In questi giorni a causa di un banale raffreddore sono rimasto a casa più del solito e tra tv, internet e giornali, ho avuto modo di ragionare su quello che è diventato oggi il mondo dell'informazione.
Gli ultimi tristi avvenimenti in Palestina, alcuni reportage su quello che è diventato il mondo del lavoro e anche spettacoli come il festival di Sanremo, mi hanno fatto riflettere su quello che è diventato oggi il giornalismo.
In particolare mi hanno colpito quelle pratiche e quei modi di lavorare che molti hanno classificato come "governance algoritmica" delle news.
Quello che mi ha fatto pensare è che le strategie dell'informazione odierna sono palesemente regolate da algoritmi profilati ad hoc per pilotare i nostri gusti e per stabilire cosa potrebbe interessarci di più.
Soprattutto l'invadenza dei social ha contribuito ad uniformare il modo di pensare e la propagazione delle news ora segue le stesse identiche regole.
In realtà le tecnologie digitali per anni sono state viste come una enorme possibilità per allargare ed estendere le nostre conoscenze - molti hanno visto internet come un mezzo per veicolare sapere a tutti.
Nelle note scritte nel '91 da Tim Berners-Lee, uno dei padri del World Wide Web, ci sono cose fantastiche sulla "distribuzione" della conoscenza, della cultura e dell'informazione.
Parliamo di insegnamento a distanza, di scuole per tutti, di conoscenze condivise e di democrazia diffusa.
Tutti argomenti sempre più attuali e sempre più dimenticati nei distopici mondi social dell'internet di oggi.
Con il senno di poi si è visto che lo sviluppo della Rete non è andato proprio in questa direzione e che quello che poteva essere un mezzo di comunicazione formidabile è diventato un generatore di realtà virtuali spesso completamente false e del tutto slegate dalla vita vera.
La condivisione culturale che avrebbe dovuto farci dimenticare pregiudizi e luoghi comuni è scomparsa dalla rete, sostituita spesso dall'amplificazione sistematica dei nostri difetti e delle nostre chiusure mentali.
La maggior parte dei mezzi di informazione di oggi sono molto più portati a costruire consensi su cose spesso futili creando universi virtuali completamente falsi, che a divulgare o a far conoscere avvenimenti, storie e situazioni altrimenti ignorate.
Contenuti e avvenimenti importanti e interessanti non vengono neanche presi in considerazione se non rientrano negli schemi della moderna informazione.
E come accade nei social se non si parla di certi argomenti e se non si illustrano certe realtà queste neanche esistono.
