mercoledì 25 dicembre 2024

Prodotto Interno Lordo

 


I dati relativi all'andamento dell'economia italiana che la stampa europea ha pubblicizzato ultimamente (chissà perché argomento trascurato da tutti i nostri mezzi d'informazione) sono impietosi e fotografano una situazione apparentemente senza via d'uscita.

Nonostante un mercato del lavoro ormai senza regole, nonostante le retribuzioni e gli stipendi tra i più bassi d'Europa, nonostante i tagli indiscriminati a sanità e servizi, l'Italia non cresce come dovrebbe.

I nostri governanti hanno incolpato il reddito di cittadinanza, il superbonus, i costi energetici, la crisi dei migranti, il terrorismo, la brexit, le fasi lunari, l'influenza aviaria e le piogge acide.

In realtà brexit e terrorismo c'entrano poco e i migranti per niente – il paese non cresce perché è ormai chiuso da politiche assurde che pochi capiscono e a cui pochi si oppongono. 

Domandate a tutti quelli che hanno provato oggi ad iniziare un'attività - a mettere su “bottega” - i costi che hanno sostenuto, le burocrazia ottusa e tutte le difficoltà che incontrano e tutti gli ostacoli che superano quotidianamente.

Parlando di economia spesso siamo portati a pensare ai grandi gruppi finanziari o alle grandi industrie ma l'Italia è stata sempre caratterizzata dalla presenza di imprese medie e piccole, di artigiani e di piccoli imprenditori. 

Settori come il turismo e la moda sono rappresentati da una miriade di piccole realtà spesso gestite su basi familiari che non hanno mai avuto paura di niente e di nessuno; idee nuove, fantasia, creatività e flessibilità hanno da sempre caratterizzato queste attività che oltretutto hanno formato professionalità invidiabili.

Altro fatto è poi quello delle "partite iva" - teoricamente liberi professionisti ma in realtà per buona metà lavoratori che emettono fattura ad un solo cliente. Praticamente soggetti che in una realtà meno distopica potrebbero e dovrebbero essere dei normali dipendenti.

I grandi gruppi industriali (per fortuna non tutti)  hanno spesso avuto comportamenti simili a quelli di uno sciame di cavallette; sempre coccolati con aiuti statali a pioggia e politiche protezionistiche compiacenti - quando i giochi hanno iniziato a diventare duri, hanno alzato le braccia al cielo delocalizzando la produzione, licenziando e trasferendo attività, contabilità e sede fiscale; il caso FIAT/FCA/Stellantis è un classico del genere - quando va tutto bene capitalisti, quando le cose si complicano tutti a richiedere l'intervento dello stato. 

Per anni questo gruppo ha incassato soldi e favori dallo stato per poi spostare sede fiscale in Olanda continuando a delocalizzare la produzione fuori dall'Italia. 
Ora che le cose vanno male hanno richiesto per l'ennesima volta l'intervento degli italiani che hanno già pagato anni di cassa integrazione e di finanziamenti vari senza ottenere in cambio qualcosa. Con gli aiuti elargiti in questi anni tutti avremmo dovuto avere gratis almeno un'automobile fiat in garage. 

Ma anche in questo caso, fatta terra bruciata, l'unica soluzione sembra essere quella di scappare a gambe levate verso altri lidi.

Altro punto da considerare è che in tempo di crisi le politiche di austerità non hanno mai funzionato in nessun paese del mondo; ridurre i servizi serve solo a bloccare ogni tentativo di crescita e a scatenare l'incertezza; aumentare l'età pensionabile, come sicuramente avverrà ancora, serve soltanto ad ingessare un mercato del lavoro già asfittico.

Oggi nel nostro paese per la prima volta in sessant'anni i figli sono più poveri dei genitori e con minori possibilità di realizzarsi; la certezza di miglioramento che ha accompagnato la vita delle vecchie generazioni non è più scontata e il futuro appare sempre più incerto. 

Purtroppo sembra che molti siano praticamente “addormentati” e soprattutto i giovani che dovrebbero essere la forza propulsiva di ogni cambiamento, sembrano latitare pericolosamente.

I nostri governanti stanno dimostrando un dilettantismo e un pressapochismo totale, presi da altre preoccupazioni come mettere le mani sulla costituzione o evitare argomenti spinosi come le pensioni, il sistema sanitario o l'istruzione che riforme da incompetenti hanno completamente rovinato.

Abbiamo acquistato e continuiamo a comprare costosi aerei F35 e altri sistemi d'arma sofisticati e fino ad ora nessuno è riuscito a quantificare quanto costano esattamente gli aiuti e gli interventi militari – tanto poi chiudiamo ospedali e mettiamo a pagamento prestazioni sanitarie per cercare di pareggiare i conti.

Con un sistema fiscale come il nostro un dipendente, un piccolo imprenditore, un artigiano o un pensionato in proporzione paga più tasse di Amazon, di Thales o di Stellantis. 

Non è pensabile che con queste risorse sia possibile mandare avanti la baracca, avere servizi funzionanti e pagare le pensioni, senza contare poi che il numero dei nuovi lavoratori cala e quello dei pensionati aumenta; purtroppo stiamo diventando un paese di vecchi dove il numero delle nuove famiglie è in drammatica diminuzione. 

Gli immigrati che potrebbero contribuire anche loro al welfare, vengono invece sfruttati - nei loro confronti ci comportiamo come i soliti furbacchioni; paghiamo se va bene cinque euro l'ora chi raccoglie frutta e pomodori pensando di fare un affare senza capire che quei lavoratori se regolarizzati potrebbero contribuire anche loro a mandare avanti la baracca. 

Il fatto è che nessuna formazione politica italiana ha mai avuto il coraggio di tassare gli extra-profitti - pensiamo ai farmaceutici, all'industria degli armamenti o al settore energetico. Destra e sinistra non hanno mai preso in considerazione l'idea che i soldi vanno presi a chi ce li ha.

Paesi come la Germania o la Spagna non certo governati dai soviet - con la tassazione differenziata degli extra profitti stanno cercando d difendere le fasce più deboli della popolazione e quelle più giovani, cercando di garantire retribuzioni eque e servizi migliori.

Qui da noi, anche quello che dovrebbe essere il polo "progressista" latita pericolosamente nell'affrontare certi argomenti e in tema di politica economica non ha idee chiare se non tirare a campare in qualche modo.

Una cosa che dovrebbe far pensare è l'assenteismo che cresce ad ogni tornata elettorale - nelle ultime elezioni hanno votato più o meno soltanto due o tre italiani su cinque. Evidentemente c'è una forte crisi di rappresentatività della politica che non riesce a sintonizzarsi su quelli che sono i bisogni e le preoccupazioni reali delle persone.

Quello che dovrebbe essere il maggior partito d'opposizione è bloccato da una nomenclatura strutturata similmente a quella della vecchia DC e proposte reali per superare questo stato di crisi spesso non vengono neanche prese in considerazione per non invadere gli orticelli degli "amici" dei vari ras.

In tema di politica economica i capitani coraggiosi della nostra opposizione non hanno saputo fare altro che rivolgersi pedissequamente al "tecnico" di turno, Monti, Fornero o Draghi e le destre hanno fatto esattamente lo stesso. Nessuno vuole prendersi la responsabilità di fare opposizione seriamente.

Poi ci meravigliamo del disinteresse o dell'assenteismo elettorale.