscaldamenti o di sopportare il caldo d'estate per non accendere i condizionatori. 
Si cerca di incrementare l'elettrico ma le stazioni di ricarica sono ancora pochissime e problemi come lo smaltimento delle batterie non sono mai stati affrontati seriamente. Inoltre l'energia elettrica distribuita in rete è ancora in gran parte ottenuta impiegando combustibili fossili e il suo prezzo è in continuo aumento.

Per inciso con l'estrazione dei materiali necessari alla produzione di batterie e di elettroniche stiamo affamando l'Africa tenendo in condizione di schiavitù intere nazioni. Ragazzini di sette anni lavorano a mani nude per estrarre le sostanze necessarie a produrre accumulatori elettrici per le nostre auto ecologiche ma sembra che di questo non freghi niente a nessuno.
Tutt'al più poi ci infastidiamo per la presenza di poveri cristi che cercano di scappare dagli inferni che abbiamo contribuito a creare.

Purtroppo la "transizione ecologica" deve tener conto di tutte le filiere implicate nella gestione delle risorse. 
Guidare un'auto elettrica ricaricata con energia ancora prodotta in gran parte da combustibili fossili o sacrificare terreni agricoli per riempirli di pannelli fotovoltaici, non sono grandi idee tranne che per chi produrrà auto "ecologiche" o i pannelli stessi.

Siamo stati i primi a produrre centrali solari termodinamiche a concentrazione che producono più energia occupando meno spazio del fotovoltaico ma adesso non facciamo altro che acquistare pannelli solari cinesi. 

Carlo Rubbia aveva ideato il progetto Archimede per la costruzione di centrali termodinamiche ma tra lungaggini burocratiche e sostanziale disinteresse è andato in Spagna realizzando lì una centrale termodinamica all'avanguardia ora in produzione.

Ricerche su altri mezzi per produrre energia - idrogeno, fusione nucleare, combustibili alternativi - vanno praticamente avanti su basi volontarie senza suscitare nessun interesse nei nostri governanti.

Insomma diventeremo tutti "green" con oltre tremila navi portacontainer in giro, con migliaia di camion e furgoni che provvedono a portarci prodotti da tutto il mondo, senza una produzione locale di risorse e con un esercito di schiavi che lavora per noi - grandissimo risultato.


sabato 12 agosto 2023

Fusione nucleare


Nel dicembre 2022 i ricercatori del Lawrence Livermore National Laboratory hanno annunciato i risultati di una serie di esperimenti condotti nei mesi precedenti sull'innesco di una reazione di fusione nucleare controllata. 
Rispetto a quelli effettuati in passato - i nuovi esperimenti e le nuove prove del LLNL hanno rilevato un significativo incremento dell'energia prodotta e della stabilità della reazione stessa.

Ancora non avremo un bilancio energetico positivo per molto tempo - praticamente ora per ottenere una reazione di fusione stiamo impiegando più energia di quanta ne produciamo - ma la quantità di energia aumenta significativamente di anno in anno mano a mano che gli esperimenti e gli studi procedono.

Le stime più pessimistiche fissano in trenta o quaranta anni la meta per ottenere un bilancio energetico positivo e poter sfruttare la fusione per produrre energia pulita. Se però guardiamo i progressi fatti in tutto il mondo, probabilmente il traguardo potrebbe essere raggiunto anche  una decina di anni prima.

Perché le ricerche sulla fusione nucleare sono importanti? Fino a oggi la produzione di energia con il nucleare è stata fatta impiegando reattori a fissione. Senza addentrarci troppo nella tecnologia nucleare possiamo immaginare un reattore tradizionale come qualcosa di non completamente e non facilmente controllabile. 

Immaginate di dover controllare nella vostra cucina l'acqua che bolle senza poter regolare il gas e avendo come unica opzione quella di aggiungere acqua nel caso evaporasse troppo rapidamente o quella di raffreddare in qualche modo la pentola se l'acqua si consumasse troppo velocemente.

Le criticità dei reattori tradizionali sono proprio quelle inerenti al controllo della fissione e al raffreddamento del nucleo. Incidenti come quello di Chernobyl o come quello di Fukushima sono il risultato delle caratteristiche della reazione di fissione. 
In parole povere il controllo di una reazione di fissione non è mai assicurato al 100%. 

Impianti di raffreddamento non funzionanti al momento giusto, sensori che rilevano dati in modo errato o raffreddamento insufficiente del nucleo fissile come accaduto in Giappone, mettono a rischio interi territori con inquinamento da radiazioni e avvelenamento da contaminazione radioattiva.

Il metodo che consentirà di produrre energia tramite fusione è invece l'ideale per evitare tutti questi inconvenienti - la reazione può essere innescata e fermata quando occorre, non ci sono emissioni significative di radioattività nell'ambiente o emissioni di composti pericolosi.
Altra cosa importante da considerare è che la fusione non impiega materiali radioattivi ma soltanto deuterio e trizio ricavati dall'idrogeno.

Tutte queste caratteristiche spiegano bene perché in tutti i paesi sviluppati le ricerche sulla fusione procedono a ritmo serrato. In Italia siamo stati tra i pionieri in queste ricerche anche se poi i finanziamenti destinati alla fusione vengono sempre più erogati con il contagocce con la lungimiranza che contraddistingue i nostri governanti.

Abbiamo contribuito a progettare e costruire macchine e dispositivi come il "tokamak" - un reattore sperimentale costruito a Cadarache nel sud della Francia. 
Questo dispositivo interessante ha consentito di mettere le basi per una possibile modalità di fusione nucleare ma i mezzi per continuare questi studi sono legati all'intelligenza e alla sensibilità e alla cultura dei nostri politici.

Anche l'esperimento DTT che prevede la costruzione di un dispositivo tokamak più moderno a Frascati è iniziato nel 2020 e speriamo che possa progredire e si possano trovare i soldi necessari per continuarlo.

Per ora non c'è un piano a lungo termine ma richieste delle università e degli enti di ricerca spesso non coordinate.
Manca una direzione efficace e puntuale che possa affrontare il problema e reperire le risorse necessarie a questi studi con il rischio che pur avendo studiato la materia per primi, in un futuro prossimo saremo magari costretti ad acquistare reattori a fusione da qualcun altro.

 

giovedì 20 luglio 2023

Giubileo e disastri

 


Da diversi anni non abito più a Roma pur continuando a lavorarci - faccio ormai parte dell'esercito di pendolari che si sposta tutti i giorni usando i mezzi pubblici.

Il sistema trasporto nell'Urbe non ha mai brillato per efficienza e da qualche anno sembra essere caduto ancora più in basso.
Corse rallentate, tempi di attesa sempre più lunghi, mezzi spesso sporchi o guasti e stazioni e fermate inefficienti e mancanti delle cose più elementari: scale mobili, ascensori, segnaletica e sistemi informativi.

Stamattina - ad esempio - con altri "volontari" abbiamo dovuto aiutare una persona con difficoltà di deambulazione a prendere la metro - non uno degli ascensori di stazione era in funzione. 

Gruppi di turisti presenti in stazione ci guardavano basiti durante l'operazione di trasporto e per decenza non riporto quei commenti che sono riuscito ad ascoltare.

L'attuale sindaco sembrava dovesse fare il miracolo: città pulita in tre/sei/nove/dodici mesi, mezzi pubblici più efficienti e tante altre belle cose ma poi niente si è mosso tranne che per la proposta di costruire un inceneritore per cercare di risolvere il problema rifiuti e per scatenare un bella gara all'appalto - in fondo è tornato di moda il ponte sullo stretto - perché non un bel "termovalorizzatore"?

Ora il sindaco Gualtieri è stato nominato commissario straordinario per il Giubileo - e per motivi che non riesco a capire, dovrà gestire gli interventi e i finanziamenti funzionali alle celebrazioni e agli eventi del Giubileo 2025.

Adesso - viste le abilità e le capacità fino ad ora dimostrate mi sento di proporre di rinunciare a fare l'ennesima brutta figura e di rinunciare alle celebrazioni del Giubileo. 
Facciamo finta di niente e dimentichiamoci questa data.

Purtroppo nella situazione in cui versano i servizi a Roma, occorre partire dalle basi ed evitare voli pindarici. Serve raccogliere i rifiuti in modo efficiente, cercare di far funzionare i mezzi pubblici e cercare di dare un volto serio ad una città diventata una megalopoli da terzo mondo.

Le aziende municipalizzate andrebbero rifondate daccapo - inutile cercare di far funzionare baracconi che fino a qualche tempo fa servivano a dare posti di lavoro a politici trombati o ad amici e parenti che diventavano automaticamente tutti manager.

Per questo ripeto ancora una volta: dimentichiamoci del Giubileo, delle opere inutili già previste, delle cose fatte per durare qualche mese soltanto per spendere un po' di soldi pubblici e far vedere che si è fatto "qualcosa".

Lasciamo perdere una volta per tutte e dimentichiamoci di obiettivi così complessi - certe iniziative poi spostano l'attenzione e fanno perdere di vista il fatto che i servizi più elementari fanno sempre più schifo e che cercare di farli funzionare bene sarebbe già una cosa che meriterebbe una beatificazione o almeno un cenno nei discorsi papali dal balcone a Piazza San Pietro.



domenica 2 luglio 2023

Intelligenza artificiale e intelligenza predittiva

 


Si parla sempre più di intelligenza artificiale - ogni giorno mezzi di informazione, pubblicità e social ci informano sui suoi sviluppi e sembra che ogni aspetto della nostra vita, ogni nostra scelta, ogni lavoro sia ormai influenzato dal termine magico "A.I."

Gli studi sulla possibilità di avere a disposizione una intelligenza simile alla nostra, capace di imparare, di elaborare concetti e di relazionarsi in modo diretto e "umano" con la realtà, sono molto avanzati - la possibilità di avere a disposizione una macchina di Turing che possa operare secondo logica e agire come un essere umano, anche grazie ai progressi del calcolo quantistico, è ormai diventata reale.

Scienziati di fama tra cui Stephen Hawking hanno illustrato chiaramente i pericoli derivanti dalla creazione di un elaboratore basato sulla I.A. - filosofi hanno illustrato gli aspetti etici di questa disciplina che - secondo alcuni - potrebbe minacciare l'esistenza dell'intera umanità.

Ad oggi facciamo tutti i conti con l'intelligenza predittiva tipica dei social che tramite il processamento dei nostri dati personali, cerca di capire (e pilotare) i nostri gusti e le nostre opinioni. 

Ormai pubblicità e politica si fanno in gran parte sui social e siamo tutti parte di questa realtà artificiale spesso distante dal mondo reale ma - agli occhi di molti - più presente e più vicina della realtà stessa.
Realtà e opinioni vengono regolarmente filtrate e modificate dai social e spesso completamente stravolte. Sui mondi social si creano falsi miti, universi artificiali e distopici e personaggi fuori dal mondo.

Oggi il rischio è che la A.I. sostituisca l'intelligenza predittiva nei social e nei mezzi di informazione; con capacità di ragionamento e capacità di apprendimento indistinguibili da quelle umane, la possibilità di pilotare scelte ed opinioni e di incidere sulla vita delle persone saranno di molti ordini superiori a quelle di oggi.

Nel 2019 la UE ha definito delle linee guida per un impiego etico della A.I. 
Sono stati elaborati dei punti che stabiliscono una supervisione "umana" sui processi di intelligenza artificiale mettendo al primo posto i diritti fondamentali dell'uomo.
Il grosso rischio è che il business che gira intorno all'A.I. per ora se ne frega di tali regole. 

Nel 2021 la UE ha anche elaborato una vera e propria proposta di legge - lo A.I. Act - che prende in esame diversi livelli d'uso di questa disciplina come il social scoring - praticamente l'associazione di un valore o punteggio ad ogni singola persona per stabilire quanto sia utile (una procedura che in Cina è stata già messa in atto). Questo uso dell'A.I. in questa proposta di legge è vietato.
Altro uso dell'A.I. criticato dalla UE è l'analisi dei cv dei lavoratori o degli studenti - considerato ad alto rischio e sconsigliato senza una supervisione "umana".

Oltre questo l'A.I. Act prende in considerazione il rispetto per la dignità delle persone, il rispetto per la privacy, l'imparzialità e l'inclusione.

Di questa proposta di legge se ne è parlato pochissimo anche se - dato l'argomento e l'urgenza - sarebbe fondamentale comprenderla e applicarla.

Tra poco potremmo avere l'ultima occasione per farlo.


domenica 18 giugno 2023

Entanglement parte seconda

 


Ritorno ancora sull'entanglement - un concetto della moderna fisica quantistica intrigante e molto interessante - per parlare dei computer quantistici, ultima frontiera dei sistemi di calcolo.
Lo sviluppo di macchine come queste vede impegnati gran parte dei paesi del mondo in una corsa frenetica che è solo agli inizi. 

Ora spiegare nel dettaglio il funzionamento di questi dispositivi non è cosa semplice; diciamo che rispetto ai normali calcolatori che operano su dati binari 0 e 1  (i bit) - i computer quantici maneggiano i Qubit - dati il cui singolo valore quantistico può riassumere più valori reali anche secondo le modalità tipiche dell'entanglement, rappresentando più stati contemporaneamente.

Agli inizi degli anni ottanta molti fisici tra cui Richard Feynman, teorizzarono la possibile realizzazione di calcolatori come questi che secondo loro avrebbero potuto "simulare" agevolmente situazioni che un normale computer non è in grado di elaborare o rappresentare.

Senza entrare in dettagli troppo tecnici, sembrerebbe che il calcolo quantico si adatti meglio - ad esempio - al possibile sviluppo di una vera e propria intelligenza artificiale.
Paul Benioff, fisico americano, ipotizzò e propose una macchina di Turing descrivendo un modello teorico di elaboratore quantico.

L'elaborazione quantistica poi, secondo molti scienziati, si avvicina per certi versi al funzionamento del cervello umano e sulle macchine quantiche moderne la possibilità di eseguire miliardi di operazioni al secondo (per il computer quantico italiano HPC5 dell'ENI - ad oggi uno dei più veloci - si parla di 51 milioni di miliardi di operazioni al secondo) rende il calcolo quantico ideale per eseguire simulazioni complesse su argomenti come la fusione nucleare o il comportamento di cellule e proteine o analisi geologiche o metereologiche complesse. 

Una vera e propria manna per i ricercatori che in questi campi sono sempre stati limitati dalla enorme quantità dei dati da esaminare e da mettere in correlazione.

Queste potenze di calcolo però hanno sollevato problemi e dubbi circa la sicurezza delle comunicazioni.
Ovviamente con tali capacità di calcolo i sistemi crittografici di sicurezza odierni saranno inutilizzabili in un futuro molto prossimo.

Chiavi crittografiche oggi ritenute sicure, firme digitali e algoritmi di sicurezza saranno facilmente decodificati con le potenze di calcolo quantistiche - se una buona chiave crittografica richiede oggi duecento anni di calcolo tradizionale per essere violata, con un computer quantistico potrebbe essere decrittata in pochi decimi o millesimi di secondo. 
Una firma digitale di un aggiornamento software potrebbe tranquillamente essere duplicata o modificata per eseguire malware o per condizionare il funzionamento di un browser, di un'app o di qualsiasi altro software.
Una blockchain potrebbe essere tranquillamente violata e resa inattendibile in poche frazioni di secondo.

Il progresso in tali campi è ovviamente inarrestabile e senza arrivare a scenari fantascientifici pensiamo soltanto alla simbiosi che oggi tutti abbiamo con i nostri smartphone e con i sistemi di controllo in cloud come Alexa o a tutti i mezzi di comunicazione come mail, chat o social diventati ormai indispensabili.

La possibilità di poter entrare in questi sistemi e prenderne il controllo, se si avverassero certi presupposti dove all'intelligenza artificiale verrà demandata la gestione completa delle comunicazioni e di altre cose importanti della nostra vita, sarà una certezza. 

Senza politiche opportune e senza nessun limite è molto difficile cercare di immaginare come cambierà la nostra vita.




martedì 2 maggio 2023

Sanità

 


Lo stato della sanità pubblica italiana va peggiorando di giorno in giorno - nonostante le belle parole della politica (quella di ieri e quella di oggi) - accedere ai servizi sanitari sta diventando una roulette e le strutture ospedaliere stanno affondando rapidamente, senza personale e senza risorse significative. 

L'aspettativa di vita media si sta lentamente riducendo in modo curioso: una persona di sessantacinque anni per l'inps può ancora lavorare ma a causa di molte patologie diffuse è spesso considerata dai medici un "soggetto fragile".

Nel nostro ottenebrato mercato del lavoro questi "soggetti fragili" stanno comunque sui ponteggi, lavorano in cantiere, passano ore davanti ad una pressa o un tornio o portano camion e mezzi pesanti.

Negli ospedali pubblici spesso i servizi importanti sono appaltati a privati e mancano figure professionali indispensabili. Cooperative, aziende private e soggetti terzi ormai gestiscono servizi basilari come analisi mediche, pulizie, assistenza e ristorazione, tutti nelle mani di società che hanno come unico scopo il profitto.

Gli italiani sembrano di non accorgersi di tutto questo, magari fino a quando non vengono purtroppo coinvolti personalmente.

Un anno fa mia moglie è venuta a mancare in un ospedale qui in zona - con la sua patologia probabilmente non avrebbe avuto scampo ma nessuno mi ha saputo spiegare perché - impossibilitata a muoversi - nessuno le dava da mangiare; ho dovuto smettere di lavorare per nutrirla e quando ho protestato con la direzione mi è stato risposto che non era disponibile personale "adatto".

Nella farmacia dell'ospedale spesso mancavano farmaci essenziali - anche qui mi hanno dato ricette per prenderli fuori in farmacia e portarli in ospedale. 

L'attuale governo ha ancora ridotto il budget sanitario come peraltro fatto dai governi precedenti, regalando ancora interi settori e  attività ai privati. 

Il mantra che sostiene che il privato possa svolgere attività in modo più efficace rispetto al pubblico è sempre attuale e nessun politico - anche d'opposizione - si è mai pronunciato contro questa scemenza.

Ovviamente lo scopo principale di una attività privata è quello di fare soldi ma garantire un servizio pubblico efficace non ha mai fatto guadagnare nessuno. 

Quindi la "mancanza di risorse" ha costituito sempre la scusa principale per girare ai privati servizi e prestazioni essenziali.

Nessuno ha pensato che i soldi vanno tolti a chi ce li ha; chi consegue extra profitti o i detentori di grandi patrimoni e simili dovrebbero pagare questi servizi. 

Certamente pensionati, piccole aziende o lavoratori dipendenti (con le retribuzioni più basse d'Europa) non potranno mai sostenere un sistema pubblico.

Le parole di Gino Strada che qualcuno voleva addirittura nominare ministro della sanità, sono state purtroppo dimenticate in fretta.




giovedì 30 marzo 2023

Limiti

 


In Italia sembrerebbe ci siano oltre sei milioni di persone sotto la soglia di povertà e grosso modo nove-dieci milioni che vivono pericolosamente vicino a questo limite.

In tutto circa quindici milioni di persone sul filo del rasoio sempre più ai margini della società.

Per molti la perdita del lavoro, l'impossibilità di andare in pensione o di ricollocarsi è diventato un incubo e ha precipitato persone e famiglie “normali” nel baratro della povertà. Una bolletta troppo alta, la perdita del lavoro o una malattia grave hanno cambiato la vita di moltissime famiglie facendole precipitare nell'indigenza.

Famiglie con un tenore di vita normale per problemi come questi sono passate da una vita faticosa ma decente a fare la fila alla mensa della Caritas.

Le trasformazioni del mercato del lavoro poi hanno aumentato la precarietà di molte situazioni e diminuito i redditi percepiti senza aumentare l'occupazione reale. 

La riforma Fornero ha ingessato l'accesso al lavoro dei più giovani e ha creato centinaia di migliaia di casi scoraggianti – lavoratori troppo anziani per ricollocarsi e troppo giovani per andare in pensione.

Negli ultimi anni a causa della crisi migliaia di aziende hanno chiuso i battenti; per le piccole imprese non c'è stata neanche la percezione esatta di quello che è successo – silenziosamente sono scomparse nel nulla moltissime attività e realtà artigiane, negozi e piccole manifatture nella totale indifferenza dei media e senza alcun tipo di ammortizzatori sociali o di pubblicità.

In passato qui da noi, grandi gruppi industriali e finanziari hanno accumulato fortune che spesso sono andate a finire all'estero – investendo solitamente meno dello stretto necessario e uscendo fuori dal gioco quando la situazione iniziava a diventare critica.

Quelle che hanno contribuito maggiormente al nostro benessere sono state proprio le piccole realtà che adesso stanno soffrendo di più – basti pensare a tutte quelle legate al turismo e all'accoglienza, all'artigianato e alla moda, ai servizi, a quelle piccole imprese che hanno formato personale qualificatissimo e sono andate avanti sul territorio nonostante la burocrazia ottusa, le tasse esagerate e tutte le difficoltà tipiche del nostro paese. 

Le grandi industrie e i grandi gruppi hanno sempre reinvestito poco e niente dei loro guadagni pur beneficiando spesso di grandi quantità di aiuti e commesse statali e di una legislazione compiacente.

Fatte le debite proporzioni una piccola azienda subisce una pressione fiscale enorme e gode di ben pochi aiuti rispetto a realtà più grandi – l'esempio Fiat - ora Stellantis - è illuminante. 

Per anni la casa automobilistica torinese ha goduto di aiuti e leggi tagliate su misura operando spesso in regime di quasi monopolio; quando il gioco si è fatto duro sono partite le delocalizzazioni, le chiusure e i licenziamenti e ormai il marchio ha praticamente spostato le attività principali e potenzialmente più redditizie fuori dall'Italia.

Altro punto dolente è che gli introiti derivanti dal fisco vengono impiegati in modi fantasiosi, basti pensare al bilancio della difesa. Quando venne abolita la leva obbligatoria molti dissero che un esercito più piccolo e professionale avrebbe assorbito meno risorse e avrebbe pesato meno sul bilancio.

Così non è stato: abbiamo sommergibili oceanici, satelliti militari (!), stiamo partecipando all'acquisto di aerei F35 che non è ancora chiaro se e quando funzioneranno e a cosa serviranno. 

Le missioni all'estero e gli aiuti poi stanno assorbendo cifre folli perseguendo spesso politiche a noi sfavorevoli come accaduto in Libia, in Afghanistan o in Ucraina fatte solo per compiacere gli USA - i veri padroni del vapore.

Sembrerebbe che la difesa paghi 17 euro un rotolo di asciugatutto e che gran parte del bilancio dedicato ad essa in realtà assicuri la sopravvivenza di una vera e propria casta oligarchica privilegiata.

Per contro molte delle auto delle forze dell'ordine sono immobilizzate perché guaste, troppo vecchie o più prosaicamente perché senza benzina, alla faccia del “controllo capillare del territorio” tanto sbandierato da tutti nelle campagne elettorali.

Nelle cancellerie dei tribunali non è più possibile fare fotocopie e negli ospedali c'è una situazione da terzo mondo con pazienti sulle barelle del pronto soccorso per tre o quattro giorni prima del ricovero e personale insufficiente.

In una situazione politica praticamente senza una opposizione di rilievo, tra tweet e supercazzole sembra essere tornati agli anni trenta. 

Possibile che chi fa opposizione in parlamento ancora si perda in discorsi sul sesso degli angeli, tentennamenti, distinguo così sottili da essere incomprensibili e giri di parole da nonsense o da limerick?

Dopo aver aperto la porta a Renzi prima e poi a Draghi ora i nostri oppositori da operetta hanno messo il broncio e sembra non riescano a capire bene cosa fare.

Molti si stanno scatenando proponendo azioni su questioni già decise; ormai molti giochi sono fatti senza nessuna possibilità di trattativa – bastava pensarci prima ragazzi. 

Ora si parla di salario minimo o di retribuzioni o di sanità e di pensioni - argomenti che sono stati sistematicamente ignorati per anni proprio da chi doveva difenderli.

Credo che siamo arrivati a questo proprio per la distanza tra chi ci dovrebbe rappresentare e il mondo reale; quando li sento parlare mi domando sempre dove vivono, su che costellazione fanno la spesa e in che pianeta risiedano.

Altra caratteristica delle nostre opposizioni è la lentezza esasperante – tra precisazioni, prese di posizione e chiarimenti passano i mesi e anche le poche proposte valide perdono motivo di essere, superate dall'evolversi della vita-paese.

Poi ci meravigliamo dell'anti-politica, dell'astensionismo o dello scarso interesse per la cosa pubblica e magari ce la prendiamo con gli anarchici o con i centri sociali o con i rave.

Per come è finita questa opposizione non lamentiamoci - ci potevano capitare alba dorata, i nazisti dell'Illinois o peggio – altro che i rave.