sabato 4 luglio 2015

Disastri annunciati


Gli avvenimenti in Grecia hanno cancellato definitivamente il sogno di una Europa unita; ancora una volta gli interessi della gente comune sono stati sacrificati dalla legge del più forte. Mai come adesso l'ipocrisia delle frasi fatte di questi anni - “ce lo chiede l'Europa”, “nascita di un grande progetto economico”, “verso gli stati uniti europei” - appare tragicamente evidente.
Non occorre essere dei geni per capire che in questo momento di recessione economica tutte le misure di austerità, tutti gli attacchi al welfare e gli aumenti della pressione fiscale serviranno soltanto a proteggere gli interessi della Germania e di pochi grandi gruppi economici.
Il benessere dei popoli del vecchio continente non è stato neanche preso in considerazione, i greci non potranno tassare le rendite dei patrimoni più grandi ma – come noi italiani – dovranno aspettarsi una economia sempre più pilotata dagli interessi dei gruppi finanziari tedeschi e francesi.
Jean-Claude Juncker che nel 2013 aveva dato le dimissioni dal governo del Lussemburgo dopo essere stato sospettato di aver agevolato con provvedimenti fiscali compiacenti diverse multinazionali e aver creato una polizia segreta per spiare migliaia di cittadini, ora svolge il lavoro sporco: privilegiare gli interessi di pochi a scapito di molti con una inflessibilità che rasenta la monomania.
Una colossale opera di disinformazione ha instillato in tutti gli europei una fatalistica rassegnazione nell'accettare queste politiche e la paura di metterle in discussione.
La Germania sembra aver dimenticato il trattamento economico di favore che le ha permesso di rinascere, di riunificarsi e diventare l'economia più forte del continente.
Ma quale che sia il risultato del referendum in Grecia l'Europa ha comunque perso.
Se i greci voteranno contro le misure economiche avranno creato un pericoloso precedente – se voteranno a favore queste misure dovranno funzionare a tutti i costi per non minare la credibilità internazionale (già scarsa) dell'unione europea.
La cravatta che Renzi ha regalato a Tsipras potrebbe soffocarci tutti.