Cari amici quello che umilmente vorrei dirvi è che avete votato per anni un partito che si è progressivamente spostato al centro fregandosene delle sue radici storiche, un partito che ha fatto una legge elettorale da ottenebrati e che nonostante ne avesse avuto più volte l'occasione, non ha minimamente pensato a cambiare.
I leader si sono affidati fideisticamente alla fantomatica "agenda" di un banchiere che del salario minimo, di quello che è diventato il mondo del lavoro e di tutte quelle misure atte a proteggere gli strati più deboli se ne è semplicemente fregato.
La destra qui da noi ha vinto già da tempo - se una donna che ha bisogno di abortire è costretta nella metà dei casi a rivolgersi a strutture private (anche nelle regioni di "sinistra"), se nei casi di violenza carnale sono le vittime a doversi difendere, se vengono stilati contratti di lavoro a cinque euro l'ora, se settantenni continuano a lavorare e a cadere dai ponteggi, se pensionati sono costretti a cercare un pasto caldo alla Caritas, tutto questo sbandierato "progressismo" è molto difficile da vedere.
Scuola, lavoro, trasporti e sanità pubblica sono andati da tempo progressivamente deteriorandosi nell'indifferenza generale.
L'astensionismo diffuso ha reso evidente che più di un italiano su tre non si sente rappresentato da nessuno e non reputa più il voto uno strumento utile di cambiamento.
Nonostante questo i risultati elettorali sono stati considerati dai boss di questa politica con la solita supponenza dimostrando ancora una volta quanto siano distanti dal mondo reale.
La ricerca del voto utile, del voto "contro la destra" e non del voto su proposte serie per risolvere i problemi delle persone, ha contribuito a creare questa realtà.
E la cosa è andata avanti e avanti contribuendo a creare una classe politica simile a quella democristiana degli anni '50 e '60 autoreferenziale e completamente fuori dal mondo ma attentissima alla sua sopravvivenza.
Ora che i responsabili di partito non facciano autocritica chiusi nei loro paesi dei balocchi, posso anche capirlo ma che molti elettori non si facciano domande e continuino a vivere in questa realtà virtuale proprio non lo capisco.







