La
sentenza della Consulta – peraltro ampiamente prevedibile – ha
bocciato la riforma Fornero; la legge proposta tra lacrime e tweet
ora costerà miliardi di euro e probabilmente polverizzerà il
“tesoretto” di Renzi (sempre che esista e sia reale).
Quelli
che erano i “tecnici” al governo si sono rivelati un branco di
dilettanti; tra i provvedimenti economici di Monti e Fornero e le
discutibili manovre sul lavoro dell'attuale governo l'economia non
riparte e il baratro sembra essere sempre più profondo – basta
leggere le ultime statistiche pubblicate da quei pericolosi
gufi sovversivi dell'Istat.
Non
serve aver studiato ad Harvard per capire che diminuzione dei diritti
e aumento delle tasse non hanno mai fatto ripartire le economie. Purtroppo
maggioranze e opposizioni che si sono succedute al comando in questi
anni sembrano stolidamente non capirlo.
La
minoranza del pd e molti suoi elettori ora accusano Renzi per la
“deriva impressa al partito” ma le cose sono iniziate molto prima
con le bicamerali a vuoto, con il mettere in discussione i diritti
del lavoro e con tante altre cose non fatte come la revisione del
bilancio della difesa, l'abolizione reale degli enti inutili e
riforme da ottenebrati come quella della scuola che ha precipitato il
settore dell'istruzione nel terzo mondo.
Intellettuali
e figure pubbliche come il vignettista Staino danno la colpa a
Bersani e al vecchio gruppo dirigente del pd per non aver fermato
Renzi ignorando che la logica conseguenza di errori commessi
vent'anni fa ha spianato le porte all'ex sindaco di Firenze e a tutta
la corte di yes-men che ha intorno come già accaduto con Berlusconi.
Non
esiste secondo me un prima senza Renzi e un dopo con Renzi – certe
idee vengono da lontano, commistioni tra politici, delinquenti e
imprenditori non sono di adesso ma inquinano da tempo opposizioni e
maggioranze di governo – certi tentennamenti e certi compromessi
ora vengono al pettine in tutta la loro gravità.
Buon
primo maggio a tutti.