Gli
avvenimenti in Grecia hanno cancellato definitivamente il sogno di
una Europa unita; ancora una volta gli interessi della gente comune
sono stati sacrificati dalla legge del più forte. Mai come adesso
l'ipocrisia delle frasi fatte di questi anni - “ce lo chiede
l'Europa”, “nascita di un grande progetto economico”, “verso
gli stati uniti europei” - appare tragicamente evidente.
Non
occorre essere dei geni per capire che in questo momento di
recessione economica tutte le misure di austerità, tutti gli
attacchi al welfare e gli aumenti della pressione fiscale serviranno
soltanto a proteggere gli interessi della Germania e di pochi grandi
gruppi economici.
Il
benessere dei popoli del vecchio continente non è stato neanche
preso in considerazione, i greci non potranno tassare le rendite dei
patrimoni più grandi ma – come noi italiani – dovranno
aspettarsi una economia sempre più pilotata dagli interessi dei
gruppi finanziari tedeschi e francesi.
Jean-Claude
Juncker che nel 2013 aveva dato le dimissioni dal governo del
Lussemburgo dopo essere stato sospettato di aver agevolato con
provvedimenti fiscali compiacenti diverse multinazionali e aver
creato una polizia segreta per spiare migliaia di cittadini, ora
svolge il lavoro sporco: privilegiare gli interessi di pochi a
scapito di molti con una inflessibilità che rasenta la
monomania.
Una
colossale opera di disinformazione ha instillato in tutti gli europei
una fatalistica rassegnazione nell'accettare queste politiche e la paura di metterle in discussione.
La
Germania sembra aver dimenticato il trattamento economico di favore
che le ha permesso di rinascere, di riunificarsi e diventare
l'economia più forte del continente.
Ma
quale che sia il risultato del referendum in Grecia l'Europa ha
comunque perso.
Se
i greci voteranno contro le misure economiche avranno creato un
pericoloso precedente – se voteranno a favore queste misure
dovranno funzionare a tutti i costi per non minare la credibilità
internazionale (già scarsa) dell'unione europea.
La
cravatta che Renzi ha regalato a Tsipras potrebbe soffocarci tutti.

