lunedì 29 agosto 2022

Crisi

 


Siamo appena entrati in una crisi economica gravissima dopo i buoni risultati di crescita post covid. Già molte aziende sono ridotte al lumicino e sono state costrette a ridurre pesantemente l'attività e a far rimanere a casa molti lavoratori. I costi dell'energia sono ormai fuori controllo e non solo a causa di Putin ma soprattutto a causa della speculazione finanziaria. In questa crisi i profitti di molti gruppi finanziari - in primis quelli che operano nel settore energetico - stanno vertiginosamente salendo. Per non parlare poi dei gruppi bancari e dei gruppi d'investimento che stanno speculando sul nostro prossimo default. Intanto suona l'orchestrina della campagna elettorale - mai vista campagna più sgangherata e approssimativa. Promesse irrealizzabili, argomenti assolutamente irreali e stronzate sparate senza rete che ad un esame razionale sembrano una solenne presa in giro ai danni degli elettori. Si avvicinano tempi durissimi e mai come ora la politica è stata così distante dalla vita reale. L'assenza di un vero polo progressista mai come adesso, si fa sentire. In realtà il messaggio che passa è soltanto quello di non far vincere la "destra" (o la "sinistra") turandosi il naso e andando a votare. Idee e soluzioni praticabili zero a parte quelle che prevedono il ripristino dell'immunità parlamentare o di sottrarre - ancora! - soldi alla sanità per l'educazione sportiva. Si parla di "devianze", di servizio di leva obbligatorio, di blocchi navali o di "agende" improbabili ma per le bollette, gli stipendi e il conto della spesa quotidiana che si fa?


domenica 21 agosto 2022

Mettere su famiglia



Stiamo diventando un paese di vecchi. Questa frase ormai ricorrente nell'informazione e in tanti discorsi fatti, purtroppo è vera. La popolazione giovane è in continuo calo e l'età media degli italiani è in preoccupante aumento.

Sentendo i discorsi di molti politici sembra una situazione senza soluzioni praticabili nell'immediato. Le preoccupazioni sbandierate dagli economisti sono  quelle legate al reperimento delle risorse per le pensioni e per la sanità ma piani reali per affrontare il problema non se ne vedono.

Il fatto è che qui da noi fare figli sta diventando roba da ricchi. Non serve uno scienziato per capire che con i salari percepiti oggi dai giovani è molto difficile mettere su famiglia, pagare un affitto, mantenere figli e magari sostenere un sistema pensionistico decente.

Le generazioni precedenti, seppure con grandi sacrifici, hanno potuto mandare avanti la famiglia, hanno potuto assicurare un'istruzione ai loro figli e qualche volta dargli anche la sicurezza di un tetto.

Oggi questo è sempre più difficile e sempre più costoso. La mancanza di strutture pubbliche - esempio lampante quello degli asili nido - costringe i genitori a spendere cifre che lo standard retributivo di oggi può riservare soltanto a pochi.

Sui social qualcuno, scherzosamente, ha rivalutato il personaggio di Fantozzi; quello che sembrava l'italiano "piccolo piccolo" in realtà manteneva una famiglia, aveva una casa, una utilitaria, uno stipendio regolare e andava in ferie ogni estate riuscendo poi anche ad andare in pensione. 

Quanti dei nostri giovani (e anche meno giovani purtroppo) oggi possono fare lo stesso?

Le retribuzioni e il costo della vita sono il vero problema ma sembra che tutti i politici e gran parte dei sindacati - salvo poche eccezioni - se ne siano dimenticati.

Qui da noi i salari non crescono più da tempo e in molti settori sono addirittura diminuiti; per contro i contratti a termine, i lavori interinali, le attività "esternalizzate" aumentano ogni giorno a vista d'occhio.

Attività che per decenni hanno assicurato un tenore di vita decente ora sono diventate forme di schiavismo tout-court appannaggio dei disperati che non riescono ad entrare o a rientrare nel mondo del lavoro decentemente retribuito e sono costretti ad accontentarsi praticamente di elemosina.

Salario minimo e revisione dei contratti sono argomenti che in questa campagna elettorale vengono sbandierati da molti ma che poi, come è sempre accaduto, verranno colpevolmente dimenticati ed clamorosamente elusi.

Anche quello che dovrebbe essere il polo "progressista" sebbene sia stato a lungo nella stanza dei bottoni ha badato bene a non sollevare questioni sull'argomento forse per non irritare troppo i padroni del vapore.

Gli aiuti alle famiglie e gli aumenti delle pensioni del governo dei "migliori" e del governo "giorgia" consentiranno forse di pagare la colazione domenicale al bar ma certamente non risolveranno il problema.


venerdì 19 agosto 2022

Nuovi poveri parte seconda



Colin Hughes, direttore operativo della Qantas - il più grande vettore aereo australiano - ha messo parte dei manager della compagnia allo scarico e carico dei bagagli. 
Con turni di tre o cinque giorni a settimana si cercherà di sopperire al personale mancante impiegando anche i dirigenti fisicamente in grado di svolgere un lavoro del genere.

Durante il covid gran parte degli addetti alla movimentazione sono stati licenziati e ora manca chi carica e scarica le valigie dei passeggeri ma anche chi rifornisce gli aerei o chi cura manutenzione e pulizia delle piste.

Qui in Italia con l'uso della cassa integrazione quando è stato possibile e le rotazioni dei turni, le cose sono andate leggermente meglio ma i servizi di movimentazione 
nei nostri aeroporti sono comunque in grande sofferenza.

Il problema è che molti impiegati nel settore hanno preferito trovarsi un altro lavoro; turni massacranti, retribuzioni medie di 600 euro mensili e contratti interinali a tempo hanno fatto si che molti lavoratori richiamati dopo la pandemia abbiano rifiutato il posto.

Inoltre la guerra dei prezzi dei biglietti aerei ha favorito le esternalizzazioni di molti servizi con offerte di lavoro a termine degne dei peggiori schiavisti.

Agenzie di collocamento, finte cooperative e subappalti selvaggi sono diventati i protagonisti della movimentazione bagagli e di tanti altri servizi aeroportuali. 

La favola dell'economia di mercato che si auto-regola e cresce continuamente con benefici per tutti non tiene più. 
In molti campi il "libero mercato" produce soltanto nuovi poveri, inefficienza e servizi scadenti. 

Pensiamo alle esternalizzazioni nei nostri ospedali o ai subappalti per la realizzazione o la manutenzione delle opere pubbliche o alle concessioni autostradali.

Vicende come quelle del ponte Morandi sembra che non ci abbiano insegnato nulla.

 

giovedì 18 agosto 2022

Sanità

 


La sanità calabrese ha chiesto aiuto ai medici cubani per mancanza di personale. Sembra che i concorsi indetti per trovare medici e personale sanitario siano andati deserti (nessuno però ha avuto il coraggio di domandarsi perché).

Nonostante la situazione, poche settimane fa i manager calabresi si sono aumentati lo stipendio a maggioranza. I pochissimi che si sono opposti sono stati accusati di "demagogia".

Ovviamente il grosso della nostra puntualissima informazione non ha dato alcun riscontro all'accaduto.

Gli stipendi dei nostri "manager" superano di parecchio le retribuzioni di molti capi di stato stranieri e di molti manager dell'industria privata. 

Sembra sia più conveniente dirigere una qualche struttura sanitaria qui da noi che essere l'ad di IBM, General Motors o Hewlett Packard o magari il ministro della difesa USA.

Anche i bilanci per la spesa sanitaria - di cui spesso si sottolinea l'inadeguatezza - in realtà sono spesso uguali o superiori a quelli di altri paesi ma chissà perché non sono sufficienti a mandare avanti la baracca in modo decente e non si riesce mai a capire esattamente dove vanno a finire le risorse disponibili e in che modo vengono impiegate.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Pronto soccorsi affollati con tempi di visita biblici, malati dimessi prima del dovuto, mancanza di farmaci base, liste d'attesa infinite (anche se ricorrendo all'intramoenia o direttamente alle strutture private i tempi si accorciano miracolosamente).

Purtroppo soggetti del genere saranno votati ancora - la vera tragedia è questa.


sabato 23 luglio 2022

Elezioni

 


L'ennesima crisi di governo questa volta ci porterà alle elezioni. Il "migliore" di fronte ai punti di discussione di Conte e compagni ha deciso di staccare la spina. Francamente non ho mai pensato che un governo del genere potesse aver voglia di affrontare argomenti come quello del salario minimo garantito, degli aiuti alle famiglie o di una transizione ecologica ormai irrinunciabile.

Avevo avuto gli stessi dubbi quando i cinque stelle cercarono di governare con la lega e non ho mai capito dopo la caduta del governo Conte, tutta questa voglia di partecipare a quello Draghi. 

Governi "tecnici" come questi servono in realtà a rassicurare i mercati finanziari e i grossi gruppi imprenditoriali - è già successo per quello Monti - ma non sono mai sintonizzati su quello che è il mondo reale. Famiglie, piccole imprese, lavoratori e artigiani non hanno mai avuto niente da governi del genere a parte "regali" come la riforma Fornero o simili.

Purtroppo pagheremo caro il fatto che la politica italiana è ormai da tempo completamente distaccata dal mondo reale. Dopo anni in cui si è votato per il meno peggio, molti elettori hanno abbandonato la partita, altri votano senza informarsi a fondo e sono facili prede di luoghi comuni e falsità eclatanti - complice anche un'informazione che si è rivelata una delle peggiori al mondo.

Politici che hanno sostenuto che Ruby fosse la nipote di Mubarak, indagati, ladri conclamati e collusi, leader con madonne appese al muro vinceranno quasi sicuramente le prossime elezioni. 

Pagheremo così l'assenza di un reale polo progressista e riformista vicino al mondo reale. La smania di cercare i "campi larghi" per cercare di rimanere in sella invece di proporre soluzioni e lottare per risolvere i problemi del mondo reale farà il resto.



sabato 16 luglio 2022

Lavoro e informazione

 


In questo periodo leggere e fruire dell'informazione italiana presuppone avere stomaco forte e nervi saldi. Articoli su chi non trova lavoratori dipendenti, sviolinate al governo dei "migliori" messo in crisi da cattivoni irresponsabili, odi agli inceneritori e ipotesi sulla separazione Totti-Blasi dominano il panorama della nostra informazione.

Di lavoro e di sicurezza ignorata si continua allegramente a morire - manovali o autisti ultra sessantenni coinvolti in orribili incidenti, braccianti uccisi dalla fatica o dal caldo, apprendisti fatti fuori da “tragiche fatalità”. In tutto questo le retribuzioni continuano ad essere ridicole rispetto alla media europea senza alcuna garanzia di equità.

Poi c'è chi si domanda perché non si fanno più figli e l'Italia stia diventando un paese di vecchi e c'è chi si preoccupa perché le risorse per pagare le pensioni si stanno assottigliando pericolosamente. 

Anche un bambino riuscirebbe a capire che garantendo stipendi decenti i giovani potrebbero mettere su famiglia più facilmente e retribuzioni adeguate potrebbero garantire l'erogazione di pensioni senza attingere ad altre risorse.

Purtroppo i nostri giovani più capaci stanno emigrando all'estero in modo sempre più massiccio ma molti italiani come nelle comiche, si preoccupano invece dei poveracci che riescono ad arrivare qui vivi dall'Africa o da altri paesi ancor meno fortunati del nostro.

I nostri valenti giornalisti di questo sembrano non accorgersi proprio e ormai gli articoli fotocopia si sprecano. Maledetto reddito di cittadinanza ... I giovani non vogliono più fare sacrifici ... Nessuno vuole più fare la gavetta … I giovani sono troppo choosy ...

Ristoratori che non trovano camerieri, fabbriche senza operai specializzati, negozi senza commessi ormai sono diventati dei set come quelli di Cinecittà dove periodicamente vengono messi in scena questi peana lacrimogeni.

Giornali e giornalisti che hanno fatto scuola ormai si sono inchinati al volere dei padroni di turno in modo così sfacciato che certe volte fanno quasi pena, tutti presi nella realizzazione di queste insulse telenovelas prodotte ad arte per coprire le magagne del mondo reale.


sabato 2 luglio 2022

Nuovi poveri

 


Tornando dopo il lavoro la strada verso casa mi porta davanti alla sede della Caritas.

Oltre dieci anni or sono quando sono venuto a vivere qui, quasi tutti quelli in fila per un pasto caldo e per il dormitorio erano prevalentemente extra-comunitari in cerca di lavoro in zona.
Molte aziende agricole necessitavano di personale e chi fuggiva da guerre e carestie sperava di vivere una vita migliore qui da noi.

Dopo qualche tempo passato a orientarsi quasi tutti riuscivano a trovare una occupazione e ad iniziare un percorso di integrazione aiutati anche dal gran lavoro dei volontari e da una situazione economica più o meno favorevole.

Da qualche tempo però ho notato che la fila di chi aspetta un pasto o un letto per la notte è composta in gran parte di italiani.

Famiglie che riuscivano a vivere dignitosamente fino a qualche mese fa ora sono preda della crisi. 
Anziani che in qualche modo andavano avanti adesso devono fare la fila per sperare di mangiare qualcosa o di dormire al caldo.

Il costo della vita, il potere d’acquisto in calo, difficoltà ed imprevisti come malattie, stipendi non più adeguati o non pagati, licenziamenti o "razionalizzazione del lavoro" hanno messo in crisi interi nuclei famigliari. 

Persone che riuscivano a vivere decentemente del proprio lavoro hanno perso tutto.

Retribuzioni da fame, lavori da schiavi, aziende non più affidabili stanno disegnando un nuovo tipo di povertà. Qui da noi, a differenza di altri paesi europei, i salari e le retribuzioni non sono cresciute negli ultimi anni ma addirittura in molti settori, si sono ridotti.

Soggetti a rischio poi come i pensionati, strozzati da un sistema che elargisce elemosine e non retribuzioni che consentono un tenore di vita decente dopo una vita di lavoro, sono costretti alla fame.

Operai di oltre sessantacinque anni lavorano (e spesso purtroppo muoiono) cadendo dai ponteggi o schiacciati sotto un camion quasi tutti i giorni e ormai non fanno più notizia.

Mentre discutiamo sulla pizza di Briatore e continuiamo a spendere allegramente parte del bilancio dello stato in armamenti, appalti discutibili e a foraggiare partiti e politici, il numero delle persone in difficoltà sta aumentando in modo spaventoso. Parliamo di circa due milioni di nuovi poveri nell'ultimo anno - numero in rapidissima salita. Si pensa che il totale si avvicini ai quattro milioni a seconda di come si interpretino i dati.

Questo è un fenomeno silenzioso che sembra non interessare abbastanza la nostra informazione, troppo occupata con il reddito di cittadinanza che "tiene i possibili lavoratori a casa" o con "i giovani che pretendono troppo e non vogliono più fare la gavetta".

Non si parla di un salario minimo garantito come è in altri paesi europei e anche forze politiche "progressiste" ritengono inopportuno sollevare l'argomento, forse per non irritare troppo i nostri troppo sensibili capitani d’industria o per non svegliare i nostri pavidi sindacati.

Silenziosamente sta maturando una crisi economica epocale favorita anche dagli aumenti dell'energia che stanno mettendo in ginocchio il nostro sistema produttivo, ma l'atteggiamento di molti è quello di ignorare il problema e di parlare d'altro.

Mi scuso per il francesismo ma come al solito sembra che gran parte degli italiani non si accorgono che la merda esiste fin quando non la pestano.




venerdì 3 giugno 2022

Lavoro

 


In Spagna dopo la riforma di Yolanda Diaz fatta a inizio anno per regolarizzare i contratti di lavoro, i nuovi assunti a tempo indeterminato sono saliti a quasi due milioni e mezzo.

Qui ancora si discute sull'opportunità di assicurare un salario minimo e qualche deficiente ha anche pensato di indire un referendum per abolire il reddito di cittadinanza e altri cervelloni pensano di destinarlo soltanto ai "disabili" - parola bruttissima in questo contesto.

L'Italia è l'unico paese europeo dove in trent'anni le retribuzioni sono diminuite anziché aumentare come è logico che sia.

Qui da noi ci sono oltre 800 tipologie di contratti aumentate a dismisura nel tempo. Questa frammentazione probabilmente fatta ad arte è riuscita a polverizzare il mondo del lavoro con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

In realtà i problemi dei nostri grandi imprenditori non sono causati soltanto dal costo del lavoro ma dalla mancanza di innovazione e da strutture produttive vetuste e inadeguate. Purtroppo molti dei nostri "capitani coraggiosi" sono stati rapidissimi a spostare ragione sociale all'estero per pagare meno tasse e a chiudere fabbriche in Italia - poi magari hanno usufruito degli aiuti governativi invocandoli a gran voce. Innovazione e investimenti tecnologici sono sempre stati fatti con il contagocce.

Gli investimenti in tecnologia in Europa ci vedono agli ultimi posti e non ci sono collegamenti efficienti tra scuola e lavoro a parte "l'alternanza" che si è rivelata un modo per fornire manodopera quasi gratis alle aziende e per far aumentare gli incidenti sul lavoro.

Questo ha contribuito a creare una classe di nuovi poveri; gente che ha un lavoro sottopagato, spesso non continuativo, e non riesce ad andare avanti. 

Basta una bolletta più alta, un aumento dei prezzi della spesa o una malattia a mettere in difficoltà migliaia di famiglie.

Famiglie che fino a qualche anno fa vivevano dignitosamente ora sono stritolate dai prezzi che salgono e dalle retribuzioni bloccate. 

Ora diversi politici che in passato hanno contribuito a creare questa situazione, ammettono candidamente che c'è qualcosa che non va ...

Fino ad ora le soluzioni proposte sono sicuramente variegate e fantasiose ma prive di senso. Purtroppo da gente che è abituata a vivere nel mondo parallelo della politica e non sa neanche cosa sia il lavoro, non c'è da aspettarsi altro.

Mai come in questo periodo lo scollamento tra politica e vita reale è stato così evidente.