Ancora una volta una tragedia -
centinaia di profughi in cerca di una vita migliore sono affogati in
quel tratto di mare che ci separa dall'Africa diventato ormai un
enorme cimitero. Sull'emigrazione sono state dette tante cose e molte
veramente terrificanti; i commenti sui social network che ho letto sono in gran
parte sconfortanti. Sembrerebbe che i nostri politici siano riusciti
nell'intento di far dimenticare il loro discutibile operato
instillando la paura xenofoba del “diverso”, dell' "extracomunitario".
L'orripilante politica estera
italiana ha contribuito a creare situazioni come quella libica dove
bande di delinquenti e di predoni hanno preso il sopravvento e non
esiste più uno stato ma delle tribù e delle fazioni in perenne
lotta.
Con una miopia straordinaria abbiamo
sostenuto e sosteniamo in tutto il mondo fantocci corrotti che prima
o poi ci ritroviamo contro – sembrerebbe che intelligenza e
lungimiranza non siano le caratteristiche della nostra politica
estera.
Personaggi che ora auspicano bombardamenti e azioni di forza
per anni hanno lucrato sull'accoglienza ai profughi e non hanno fatto
niente per cercare di risolvere il problema. Gran parte di quelli che
cercano di sbarcare qui da noi spesso sono diretti in altre parti
d'Europa per raggiungere i loro cari – l'Italia è solo una tappa
di un viaggio che può durare anche due/tre anni.
Gli altri paesi europei fino ad ora
sembrano essere ben contenti che il problema sia in gran parte
italiano; per motivi geografici siamo la prima tappa di questa
migrazione biblica verso l'Europa. Nessuno dei nostri governi ha mai
sollevato veramente la questione e le poche iniziative comunitarie
fanno ridere.
La paura dei migranti però
costituisce una delle canzoni elettorali più suonate. La lega e la
destra per far dimenticare i loro discutibili trascorsi di governo
sembrano cavalcare l'onda xenofoba nella speranza di prendere più
voti cercando di far dimenticare che l'origine del problema è in
gran parte imputabile a loro.
In realtà il numero degli italiani
che vanno all'estero per lavorare è sempre più grande e in
Svizzera, in Francia e in Inghilterra le stesse paure dei residenti
stanno prendendo di mira quelli di noi costretti a lavorare e vivere
lì.
Il movimento di Marie Le Pen – grande
amica di Salvini – ha fatto della lotta all'emigrazione uno dei
motivi vincenti delle sue campagne elettorali e altrettanto avviene
negli altri paesi.
La memoria corta di noi Italiani ci fa dimenticare quello che siamo stati in passato: un popolo di
emigranti.
Purtroppo siamo ritornati ad
esserlo ma non ce ne siamo ancora accorti.