Speravamo tutti che il nuovo anno fosse un anno di pace ma stanno accadendo cose che non fanno per niente ben sperare.
Gli USA hanno attaccato il Venezuela e ne hanno addirittura rapito il presidente e in Medio Oriente praticamente nulla è cambiato e si continua a morire.
USA e Russia stanno mostrando il loro volto peggiore da tempo - Trump e Putin fanno del tutto per imporre i loro voleri senza neanche tentare di giustificarsi.
Il Venezuela con le sue risorse petrolifere è da anni sotto osservazione americana e quella di combattere il narcotraffico è palesemente una scusa per condizionare direttamente la politica venezuelana.
In realtà stiamo ritornando agli anni '50, '60 e '70 dove in Sudamerica gli USA la facevano da padroni.
Ricordate i regimi come quello di Pinochet in Cile o di Banzer in Bolivia?
Gli USA stanno applicando ancora una volta le stesse regole.
Il bello è che le stanno applicando anche nei nostri confronti. L'affare dei dazi è un perfetto indicatore della politica estera di Trump ed il nostro governo ne è addirittura contento riscuotendo ovviamente il plauso della nostra "libera informazione".
Salvini ha detto più volte che i dazi sono un'opportunità (non si capisce per chi) e dopo la telefonata Meloni-Trump sono tutti contenti perché quelli sulla pasta sono stati ridotti di pochi punti percentuali e la nostra beneamata presidente viene acclamata come se fosse una grande statista.
Purtroppo l'Europa sta pagando amaramente lo scotto di non avere più partiti progressisti realmente attivi e funzionanti con l'eccezione della sola Spagna.
Per anni molte compagini di sinistra in Europa hanno fatto politiche difficilmente distinguibili da quelle dei partiti più conservatori.
Soprattutto in tema d'economia, di retribuzioni, di servizi e di tassazione da una trentina di anni è molto difficile distinguere le politiche progressiste da quelle conservatrici e ora ne paghiamo tutti quanti lo scotto.
Quello che è successo in Italia dove al potere c'è un governo dichiaratamente di destra, è accaduto anche in altri paesi europei e per ora non si vedono soluzioni immediate all'orizzonte.
Il fronte progressista europeo è confuso e non ha una linea chiara e spesso le soluzioni che propone sono incomprensibili ai più.
Per contro la destra - pur con altisonanti frescacce e palesi bugie - sembra avere maggior presa sugli elettori, maggior ascolto e maggior presenza.
Probabilmente c'è una questione di linguaggio alla base di questi avvenimenti.
Purtroppo è ormai palese che molti politici e molti attivisti progressisti parlano in modo non più comprensibile a tutti. Qui da noi il fenomeno dell'astensionismo in continua crescita ne è il sintomo perfetto.
Anni or sono i nostri politici progressisti erano perfettamente in grado di farsi capire senza problemi.
Figure come Pertini o Berlinguer sono entrate quasi nel mito e sono ricordate da tutti proprio per questo.
I progressisti di oggi invece hanno elaborato un loro linguaggio difficilmente comprensibile dalla gente comune, spesso difficilmente interpretabile e destinato soltanto a colleghi o a gruppi specifici.
Grazie a questo modo di comunicare la destra ha vinto a mani basse secondo il principio che una semplice bugia è molto più comprensibile di una verità complessa.
Quello che sta succedendo qui da noi è un classico di quanto affermato - abbiamo gli stipendi più bassi di Europa ma abbiamo cercato di costruire campi di raccolta in Albania per gli extracomunitari.
La scuola pubblica è ridotta al lumicino, senza risorse e senza provvedimenti intelligenti ma ci preoccupiamo del crocifisso e dell'educazione sessuale degli alunni e non degli abbandoni e del numero sempre più basso di diplomati e laureati.
Si potrebbe continuare quasi all'infinito nell'elencare questi argomenti sui quali sono state vinte campagne elettorali dove gli eletti hanno convinto gli elettori a votarli parlando del nulla.
Come detto da molti, il capolavoro di certi politici è stato quello di fare credere a gente con 1200 euro di stipendio che le colpe siano tutte di chi ne guadagna 500 e che il problema da risolvere sia quello dei lavoratori extracomunitari che "rubano" casa e lavoro agli italiani.
Purtroppo gran parte degli elettori c'è cascata in pieno e passerà tempo prima che inizino ad accorgersi di essere stati solennemente fregati.
Nel frattempo saremo sempre più legati agli USA che ci tratteranno come una colonia.
In passato avevamo provato con buoni risultati ad aprire scambi e commerci con altri paesi - ricordate la "Via della Seta" per commerciare con la Cina? - ma l'attuale governo è completamente prono alle richieste e alle politiche economiche americane.
Abbiamo un sistema sanitario e dei servizi pubblici sempre meno efficienti ma acquisteremo sempre più armi secondo quanto ordinato dagli USA, fino ad una quota ragguardevole del PIL.
E anche su questo argomento i progressisti di casa nostra hanno preferito non esprimersi univocamente parlando tutti la stessa lingua.
Riguardo questo sono abbastanza pessimista.
Noi italiani siamo piuttosto lenti e ottusi per quanto riguarda questi temi e ci muoviamo ragionando in decine di anni; abbiamo avuto un ventennio fascista seguito poi da due ventenni sostanzialmente democristiani e da un altro ventennio berlusconiano - qualche governo tecnico e poi nuovamente la destra al potere.
E da quello che sembra non abbiamo ancora imparato niente.
