domenica 10 maggio 2015

Occasioni perdute


Con la discussione sul job act e quella sulla legge elettorale la minoranza del PD ha dimostrato che in un partito come questo “l'opposizione leale”, “la coscienza critica” e lo “spirito unitario” non servono a niente e ha perso forse l'ennesima occasione per contare qualcosa.
La partecipazione al teatrino, i mugugni, le interviste piene di frasi oblique e di ammiccamenti che sembrano altolà (e viceversa) hanno dimostrato la distanza tra la politica di questi “oppositori” e la realtà di tutti i giorni.
Una riforma del lavoro che non avrebbe immaginato neanche la Thatcher, scritta con un pressapochismo preoccupante e promulgata senza possibilità reali di discussione ora viene vista come la panacea universale – la medicina che ci dovrebbe far uscire dalla crisi, la bacchetta magica che tutto risolve e tutto aggiusta.
La scuola non versa in migliori condizioni – il governo ha partorito dei provvedimenti da pazzi che riusciranno ad affossare definitivamente il settore dell'insegnamento.
I nostri baldi combattenti per ora brontolano, qualche volta minacciano (velatamente) ma restano aggrappati alla poltrona tranne pochissime eccezioni – l'addio di Civati è stato fino ad ora, l'unico gesto coerente e coraggioso.
In questo gioco sicuramente ha avuto un peso notevole anche la predilezione degli italiani a delegare la gestione della cosa pubblica all'ennesimo “uomo del destino”. Dopo Mussolini, Craxi e Berlusconi, è probabile che ci tocchi ora un ventennio in stile Renzi – tutto tweet, annunci, supercazzole, selfie e gelati.
Mentre quello che era il maggior partito progressista italiano è diventato simile alla democrazia cristiana della prima repubblica il resto del mondo è andato avanti – culture ed economie ci sopravanzano allegramente infischiandosene delle nostre beghe, dei nostri sottili distinguo e dei nostri buoni propositi e relegando l'Italia ad un ruolo sempre più marginale.
Poi ci sorprendiamo che la Mogherini non sia stata neanche interpellata mentre si discuteva con Putin o che una banda di olandesi ubriachi abbia bloccato e devastato il centro storico di Roma.
Ci sorprendiamo che i giovani siano costretti ad emigrare per trovare lavoro ma abbiamo la legge Fornero.
Ci meravigliamo che la scuola sia finita in malora ma i ministri della pubblica istruzione degli ultimi trent'anni hanno rappresentato il peggio che si poteva esprimere.
Ci sorprendiamo della durata della crisi ma aumentiamo l'iva, aumentiamo le tasse e la burocrazia nella speranza che l'economia si risollevi.
Ci meravigliamo per la corruzione ma spesso per proteggere interessi personali vengono promulgate leggi sempre più “colabrodo” e sempre più permissive e indagati e condannati siedono in parlamento in quasi tutti gli schieramenti.