Alla fine è caduto un governo gradito dalla maggior parte degli italiani con una manovra organizzata da una delle figure più squallide della politica.
Un partito con una rappresentanza esigua, inesistente sul territorio e creato ad hoc, ha fatto il lavoro sporco facendo cadere un governo in un periodo critico e pericoloso.
Una cosa già vista nel 2011 con Monti e che molti pensavano non potesse più accadere.
Personalmente non sono mai stato un fan del governo Conte - fossi un politico sarei all'opposizione non condividendo molte delle scelte fatte - ma devo riconoscere che quello di Conte è stato il primo governo a negoziare attivamente in Europa e a guadagnare credibilità e rispettabilità internazionale e a cercare di sostenere tutte le categorie che con la pandemia sono entrate in sofferenza. Anche se spesso in modo approssimato e con errori marchiani, Conte & c si sono posti il problema - cosa mai accaduta prima con altri governi.
Non credo che altre compagini politiche abbiano le capacità di gestire l'emergenza dimostrate in questi mesi da Conte.
Purtroppo la torta degli aiuti europei fa gola a molti e sull'impiego di queste risorse banche e gruppi finanziari hanno idee diametralmente opposte a quelle del governo.
Banche e Confindustria ancora una volta hanno dettato legge, aiutati da una informazione ormai completamente asservita allo scopo.
Pensare che queste risorse possano essere usate per rimettere in funzione la sanità pubblica, per la scuola o per le piccole imprese, è un'idea che i padroni del vapore proprio non sopportano. Giornali e mezzi di informazione che hanno fatto storia - basti pensare a Repubblica o all'Espresso - ora sono diventati il megafono stupido di gruppi imprenditoriali senza scrupoli; gruppi che hanno richiesto e ottenuto aiuti statali ma che non hanno esitato a delocalizzare intere linee produttive o ad entrare nel business della sanità con manovre da corsari.
Quello che è evidente è la assoluta mancanza di democrazia che sta caratterizzando la nostra politica. Altra cosa evidente è che certe regole ormai permettono manovre che stravolgono completamente quelle che sono le volontà e i desideri degli italiani. L'assenza di un vincolo di mandato parlamentare consente la creazione di gruppi e compagini senza nessun rapporto con gli elettori ma con la capacità di dettare regole e leggi e di creare o far cadere maggioranze. Quella che era una garanzia di indipendenza di giudizio degli eletti è diventata un modo rapido e comodo per passare da uno schieramento all'altro per mere questioni di convenienza.
