sabato 23 luglio 2022

Elezioni

 


L'ennesima crisi di governo questa volta ci porterà alle elezioni. Il "migliore" di fronte ai punti di discussione di Conte e compagni ha deciso di staccare la spina. Francamente non ho mai pensato che un governo del genere potesse aver voglia di affrontare argomenti come quello del salario minimo garantito, degli aiuti alle famiglie o di una transizione ecologica ormai irrinunciabile.

Avevo avuto gli stessi dubbi quando i cinque stelle cercarono di governare con la lega e non ho mai capito dopo la caduta del governo Conte, tutta questa voglia di partecipare a quello Draghi. 

Governi "tecnici" come questi servono in realtà a rassicurare i mercati finanziari e i grossi gruppi imprenditoriali - è già successo per quello Monti - ma non sono mai sintonizzati su quello che è il mondo reale. Famiglie, piccole imprese, lavoratori e artigiani non hanno mai avuto niente da governi del genere a parte "regali" come la riforma Fornero o simili.

Purtroppo pagheremo caro il fatto che la politica italiana è ormai da tempo completamente distaccata dal mondo reale. Dopo anni in cui si è votato per il meno peggio, molti elettori hanno abbandonato la partita, altri votano senza informarsi a fondo e sono facili prede di luoghi comuni e falsità eclatanti - complice anche un'informazione che si è rivelata una delle peggiori al mondo.

Politici che hanno sostenuto che Ruby fosse la nipote di Mubarak, indagati, ladri conclamati e collusi, leader con madonne appese al muro vinceranno quasi sicuramente le prossime elezioni. 

Pagheremo così l'assenza di un reale polo progressista e riformista vicino al mondo reale. La smania di cercare i "campi larghi" per cercare di rimanere in sella invece di proporre soluzioni e lottare per risolvere i problemi del mondo reale farà il resto.



sabato 16 luglio 2022

Lavoro e informazione

 


In questo periodo leggere e fruire dell'informazione italiana presuppone avere stomaco forte e nervi saldi. Articoli su chi non trova lavoratori dipendenti, sviolinate al governo dei "migliori" messo in crisi da cattivoni irresponsabili, odi agli inceneritori e ipotesi sulla separazione Totti-Blasi dominano il panorama della nostra informazione.

Di lavoro e di sicurezza ignorata si continua allegramente a morire - manovali o autisti ultra sessantenni coinvolti in orribili incidenti, braccianti uccisi dalla fatica o dal caldo, apprendisti fatti fuori da “tragiche fatalità”. In tutto questo le retribuzioni continuano ad essere ridicole rispetto alla media europea senza alcuna garanzia di equità.

Poi c'è chi si domanda perché non si fanno più figli e l'Italia stia diventando un paese di vecchi e c'è chi si preoccupa perché le risorse per pagare le pensioni si stanno assottigliando pericolosamente. 

Anche un bambino riuscirebbe a capire che garantendo stipendi decenti i giovani potrebbero mettere su famiglia più facilmente e retribuzioni adeguate potrebbero garantire l'erogazione di pensioni senza attingere ad altre risorse.

Purtroppo i nostri giovani più capaci stanno emigrando all'estero in modo sempre più massiccio ma molti italiani come nelle comiche, si preoccupano invece dei poveracci che riescono ad arrivare qui vivi dall'Africa o da altri paesi ancor meno fortunati del nostro.

I nostri valenti giornalisti di questo sembrano non accorgersi proprio e ormai gli articoli fotocopia si sprecano. Maledetto reddito di cittadinanza ... I giovani non vogliono più fare sacrifici ... Nessuno vuole più fare la gavetta … I giovani sono troppo choosy ...

Ristoratori che non trovano camerieri, fabbriche senza operai specializzati, negozi senza commessi ormai sono diventati dei set come quelli di Cinecittà dove periodicamente vengono messi in scena questi peana lacrimogeni.

Giornali e giornalisti che hanno fatto scuola ormai si sono inchinati al volere dei padroni di turno in modo così sfacciato che certe volte fanno quasi pena, tutti presi nella realizzazione di queste insulse telenovelas prodotte ad arte per coprire le magagne del mondo reale.


sabato 2 luglio 2022

Nuovi poveri

 


Tornando dopo il lavoro la strada verso casa mi porta davanti alla sede della Caritas.

Oltre dieci anni or sono quando sono venuto a vivere qui, quasi tutti quelli in fila per un pasto caldo e per il dormitorio erano prevalentemente extra-comunitari in cerca di lavoro in zona.
Molte aziende agricole necessitavano di personale e chi fuggiva da guerre e carestie sperava di vivere una vita migliore qui da noi.

Dopo qualche tempo passato a orientarsi quasi tutti riuscivano a trovare una occupazione e ad iniziare un percorso di integrazione aiutati anche dal gran lavoro dei volontari e da una situazione economica più o meno favorevole.

Da qualche tempo però ho notato che la fila di chi aspetta un pasto o un letto per la notte è composta in gran parte di italiani.

Famiglie che riuscivano a vivere dignitosamente fino a qualche mese fa ora sono preda della crisi. 
Anziani che in qualche modo andavano avanti adesso devono fare la fila per sperare di mangiare qualcosa o di dormire al caldo.

Il costo della vita, il potere d’acquisto in calo, difficoltà ed imprevisti come malattie, stipendi non più adeguati o non pagati, licenziamenti o "razionalizzazione del lavoro" hanno messo in crisi interi nuclei famigliari. 

Persone che riuscivano a vivere decentemente del proprio lavoro hanno perso tutto.

Retribuzioni da fame, lavori da schiavi, aziende non più affidabili stanno disegnando un nuovo tipo di povertà. Qui da noi, a differenza di altri paesi europei, i salari e le retribuzioni non sono cresciute negli ultimi anni ma addirittura in molti settori, si sono ridotti.

Soggetti a rischio poi come i pensionati, strozzati da un sistema che elargisce elemosine e non retribuzioni che consentono un tenore di vita decente dopo una vita di lavoro, sono costretti alla fame.

Operai di oltre sessantacinque anni lavorano (e spesso purtroppo muoiono) cadendo dai ponteggi o schiacciati sotto un camion quasi tutti i giorni e ormai non fanno più notizia.

Mentre discutiamo sulla pizza di Briatore e continuiamo a spendere allegramente parte del bilancio dello stato in armamenti, appalti discutibili e a foraggiare partiti e politici, il numero delle persone in difficoltà sta aumentando in modo spaventoso. Parliamo di circa due milioni di nuovi poveri nell'ultimo anno - numero in rapidissima salita. Si pensa che il totale si avvicini ai quattro milioni a seconda di come si interpretino i dati.

Questo è un fenomeno silenzioso che sembra non interessare abbastanza la nostra informazione, troppo occupata con il reddito di cittadinanza che "tiene i possibili lavoratori a casa" o con "i giovani che pretendono troppo e non vogliono più fare la gavetta".

Non si parla di un salario minimo garantito come è in altri paesi europei e anche forze politiche "progressiste" ritengono inopportuno sollevare l'argomento, forse per non irritare troppo i nostri troppo sensibili capitani d’industria o per non svegliare i nostri pavidi sindacati.

Silenziosamente sta maturando una crisi economica epocale favorita anche dagli aumenti dell'energia che stanno mettendo in ginocchio il nostro sistema produttivo, ma l'atteggiamento di molti è quello di ignorare il problema e di parlare d'altro.

Mi scuso per il francesismo ma come al solito sembra che gran parte degli italiani non si accorgono che la merda esiste fin quando non la pestano.




venerdì 3 giugno 2022

Lavoro

 


In Spagna dopo la riforma di Yolanda Diaz fatta a inizio anno per regolarizzare i contratti di lavoro, i nuovi assunti a tempo indeterminato sono saliti a quasi due milioni e mezzo.

Qui ancora si discute sull'opportunità di assicurare un salario minimo e qualche deficiente ha anche pensato di indire un referendum per abolire il reddito di cittadinanza e altri cervelloni pensano di destinarlo soltanto ai "disabili" - parola bruttissima in questo contesto.

L'Italia è l'unico paese europeo dove in trent'anni le retribuzioni sono diminuite anziché aumentare come è logico che sia.

Qui da noi ci sono oltre 800 tipologie di contratti aumentate a dismisura nel tempo. Questa frammentazione probabilmente fatta ad arte è riuscita a polverizzare il mondo del lavoro con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

In realtà i problemi dei nostri grandi imprenditori non sono causati soltanto dal costo del lavoro ma dalla mancanza di innovazione e da strutture produttive vetuste e inadeguate. Purtroppo molti dei nostri "capitani coraggiosi" sono stati rapidissimi a spostare ragione sociale all'estero per pagare meno tasse e a chiudere fabbriche in Italia - poi magari hanno usufruito degli aiuti governativi invocandoli a gran voce. Innovazione e investimenti tecnologici sono sempre stati fatti con il contagocce.

Gli investimenti in tecnologia in Europa ci vedono agli ultimi posti e non ci sono collegamenti efficienti tra scuola e lavoro a parte "l'alternanza" che si è rivelata un modo per fornire manodopera quasi gratis alle aziende e per far aumentare gli incidenti sul lavoro.

Questo ha contribuito a creare una classe di nuovi poveri; gente che ha un lavoro sottopagato, spesso non continuativo, e non riesce ad andare avanti. 

Basta una bolletta più alta, un aumento dei prezzi della spesa o una malattia a mettere in difficoltà migliaia di famiglie.

Famiglie che fino a qualche anno fa vivevano dignitosamente ora sono stritolate dai prezzi che salgono e dalle retribuzioni bloccate. 

Ora diversi politici che in passato hanno contribuito a creare questa situazione, ammettono candidamente che c'è qualcosa che non va ...

Fino ad ora le soluzioni proposte sono sicuramente variegate e fantasiose ma prive di senso. Purtroppo da gente che è abituata a vivere nel mondo parallelo della politica e non sa neanche cosa sia il lavoro, non c'è da aspettarsi altro.

Mai come in questo periodo lo scollamento tra politica e vita reale è stato così evidente. 



venerdì 6 maggio 2022

Guerra, pace e aria condizionata

 


L’Italia si appresta a buttare via ben 14 miliardi di euro in spese militari oltre a quelle già preventivate. Nonostante le difficoltà economiche, nonostante un sistema sanitario e un sistema scolastico al collasso, nonostante migliaia di italiani vicini alla povertà, nonostante il potere di acquisto a livelli sempre più infimi e un tessuto produttivo alla fame.

Obbedienti ai dettami del padre-padrone americano stiamo entrando in una crisi economica da paura per finanziare le industrie di armi perlopiù americane. Abbiamo scuole con i tetti che cadono, università senza mezzi, trasporti regionali che fanno piangere e servizi inesistenti ma continueremo a comprare F35, navi e carri armati senza discutere. Abbiamo un esercito con più generali di brigata che brigate ma fa niente - l’importante è spendere soldi per mantenere tutta questa struttura ancora in piedi.

I soldi per le armi si trovano senza discutere ma quelli per un salario minimo o per aiutare chi si trova in difficoltà non ci sono. Nella mensa della Caritas della mia città da qualche anno il numero degli italiani che usufruisce del servizio è in continuo aumento; famiglie che fino a poco tempo fa riuscivano a vivere dignitosamente ora non riescono a soddisfare i bisogni elementari e lo stato sociale sembra essersi dissolto.

Nonostante la pubblica opinione sia nettamente contraria i nostri politici continuano – con il supporto della stampa e di gran parte dei mezzi d’informazione – a essere i servi sciocchi di Biden che seduto comodamente sul suo scranno alla casa bianca incita a boicottare le forniture di gas russo e ad applicare misure restrittive sempre più pericolose.

Il suggerimento di Draghi è stato quello di alzare la temperatura dei condizionatori; da una persona così illuminata e lungimirante come viene dipinta dalla nostra informazione avrei voluto sentire ben altre cose. Ovviamente in parlamento nessuna discussione, nessun invito all'apertura di un possibile negoziato.

Abbiamo mandato a puttane paesi come la Grecia che forse si sarebbe potuta salvare con meno soldi di quanto spendiamo ora ma in questa guerra nessun paese occidentale ha provato ad imboccare la strada del negoziato e della pace. Tutti i politici fanno la voce grossa come bravi soldatini ubbidienti e l’informazione è diventata a senso unico.

Siamo veramente tornati agli anni trenta – quando c’era lui.


mercoledì 20 aprile 2022

Guerra

 


La guerra in Ucraina mi fa paura – come molti europei razionalmente ho sempre saputo che nel mondo si combattono guerre in continuazione ma quello che succede in Yemen, in Siria o in altri posti lontani si sa non colpisce come quando morti, orrori e bombardamenti arrivano sulla porta di casa.
Sapere che la nostra economia e il nostro modo di vivere saranno condizionati pesantemente da questa guerra mette paura.
E come tanti inizio a considerare le scelte fatte in passato dai politici italiani; chi è andato a braccetto con Putin (e magari ha preso anche qualche soldo), chi non ha avuto le capacità di mettere su un piano energetico razionale e ora brancola nel buio e chi è servo fedele degli USA senza se e senza ma, anche se questo ci costerà molto.
Per inciso Biden incita l’Europa a non acquistare gas russo, ad inasprire le sanzioni vero Mosca e ad armare gli ucraini dal suo comodo studio nella Casa Bianca.
Tanto chi dovrà sopportare le conseguenze di tutte queste scelte in prima persona saremo noi.
Sono d’accordo che per aiutare gli ucraini a non soccombere ora dobbiamo armarli – magari tradendo anche la nostra costituzione, ma così facendo aumentiamo anche il numero delle vittime.
In Europa iniziative diplomatiche volta alla pace per ora non se ne vedono ma sono necessarie se vogliamo contribuire a far finire questa ecatombe.

venerdì 10 dicembre 2021

Amarezza

 


Viviamo in un paese sempre più strano e sempre più difficile da capire. Da diverse settimane quasi ogni sabato e in quasi tutte le città italiane si manifesta contro il green pass e contro la "dittatura sanitaria" per una sbandierata "privazione delle libertà personali".

Sulle chat di Telegram e altri canali simili si organizzano periodicamente manifestazioni ed eventi in stile clandestino/carbonaro, con tutta una serie di parole d'ordine, slogan e frasi fatte ripetute fino alla noia. 

Leggendo certe chat e sentendo certe storie si ha l'impressione di essere entrati in un'altra dimensione spazio-temporale o di essere capitati in un altro sistema solare.

Migliaia di persone sembrano aver smarrito il senno e stanno vivendo in questo universo parallelo che accomuna semianalfabeti, virologi con la licenza elementare presa a fatica e complottisti. 

Gente che non sa mettere insieme frasi di senso compiuto ma che parla di microbiologia e di infettivologia sostenendo tesi fantasiose, propagando bugie e teorie deliranti e pericolose.

In questo universo numero due i camion che portavano le bare dei morti di Bergamo per covid erano vuoti, i reparti di terapia intensiva strapieni erano solo effetti speciali della tv e l'epidemia è stata creata ad arte dai "poteri forti". 

Sempre in questo mondo a parte esistono decine di rimedi per chi si ammala di covid che vanno dalle medicine veterinarie, alla candeggina e a quelle "fatte in casa" come le tagliatelle o quelle pseudo naturali consigliate da chissà chi. 

Rimedi che ovviamente, il "potere" ci tiene nascosti, cure "home made" che potrebbero minare lo strapotere di Big Pharma.

Mentre viviamo in un paese dove non esiste garanzia di un salario minimo (puoi lavorare sette giorni a settimana per trecento euro o meno) dove c'è un sistema pensionistico da ottenebrati e un sistema fiscale più che feudale, dove aziende hanno percepito aiuti statali pur delocalizzando le produzioni e trasferendo le sedi all'estero - i nostri costituzionalisti all'amatriciana disquisiscono sui dpcm e sul green pass come se questi siano gli argomenti del secolo e non esistessero problemi ben più gravi.

Il fatto che il prossimo presidente della repubblica possa essere uno che abbia finanziato la mafia, che abbia sostenuto e fatto votare, (Giorgia Meloni ricordi  ...?)  che Ruby fosse la nipote di Mubarak e che ci abbia fatto fare solenni figure di merda all'estero, non tocca minimamente questo schieramento, così come il fatto che siamo l'unico paese europeo dove le retribuzioni in trent'anni non sono cresciute, anzi sono andate a diminuire e dove da diversi anni i giovani hanno ripreso a migliaia ad emigrare.

Che il nostro governo sia guidato da un finanziere, che diritti incontestabili vengano attaccati ogni giorno, che le fabbriche stiano chiudendo una dopo l'altra, che il mondo del lavoro sia diventato una giungla, non intacca minimamente i nostri combattenti per la libertà sicuri di essere sempre nel giusto e convinti di essere i più intelligenti e i più furbi, tanto da considerare tutti gli altri come il "gregge".

Sono sinceramente scoraggiato e scoglionato da questa situazione che almeno per ora sembra senza via d'uscita. L'impossibilità di argomentare e di discutere con chi fa praticamente parte di una setta, mette completamente fuori gioco quelli che come me cercano di ragionare normalmente.


mercoledì 18 agosto 2021

Ipocriti

    

Gino Strada ci ha lasciato mentre in Afghanistan il ritiro delle truppe della coalizione occidentale ha innescato una prevedibile catastrofe. Come volevasi dimostrare, una guerra inutile, lunga e costosa ha evidenziato che la democrazia non si può esportare come se fosse coca cola. 

Con la scusa della lotta al terrorismo anche gli italiani hanno partecipato a questa inutile missione. L'Afghanistan da secoli, non è mai stato una zona facile per nessuno - inglesi, russi e americani  non sono riusciti a concludere niente - etnie diverse e tribù hanno sempre vinto su qualsiasi esperimento di governo centrale.

A onor del vero l'unico governo che ha avuto un consenso abbastanza diffuso, è stato quello filo russo che nel corso dell'occupazione, ha creato un minimo di ceto medio, facendo uscire molti afgani dai problemi della mera sopravvivenza.
Proprio per contrastare l'occupazione russa, gli USA con incredibile miopia, hanno finanziato e armato i talebani. Quella che era una sparuta minoranza insignificante è diventata una potenza militare e ha preso in gran parte il controllo del traffico di oppio diventando una entità economica autosufficiente, potente e ben armata.

Per inciso, tale strategia gli USA la avevano già applicata in Sudamerica diverse volte, finanziando e proteggendo regimi e dittatori sanguinari per pura e immediata convenienza.

Il difetto principale dell'occupazione occidentale è stato quello di non creare una classe dirigente seria e di non contrastare la corruzione. Analogamente a quanto avvenuto in Vietnam, l'occupazione non ha creato niente di stabile che avesse un radicamento profondo nel paese reale.

L'unica organizzazione che ha sempre lavorato e che è rimasta sul posto è stata Emergency che con il suo presidio medico ha salvato la vita di migliaia di persone. 
La speranza è che possa ora continuare ad operare come ha sempre fatto aiutando tutti quelli che ne hanno bisogno senza distinzioni, ma sarà difficile che questo avvenga.

Dopo che Gino Strada ci ha lasciati è iniziato poi il prevedibile valzer dell'ipocrisia e dei coccodrilli. Politici che hanno sulle spalle la responsabilità dell'intervento militare italiano e che in passato hanno mal sopportato le attività umanitarie come quelle svolte da Emergency, ora stanno cantando in coro facendo finta di niente.
Quando in parlamento si votò per l'intervento soltanto una sparuta minoranza si pronunciò contro l'avventura afgana. 
La stragrande maggioranza - da destra a sinistra - obbedì ai dettami della NATO. L'unica differenza fu che nei media italiani si parlò di "missione di pace" - in quelli USA di "lotta al terrorismo".

Ora in Europa nessuno, tranne forse la Merkel, ha avuto il coraggio di fare autocritica e di prendersi le proprie responsabilità. 
Tanto in Italia con questo scenario dominato dai social e da personaggi da barzelletta, la memoria è sempre più corta e labile e la coerenza non è più condizione necessaria per fare politica.