domenica 11 dicembre 2016

La cruda realtà




Dopo aver espresso monosillabicamente il nostro parere il quattro dicembre, siamo ritornati alla cruda realtà. Il tempo perso a dibattere sulle riforme costituzionali e le energie spese dai fronti opposti non sono riusciti a mascherare lo stato delle cose. Una economia che non cresce, scuola e sanità paralizzate da provvedimenti discutibili, un mercato del lavoro da terzo mondo e una pressione fiscale in continuo aumento caratterizzano l’Italia di oggi.
Gli unici investimenti che non risentono di questa situazione sono quelli delle spese militari; acquistiamo aerei, sistemi d’arma sempre più sofisticati (almeno sulla carta) e in proporzione spendiamo come una super potenza in missioni militari dagli esiti incerti. Altre spese che non diminuiscono mai sono quelle dalla macchina dello stato: sempre più inefficiente, sempre più lenta e sempre più costosa.
Trasporti, comunicazioni, infrastrutture pubbliche sono abbandonati a se stessi – le balle governative di questi ultimi tempi sono servite soltanto a nascondere la spazzatura sotto i tappeti.
Come sempre succede quando le forze progressiste non sono più tali, l’economia privilegia i grandi gruppi e se ne fotte allegramente delle piccole realtà che sono la maggior parte del nostro tessuto produttivo con il risultato che abbiamo tutti sotto gli occhi. I media italiani cercano di nascondere la situazione pubblicando favolette ma le statistiche degli ultimi tempi sono impietose: il paese non cresce, gli stipendi e le retribuzioni sono tra i più bassi d’Europa e molte attività stanno morendo.
Se e quando si arriverà alle elezioni chi le vincerà dovrà affrontare un lavoro di ricostruzione paragonabile a quello del dopoguerra senza poter contare su nessun aiuto e con un’Europa ormai finita – senza solidarietà e senza le nobili motivazioni dei padri fondatori.
La vera battaglia inizia adesso; riuscire ad andare ad elezioni in tempi brevi e cercare di cambiare le cose e di rimettere in moto il paese per non dichiarare fallimento e diventare un serbatoio di forza lavoro a basso costo, una terra di conquista dove con un ticket acquistato in tabaccheria, sia possibile sfruttare manodopera omettendo il rispetto delle garanzie più elementari.