domenica 2 ottobre 2022

Quello che non capisco

 


Ho sempre ammirato ed invidiato quelli che dopo aver ascoltato qualche parola di un discorso o di una notizia capiscono tutto al volo.
Io devo fare sforzi notevoli e spesso sono costretto a riascoltare tg o a rileggere articoli e notizie diverse volte per cercare di capirci qualcosa.

Questa volta la faccio facile: l'ENI è controllata dallo stato e dovrebbe garantire energia al nostro paese - è stata creata proprio per questo e al tempo di Enrico Mattei ha contribuito non poco al nostro sviluppo economico.
 
Fin qui tutto bene ma quando ho saputo che ENI ha sede fiscale in Olanda ho iniziato ad avere qualche dubbio. 
Altre difficoltà le avute quando ho capito che il prezzo dell'energia e quello del gas in particolare, vengono stabiliti in borsa (sempre in Olanda).

Qui gli speculatori acquistano quantità enormi di gas (che sono sulla carta - i famosi futures, contratti di acquisto a termine) per controllare e far salire i prezzi e di conseguenza i loro guadagni.
ENI ed Enel (che anche lei ha sede fiscale in Olanda ...) sono parti dell'ingranaggio.
Con la crisi attuale il fatturato di ENI è andato alle stelle - si parla di diversi miliardi in più - mentre le nostre bollette sono aumentate a dismisura e molte attività sono in difficoltà. 

Il comparto delle ceramiche e quello del vetro ma anche altre attività industriali e commerciali come metallurgia, meccanica, alberghi e ristoranti sono entrate in crisi e cassa integrazione e licenziamenti sono purtroppo sempre più frequenti; qui dove abito molte aziende di ceramiche hanno spento i forni e ridotto al lumicino le loro attività e a catena anche tutte le attività di contorno - quello che viene chiamato "indotto" - sono entrate in crisi.
 
Pensionati, disoccupati e altri soggetti con redditi medio-bassi hanno difficoltà a pagare le bollette dell'energia ma nessun provvedimento è stato preso per aiutarli. Gli aumenti delle pensioni erogati dal "governo dei migliori" equivalgono a una colazione domenicale al bar e l'inflazione sta aggredendo il potere d'acquisto in modo assai pesante.

Putin per ora c'entra poco perché i prezzi di erogazione del gas e del petrolio vengono fissati con largo anticipo quindi probabilmente lo zar sta vendendo a prezzi stabiliti un anno fa e anche più.

Quello che non capisco è perché un ente controllato dallo stato si comporti esattamente come una società di investimenti privata spostando anche sede fiscale all'estero.
Altra cosa che non riesco a farmi andare giù è perché non si menziona l'argomento da nessuna parte e tutti i media invece ci stanno insegnando come cuocere la pasta facendo bollire meno l'acqua, spegnere le luci in casa o come asciugare i panni risparmiando corrente. 
L'aumento delle bollette viene considerato come un fatto assodato ed inevitabile da tutto il nostro imparziale giornalismo da operetta.

Mi aspetterei che almeno parte di quei guadagni extra di cui sopra vengano redistribuiti agli utenti come è giusto che sia. 

Ma questo argomento non l'ha affrontato ancora nessuno e non ho ascoltato proposte valide che vadano in questo senso.

mercoledì 28 settembre 2022

Dopo le elezioni



Dopo le elezioni ho letto una marea di post di gente - anche quelli di molti amici - che dopo i risultati e la vittoria del centro-destra si sono vestiti a lutto. 

La "vittoria dell'oscurantismo", la "Meloni al potere", le "libertà personali compromesse" e via di questo passo. 
Chi non "si riconosce più in questo paese", chi frigna per "la rinascita del fascismo" e chi pensa perfino all'espatrio in un'atmosfera da affondamento del Titanic.

Cari amici quello che umilmente vorrei dirvi è che avete votato per anni un partito che si è progressivamente spostato al centro fregandosene delle sue radici storiche, un partito che ha fatto una legge elettorale da ottenebrati e che nonostante ne avesse avuto più volte l'occasione, non ha minimamente pensato a cambiare.

I leader si sono affidati fideisticamente alla fantomatica "agenda" di un banchiere che del salario minimo, di quello che è diventato il mondo del lavoro e di tutte quelle misure atte a proteggere gli strati più deboli se ne è semplicemente fregato.

La destra qui da noi ha vinto già da tempo - se una donna che ha bisogno di abortire è costretta nella metà dei casi a rivolgersi a strutture private (anche nelle regioni di "sinistra"), se nei casi di violenza carnale sono le vittime a doversi difendere, se vengono stilati contratti di lavoro a cinque euro l'ora, se settantenni continuano a lavorare e a cadere dai ponteggi, se pensionati sono costretti a cercare un pasto caldo alla Caritas, tutto questo sbandierato "progressismo" è molto difficile da vedere.

Scuola, lavoro, trasporti e sanità pubblica sono andati da tempo progressivamente deteriorandosi nell'indifferenza generale. 

L'astensionismo diffuso ha reso evidente che più di un italiano su tre non si sente rappresentato da nessuno e non reputa più il voto uno strumento utile di cambiamento.

Nonostante questo i risultati elettorali sono stati considerati dai boss di questa politica con la solita supponenza dimostrando ancora una volta quanto siano distanti dal mondo reale.

Il fatto è che se vinci al lotto hai culo ma se vinci le elezioni c'è sempre un motivo reale - che ci piaccia o meno la democrazia è questa e serve farci i conti. 
Neanche a me piace avere un governo del genere ma la maggioranza dei votanti si è espressa così.

La ricerca del voto utile, del voto "contro la destra" e non del voto su proposte serie per risolvere i problemi delle persone, ha contribuito a creare questa realtà. 

E la cosa è andata avanti e avanti contribuendo a creare una classe politica simile a quella democristiana degli anni '50 e '60 autoreferenziale e completamente fuori dal mondo ma attentissima alla sua sopravvivenza.

Ora che i responsabili di partito non facciano autocritica chiusi nei loro paesi dei balocchi, posso anche capirlo ma che molti elettori non si facciano domande e continuino a vivere in questa realtà virtuale proprio non lo capisco. 




lunedì 29 agosto 2022

Crisi

 


Siamo appena entrati in una crisi economica gravissima dopo i buoni risultati di crescita post covid. Già molte aziende sono ridotte al lumicino e sono state costrette a ridurre pesantemente l'attività e a far rimanere a casa molti lavoratori. I costi dell'energia sono ormai fuori controllo e non solo a causa di Putin ma soprattutto a causa della speculazione finanziaria. In questa crisi i profitti di molti gruppi finanziari - in primis quelli che operano nel settore energetico - stanno vertiginosamente salendo. Per non parlare poi dei gruppi bancari e dei gruppi d'investimento che stanno speculando sul nostro prossimo default. Intanto suona l'orchestrina della campagna elettorale - mai vista campagna più sgangherata e approssimativa. Promesse irrealizzabili, argomenti assolutamente irreali e stronzate sparate senza rete che ad un esame razionale sembrano una solenne presa in giro ai danni degli elettori. Si avvicinano tempi durissimi e mai come ora la politica è stata così distante dalla vita reale. L'assenza di un vero polo progressista mai come adesso, si fa sentire. In realtà il messaggio che passa è soltanto quello di non far vincere la "destra" (o la "sinistra") turandosi il naso e andando a votare. Idee e soluzioni praticabili zero a parte quelle che prevedono il ripristino dell'immunità parlamentare o di sottrarre - ancora! - soldi alla sanità per l'educazione sportiva. Si parla di "devianze", di servizio di leva obbligatorio, di blocchi navali o di "agende" improbabili ma per le bollette, gli stipendi e il conto della spesa quotidiana che si fa?


domenica 21 agosto 2022

Mettere su famiglia



Stiamo diventando un paese di vecchi. Questa frase ormai ricorrente nell'informazione e in tanti discorsi fatti, purtroppo è vera. La popolazione giovane è in continuo calo e l'età media degli italiani è in preoccupante aumento.

Sentendo i discorsi di molti politici sembra una situazione senza soluzioni praticabili nell'immediato. Le preoccupazioni sbandierate dagli economisti sono  quelle legate al reperimento delle risorse per le pensioni e per la sanità ma piani reali per affrontare il problema non se ne vedono.

Il fatto è che qui da noi fare figli sta diventando roba da ricchi. Non serve uno scienziato per capire che con i salari percepiti oggi dai giovani è molto difficile mettere su famiglia, pagare un affitto, mantenere figli e magari sostenere un sistema pensionistico decente.

Le generazioni precedenti, seppure con grandi sacrifici, hanno potuto mandare avanti la famiglia, hanno potuto assicurare un'istruzione ai loro figli e qualche volta dargli anche la sicurezza di un tetto.

Oggi questo è sempre più difficile e sempre più costoso. La mancanza di strutture pubbliche - esempio lampante quello degli asili nido - costringe i genitori a spendere cifre che lo standard retributivo di oggi può riservare soltanto a pochi.

Sui social qualcuno, scherzosamente, ha rivalutato il personaggio di Fantozzi; quello che sembrava l'italiano "piccolo piccolo" in realtà manteneva una famiglia, aveva una casa, una utilitaria, uno stipendio regolare e andava in ferie ogni estate riuscendo poi anche ad andare in pensione. 

Quanti dei nostri giovani (e anche meno giovani purtroppo) oggi possono fare lo stesso?

Le retribuzioni e il costo della vita sono il vero problema ma sembra che tutti i politici e gran parte dei sindacati - salvo poche eccezioni - se ne siano dimenticati.

Qui da noi i salari non crescono più da tempo e in molti settori sono addirittura diminuiti; per contro i contratti a termine, i lavori interinali, le attività "esternalizzate" aumentano ogni giorno a vista d'occhio.

Attività che per decenni hanno assicurato un tenore di vita decente ora sono diventate forme di schiavismo tout-court appannaggio dei disperati che non riescono ad entrare o a rientrare nel mondo del lavoro decentemente retribuito e sono costretti ad accontentarsi praticamente di elemosina.

Salario minimo e revisione dei contratti sono argomenti che in questa campagna elettorale vengono sbandierati da molti ma che poi, come è sempre accaduto, verranno colpevolmente dimenticati ed clamorosamente elusi.

Anche quello che dovrebbe essere il polo "progressista" sebbene sia stato a lungo nella stanza dei bottoni ha badato bene a non sollevare questioni sull'argomento forse per non irritare troppo i padroni del vapore.

Gli aiuti alle famiglie e gli aumenti delle pensioni del governo dei "migliori" e del governo "giorgia" consentiranno forse di pagare la colazione domenicale al bar ma certamente non risolveranno il problema.


venerdì 19 agosto 2022

Nuovi poveri parte seconda



Colin Hughes, direttore operativo della Qantas - il più grande vettore aereo australiano - ha messo parte dei manager della compagnia allo scarico e carico dei bagagli. 
Con turni di tre o cinque giorni a settimana si cercherà di sopperire al personale mancante impiegando anche i dirigenti fisicamente in grado di svolgere un lavoro del genere.

Durante il covid gran parte degli addetti alla movimentazione sono stati licenziati e ora manca chi carica e scarica le valigie dei passeggeri ma anche chi rifornisce gli aerei o chi cura manutenzione e pulizia delle piste.

Qui in Italia con l'uso della cassa integrazione quando è stato possibile e le rotazioni dei turni, le cose sono andate leggermente meglio ma i servizi di movimentazione 
nei nostri aeroporti sono comunque in grande sofferenza.

Il problema è che molti impiegati nel settore hanno preferito trovarsi un altro lavoro; turni massacranti, retribuzioni medie di 600 euro mensili e contratti interinali a tempo hanno fatto si che molti lavoratori richiamati dopo la pandemia abbiano rifiutato il posto.

Inoltre la guerra dei prezzi dei biglietti aerei ha favorito le esternalizzazioni di molti servizi con offerte di lavoro a termine degne dei peggiori schiavisti.

Agenzie di collocamento, finte cooperative e subappalti selvaggi sono diventati i protagonisti della movimentazione bagagli e di tanti altri servizi aeroportuali. 

La favola dell'economia di mercato che si auto-regola e cresce continuamente con benefici per tutti non tiene più. 
In molti campi il "libero mercato" produce soltanto nuovi poveri, inefficienza e servizi scadenti. 

Pensiamo alle esternalizzazioni nei nostri ospedali o ai subappalti per la realizzazione o la manutenzione delle opere pubbliche o alle concessioni autostradali.

Vicende come quelle del ponte Morandi sembra che non ci abbiano insegnato nulla.

 

giovedì 18 agosto 2022

Sanità

 


La sanità calabrese ha chiesto aiuto ai medici cubani per mancanza di personale. Sembra che i concorsi indetti per trovare medici e personale sanitario siano andati deserti (nessuno però ha avuto il coraggio di domandarsi perché).

Nonostante la situazione, poche settimane fa i manager calabresi si sono aumentati lo stipendio a maggioranza. I pochissimi che si sono opposti sono stati accusati di "demagogia".

Ovviamente il grosso della nostra puntualissima informazione non ha dato alcun riscontro all'accaduto.

Gli stipendi dei nostri "manager" superano di parecchio le retribuzioni di molti capi di stato stranieri e di molti manager dell'industria privata. 

Sembra sia più conveniente dirigere una qualche struttura sanitaria qui da noi che essere l'ad di IBM, General Motors o Hewlett Packard o magari il ministro della difesa USA.

Anche i bilanci per la spesa sanitaria - di cui spesso si sottolinea l'inadeguatezza - in realtà sono spesso uguali o superiori a quelli di altri paesi ma chissà perché non sono sufficienti a mandare avanti la baracca in modo decente e non si riesce mai a capire esattamente dove vanno a finire le risorse disponibili e in che modo vengono impiegate.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Pronto soccorsi affollati con tempi di visita biblici, malati dimessi prima del dovuto, mancanza di farmaci base, liste d'attesa infinite (anche se ricorrendo all'intramoenia o direttamente alle strutture private i tempi si accorciano miracolosamente).

Purtroppo soggetti del genere saranno votati ancora - la vera tragedia è questa.


sabato 23 luglio 2022

Elezioni

 


L'ennesima crisi di governo questa volta ci porterà alle elezioni. Il "migliore" di fronte ai punti di discussione di Conte e compagni ha deciso di staccare la spina. Francamente non ho mai pensato che un governo del genere potesse aver voglia di affrontare argomenti come quello del salario minimo garantito, degli aiuti alle famiglie o di una transizione ecologica ormai irrinunciabile.

Avevo avuto gli stessi dubbi quando i cinque stelle cercarono di governare con la lega e non ho mai capito dopo la caduta del governo Conte, tutta questa voglia di partecipare a quello Draghi. 

Governi "tecnici" come questi servono in realtà a rassicurare i mercati finanziari e i grossi gruppi imprenditoriali - è già successo per quello Monti - ma non sono mai sintonizzati su quello che è il mondo reale. Famiglie, piccole imprese, lavoratori e artigiani non hanno mai avuto niente da governi del genere a parte "regali" come la riforma Fornero o simili.

Purtroppo pagheremo caro il fatto che la politica italiana è ormai da tempo completamente distaccata dal mondo reale. Dopo anni in cui si è votato per il meno peggio, molti elettori hanno abbandonato la partita, altri votano senza informarsi a fondo e sono facili prede di luoghi comuni e falsità eclatanti - complice anche un'informazione che si è rivelata una delle peggiori al mondo.

Politici che hanno sostenuto che Ruby fosse la nipote di Mubarak, indagati, ladri conclamati e collusi, leader con madonne appese al muro vinceranno quasi sicuramente le prossime elezioni. 

Pagheremo così l'assenza di un reale polo progressista e riformista vicino al mondo reale. La smania di cercare i "campi larghi" per cercare di rimanere in sella invece di proporre soluzioni e lottare per risolvere i problemi del mondo reale farà il resto.



sabato 16 luglio 2022

Lavoro e informazione

 


In questo periodo leggere e fruire dell'informazione italiana presuppone avere stomaco forte e nervi saldi. Articoli su chi non trova lavoratori dipendenti, sviolinate al governo dei "migliori" messo in crisi da cattivoni irresponsabili, odi agli inceneritori e ipotesi sulla separazione Totti-Blasi dominano il panorama della nostra informazione.

Di lavoro e di sicurezza ignorata si continua allegramente a morire - manovali o autisti ultra sessantenni coinvolti in orribili incidenti, braccianti uccisi dalla fatica o dal caldo, apprendisti fatti fuori da “tragiche fatalità”. In tutto questo le retribuzioni continuano ad essere ridicole rispetto alla media europea senza alcuna garanzia di equità.

Poi c'è chi si domanda perché non si fanno più figli e l'Italia stia diventando un paese di vecchi e c'è chi si preoccupa perché le risorse per pagare le pensioni si stanno assottigliando pericolosamente. 

Anche un bambino riuscirebbe a capire che garantendo stipendi decenti i giovani potrebbero mettere su famiglia più facilmente e retribuzioni adeguate potrebbero garantire l'erogazione di pensioni senza attingere ad altre risorse.

Purtroppo i nostri giovani più capaci stanno emigrando all'estero in modo sempre più massiccio ma molti italiani come nelle comiche, si preoccupano invece dei poveracci che riescono ad arrivare qui vivi dall'Africa o da altri paesi ancor meno fortunati del nostro.

I nostri valenti giornalisti di questo sembrano non accorgersi proprio e ormai gli articoli fotocopia si sprecano. Maledetto reddito di cittadinanza ... I giovani non vogliono più fare sacrifici ... Nessuno vuole più fare la gavetta … I giovani sono troppo choosy ...

Ristoratori che non trovano camerieri, fabbriche senza operai specializzati, negozi senza commessi ormai sono diventati dei set come quelli di Cinecittà dove periodicamente vengono messi in scena questi peana lacrimogeni.

Giornali e giornalisti che hanno fatto scuola ormai si sono inchinati al volere dei padroni di turno in modo così sfacciato che certe volte fanno quasi pena, tutti presi nella realizzazione di queste insulse telenovelas prodotte ad arte per coprire le magagne del mondo reale.