venerdì 1 maggio 2015

Pedalare a vuoto


La sentenza della Consulta – peraltro ampiamente prevedibile – ha bocciato la riforma Fornero; la legge proposta tra lacrime e tweet ora costerà miliardi di euro e probabilmente polverizzerà il “tesoretto” di Renzi (sempre che esista e sia reale).
Quelli che erano i “tecnici” al governo si sono rivelati un branco di dilettanti; tra i provvedimenti economici di Monti e Fornero e le discutibili manovre sul lavoro dell'attuale governo l'economia non riparte e il baratro sembra essere sempre più profondo – basta leggere le ultime statistiche pubblicate da quei pericolosi gufi sovversivi dell'Istat.
Non serve aver studiato ad Harvard per capire che diminuzione dei diritti e aumento delle tasse non hanno mai fatto ripartire le economie. Purtroppo maggioranze e opposizioni che si sono succedute al comando in questi anni sembrano stolidamente non capirlo.
La minoranza del pd e molti suoi elettori ora accusano Renzi per la “deriva impressa al partito” ma le cose sono iniziate molto prima con le bicamerali a vuoto, con il mettere in discussione i diritti del lavoro e con tante altre cose non fatte come la revisione del bilancio della difesa, l'abolizione reale degli enti inutili e riforme da ottenebrati come quella della scuola che ha precipitato il settore dell'istruzione nel terzo mondo.
Intellettuali e figure pubbliche come il vignettista Staino danno la colpa a Bersani e al vecchio gruppo dirigente del pd per non aver fermato Renzi ignorando che la logica conseguenza di errori commessi vent'anni fa ha spianato le porte all'ex sindaco di Firenze e a tutta la corte di yes-men che ha intorno come già accaduto con Berlusconi.
Non esiste secondo me un prima senza Renzi e un dopo con Renzi – certe idee vengono da lontano, commistioni tra politici, delinquenti e imprenditori non sono di adesso ma inquinano da tempo opposizioni e maggioranze di governo – certi tentennamenti e certi compromessi ora vengono al pettine in tutta la loro gravità.
Buon primo maggio a tutti.